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Alessandro Manzoni


Alessandro Manzoni nacque a Milano il 7 marzo 1785 dal conte Piero Manzoni e da Giulia Beccaria, figlia del filosofo illuminista Cesare Beccaria. I due genitori, però, si separarono dopo pochi anni di matrimonio creando in Manzoni una grande sofferenza.
Iniziò il suo percorso di studi tra il 1791 e il 1801 a Merate e a Lugano in due collegi cattolici rinomati. Qui acquisì una buona base per la cultura umanistica, ma iniziò un vero e proprio rifiuto verso la rigida educazione cattolica.

Al termine del suo percorso di studi, iniziò a frequentare i circoli letterari più importanti dove conobbe Monti e Foscolo. Durante questi anni di puro confronto fra letterati si avvicinò, senza abbandonare la sua formazione classicista, alla filosofia illuministica e alle teorie razionalistiche.

Nel 1805 si trasferì a Parigi dalla madre, in seguito alla morte del compagno di lei, con il quale Giulia Beccaria aveva vissuto dopo la separazione col padre di Alessandro. Durante il suo soggiorno in Francia, iniziò a frequentare un gruppo di intellettuali, gli idéologues, specialmente Claude Fauriel che lo indussero a confrontarsi con realtà già aperte al romanticismo.

Nel 1808, tornato in Italia, sposò Enrichetta Blondel, una giovane svizzera calvinista. Ella gli diede tra il 1808 e il 1830 ben dieci figli e si convertì al cattolicesimo.
Il suo desiderio di avvicinarsi alla chiesa è stato in seguito ad un evento tragico: a Parigi nel 1810 durante una festa per le nozze di Napoleone con Maria Lusia d'Austria, Manzoni smarrì la moglie tra la folla e fu colto dall'angoscia. Egli decise di rifugiarsi nella chiesa di San Rocco dove avrebbe avuto una folgorazione divina che lo avrebbe indotto a convertirsi al cattolicesimo.

Nel 1810 Manzoni si trasferì con la moglie a Milano scegliendo di dedicarsi solo alla letteratura. Pochi anni dopo si dedicò alla composizione di alcune delle sue opere più importanti: gli Inni sacri e le due tragedie.

Tra il 1819 e il 1820 trascorse un periodo a Parigi assieme all'amico Claude Fauriel con il quale ebbe il piacere di discutere di problematiche storiche.

Tornato a Milano si dedicò alla stesura di Fermo e Lucia e nel 1827 pubblicò la prima edizione dei Promessi Sposi. Insoddisfatto dei risultati dal punto di vista linguistico, egli si stabilì a Firenze per studiare la lingua parlata dai borghesi fiorentini.

Nel 1833 morì la moglie Enrichetta e l'anno successivo la figlia Giulia.
Nel 1841 morì la madre Giulia Beccaria epochi anni dopo anche l'amico Claude Feuriel.
Solo due di dieci figli sopravvissero alla perdita del padre.
Morì anche la sua seconda moglie che aveva sposato nel 1837.
Tutti questi lutti indebolirono la salute di Manzoni, affievolendo anche la sua vena artistica.

Tra il 1840 e il 1842 pubblicò l'edizione definitiva dei Promessi Sposi, tentando, in vano, di pubblicare negli anni successivi altre composizioni.

Morì a Milano il 22 maggio 1873.

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