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Vita di Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni nacque a Milano il 7 Marzo del 1785 dal nobile padre Pietro e da Giulia Beccaria. Studiò nel collegio e manifestò subito molto ingegno e inclinazione alla poesia. Quando uscì dal collegio, andò a vivere con la madre che si era separata dal marito. Manzoni ebbe un periodo di traviamento per la passione del gioco. In seguito andò a Parigi con la madre dove frequentò i ritrovi aristocratici e intellettuali e dove avvenne la sua formazione culturale.
Quando morì il padre, ritornò a Milano e, l’anno dopo, sposò Enrichetta Blondel, di religione calvinista, che però poi si convertì al cattolicesimo. Dopo approfonditi studi, anche Manzoni riacquistò la fede cattolica che divenne il suo ideale morale a cui egli uniformò tutta la sua vita e le sue opere.
Manzoni è il massimo esponente del Romanticismo italiano, un movimento culturale che abolisce alcune regole della letteratura classica, assecondando di più la natura, i sentimenti e l’ispirazione per rendere la cultura più accessibile anche al popolo e non essere patrimonio soltanto degli intellettuali. Egli prese le idee del 1700 e le fuse con lo spiritualismo del suo secolo e, con la sua arte, creò il Romanticismo cattolico che sollevava lo spirito del popolo verso ideali più alti.

Manzoni è l’autore del celebre romanzo storico: ‘’I promessi sposi’’, ambientato nel periodo del Risorgimento in cui, uomini come Cavour, Gioberti, Mazzini e Garibaldi lottarono per unificare l’Italia. Nel romanzo lo scrittore fuse la storia italiana del suo secolo con il semplice intreccio del matrimonio contrasta di Renzo e Lucia per opera di un personaggio prepotente: don Rodrigo. In verità, Manzoni voleva descrivere il suo malcontento del governo austriaco in Lombardia e fece finta di aver trovato un manoscritto del 1600 che parlava della dominazione spagnola. I Promessi Sposi rispecchiano l’anima dello stesso autore, la sua fede, la sua concezione spirituale della vita pervasa dal dolore, dall’amore, dalla giustizia, dal diritto e dal dovere. Nell’opera manzoniana predomina la lotta tra il bene e il male tra i vari personaggi.
Lucia rappresenta la fede e la purezza; Renzo l’uomo semplice e pieno di bontà ; Don Rodrigo il signorotto prepotente e superbo; don Abbondio il prete egoista e pauroso; Fra Cristoforo un frate umile, pieno di amore per i deboli e gli oppressi. Inoltre, in tutto il romanzo è evidente l’intervento della Provvidenza che agisce per diverse vie, impensate e misteriose per aiutare gli umili e richiamare al ravvedimento i cattivi. Un esempio dell’intervento provvidenziale è ‘’La notte degli imbrogli’’ quando Renzo e Lucia, per suggerimento di Agnese (madre di Lucia), accompagnati da Toni e suo fratello, si presentano davanti a don Abbondio per sorprenderlo e indurlo a celebrare il matrimonio che , sarebbe stato ugualmente valido se, in presenza di testimoni avrebbero i due sposi pronunciato la fatidica formula matrimoniale. Purtoppo, il tentativo non ebbe esito positivo, ma con l’aiuto della divina Provvidenza riescono a sfuggire ad un agguato di don Rodrigo e successivamente Renzo e Lucia divennero sposi.
Nel romanzo c’è tutta la concezione della vita del Manzoni pervasa dal sentimento religioso e dalla fiducia nella Provvidenza divina che non nega il suo aiuto quando è invocata.

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