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Vita di Alessandro Manzoni


Alessandro Manzoni è nato a Milano nel 1785. Era figlio illegittimo del conte Pietro e figlio naturale di uno dei fratelli Verri (Giovanni), la madre era Giulia Beccaria, figlia di Cesare Beccaria, il famoso giurista che aveva scritto il trattato dei delitti e delle pene.
La vita di Manzoni può essere divisa in 4 fasi (la fanciullezza, la fase prima della conversione religiosa , la fase dopo la conversione religiosa e l'età matura). Manzoni ha sofferto a causa della separazione dei genitori, trascorse la sua fanciullezza in collegi dove ha ricevuto la tradizionale educazione classica allo stesso tempo rifiutò i metodi pedagogici e la formazione religiosa di quegli ambienti. Uscì dal collegio a 16 anni nutrito da idee razionalistiche , libertarie e umanitarie e grazie al nonno Cesare Beccaria ebbe modo di inserirsi nell'ambiente culturale milanese conoscendo personaggi famosi come Monti e Foscolo.
Nel 1805 si reca a Parigi per visitare la madre ma anche per consolarla in seguito alla morte di Carlo Imbonati (l'uomo con cui ella viveva dopo la separazione con il marito. Manzoni , a Parigi, entrò in contatto con gli ideologi che era un gruppo di intellettuali che conservavano ancora il patrimonio illuministico. Questo gruppo di intellettuali ha esercitato un influsso non indifferente per quanto riguarda la formazione delle idee filosofiche di Manzoni. Inoltre strinse un legame profondo di amicizia con Fauriel ed entrambi scambiavano idee tramite la corrispondenza di lettere e scritti (Manzoni lo considerava una guida intellettuale). A parigi il contatto con gli ecclesiastici giansenisti ha influenzato anche la conversione di Manzoni ( molto importante puntualizzare sul fatto che non si tratta di un passaggio da una religione ad un'altra ma si tratta di un cambiamento interiore che ha portato ad una nuova visione della vita ispirata al cattolicesimo; infatti Manzoni non era ateo fin dall'inizio era cristiano). La conversione è stata influenzata dalla moglie Enrichetta Blondel originaria della Svizzera però ha sempre vissuto a Parigi e si era convertita dal calvinismo al cattolicesimo. Dai 16 ai 25 anni Manzoni ha composto opere classiche rispettando quelle che sono le regole della tradizione classica per questo utilizza il linguaggio aulico, elevato con l'inserimento di elementi mitologici. Tra le opere classiche troviamo Il Trionfo della libertà, l'Adda e i Sermoni, il carme in morte di Carlo Imbonati, Urania (che parla del valore incivilitore della bellezza e delle arti. Successivamente Manzoni avverte l'esaurimento e la decadenza del classicismo e sente il bisogno di una letteratura nuova non solo per riguarda i contenuti ma anche per il linguaggio infatti quando Manzoni riprenderà a comporre scriverà gli inni sacri a carattere corale e destinati non più alla cerchia iniziatica di intellettuali ma ad un pubblico più vasto.
La conversione di Manzoni fu un fatto che investì tanti aspetti della sua personalità per esempio nelle Osservazioni sulla morale cattolica traspare la fiducia assoluta nella religione vista come fonte di tutto quello che è buono e vero, visto come punto di riferimento per ogni scelta sia nel campo politico, morale ma anche intellettuale.
La conversione di Manzoni rappresenta un passo che aveva messo in crisi non solo alcune scelte esistenziali di Manzoni ma anche i suoi orientamenti ideologici e culturale. Manzoni da anti-classico sostiene che i Romani che vengono esaltati come modelli di virtù in realtà furono un popolo feroce, violento, superbo e oppressore per cui vi è un rifiuto della storia che racconta solo dei grandi, dei potenti, dei vincitori ecc. A livello letterario diventa importante per Manzoni il problema della caduta, del male verificatosi nella storia, la miseria dell'uomo incline inevitabilmente al peccato. Quindi con Manzoni si esce dagli schemi , si abbandona quella tranquillità e serenità classica e si cerca di raccontare il "vero della condizione umana. Per Manzoni la letteratura deve proporsi l"utile " come iscopo, il "vero" come soggetto e l'interessante per mezzo. Invece quelle poesie che definisce "falso" possono anche dilettare però questo diletto viene distrutto dalla cognizione del vero, il falso è solo temporaneo e accidentale.
Manzoni fu molto vicino al movimento romantico milanese però non partecipò attivamente alle polemiche e ai moti rivoluzionari del 1820-21 ma sostenne questi moti tramite le sue opere componendo odi civili, la Pentecoste le tragedie ecc . Subito dopo Manzoni inizia le prime due stesure del romanzo I Promessi Sposi, gli interessi per la storia, per la filosofia e per la lingua gli spinsero affinchè arrivasse alla terza redazione del romanzo nel 1840-42 con intenti soprattutto linguistici. L'amicizia con Fauriel venne sostituito da Antonio Rosmini una volta che Manzoni rientra a Milano, venne ritrovato l'ode patriottica Marzo 1821 durante le cinque giornate di Milano e fino ad allora tenuto nascosto. Inoltre venne nominato senatore dopo l'unificazione italiana e divenne anche maestro in una scuola milanese però all'età di 88 anni muore in seguito alle manifestazioni di alcune gravissime crisi nervose e anche in seguito a diversi lutti in famiglia (prima muore la moglie Enrichetta Blondel si risposò, muore poi la primogenita Giulia , poi muore la seconda moglie Teresa Borri, il figlio Pier Luigi ecc) tutti lutti che hanno segnato in modo negativo la vita dell'autore.
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