Manzoni


Vita: nasce nel 1785 a Milano, Il padre è Pietro Manzoni mentre la madre è Giulia Beccaria, figlia dell'illuminista Cesare Beccaria, sentimentalmente legata a Giovanni Verri, che secondo alcuni studiosi sarebbe il vero padre di Alessandro Manzoni. Nel 1791 Manzoni viene lasciato in un collegio dei Padri Somaschi. Fino ai 16 anni Alessandro studia in vari collegi, dove rivela un carattere ribelle e tendenze anticlericali. La sua formazione è basata sui classici, autori cristiani, testi illuministi e libri di Alfieri e di Foscolo. Terminati gli studi si trasferisce a Milano nella casa del padre, incontra Ugo Foscolo e riconosce una figura paterna in Vincenzo Monti al quale dedica i suoi primi versi neoclassici, che egli poi ripudia. Nel 1805 muore Carlo Imbonati, compagno della madre, così la madre invita Alessandro a Parigi da lei, accetta e compone In morte di Carlo Imbonati. A Parigi Manzoni frequenta i salotti intellettuali illuministi. Torna in Italia nel 1807 per la morte del padre, dove si dedica alla lettura delle opere dei moralisti francesi del seicento, e dopo l'incontro con la futura moglie Blondel, determina la conversione prima cristiana e poi cattolica. Grazie al matrimonio cattolico e al battesimo del loro primogenita si riavvicina alla fede. L'eredità lasciategli da Imbonati e dal padre gli permetterà di risiedere a Milano con la moglie Enrichetta da cui avrà dieci figli, dedicandosi a tempo pieno alla vita letteraria. inizierà ad avere problemi di salute, fobie e disturbi nervosi. Si dedicherà al teatro e scriverà Il Conte di Carmagnola. Nel 1821 compone due odi civili, Marzo 1821 e Il cinque Maggio, mentre nel 1822 termina Adelchi, sua seconda tragedia. Fra il 1821 e il 1823 compone il romanzo I promessi Sposi, pubblicato nel 1827 riscuotendo molto successo. Nello stesso anno Manzoni si trasferisce a Firenze con la famiglia, per imparare il toscano parlato dalle persone colte, in modo da correggere la sua opera e adattarla a tutti gli italiani. Tornato a Milano viene colpito da gravissimi lutti: della moglie, figlia Giulia, altri figli, la madre e l’amico Fauriel. Si risposa nel 1837 con Teresa Borri nonostante i figli non fossero d’accordo. Nel 1861 viene proclamata l'Unità d'Italia e Manzoni viene proclamato senatore. Negli ultimi anni di vita si dedica a studi storici e linguistici. Fu molto notevole il ruolo dell'autore nell'unione linguistica del regno d'Italia. Manzoni muore a Milano nel 1873.

Pensiero: Inizialmente ribelle e anticlericale, dalle ideologie illuministe e rivoluzionarie, successivamente aderisce al Romanticismo. Nel 1810 si converte al cattolicesimo, facendo sì che la fede e il pensiero cattolico diventano la base delle sue concezioni. Il suo cattolicesimo liberale si fonda su una base di razionalismo illuministico e di Romanticismo moderato. Dopo la conversione i temi principali che tratta riguardano la meditazione sul destino dell'uomo nella storia e il problema del senso di sofferenza. In una prima fase Manzoni nelle tragedie ritiene la sofferenza come prezzo da pagare per vita eterna, mentre in una seconda avrà funzione educativa e purificatrice.
Poetica: la sua poesia è romantica, ma aperta a riflessioni razionali. Secondo lui il compito della letteratura è quello di esprimere il vero, e che l'interessante è solo un mezzo per raggiungere uno scopo morale ed educativo dello scrittore. Lo scrittore considera la fede superiore sia al sentimento sia alla riflessione.Grazie ai temi storici e le vicende trattate lo rendono un romanziere storico. Molti temi trattati sono realistici e non si possono definire pienamente tali solo perché le vicende trattate erano precedenti alla sua epoca.

Il cinque maggio: L’ode composta da Manzoni due mesi dopo la morte di Napoleone apparsa sulla Gazzetta di Milano il 16 luglio 1821 colpisce profondamente il poeta che scrive l'ode in soli tre giorni. Lo scopo non è quello di celebrare la sua gloria ma riflettere sul mistero della sua morte visto che Manzoni ha una visione diversa dopo la conversione alla religione cattolica.
Commento: Manzoni racconta la vita di Napoleone tra gesta eroiche e sconfitte, fu un uomo che tentò di realizzare l’impossibile. Manzoni dice che se Napoleone sia stato un eroe non spetta a noi dirlo, ma saranno i coloro che verranno dopo a giudicare. Lui morirà da solo esiliato a Sant’Elena e solo Dio si abbassa a consolarlo ed a portarlo verso i sentieri dell'aldilà.

Adelchi: tragedia in cinque atti scritta nel 1822, il protagonista Adelchi è un eroe sconfitto che si riscatterà nell'aldilà di tutte le sofferenze patite sulla terra, qui è evidente il pessimismo cristiano di Manzoni che non ammette felicità sulla terra o se questa non c’è, Dio ci ripagherà in paradiso.

Manzoni invita gli italiani a ribellarsi dagli stranieri e non aspettare aiuti esterni, questo perché egli vive un periodo storico dove non si può esprimere liberamente il pensiero su un'Italia unita.
Atto I → Ermengarda, figlia del re longobardo Desiderio, viene rifiutata come sposa da Carlo Magno re dei Franchi per questioni politiche e momentaneamente portata in un convento, mentre Desiderio medita vendetta.
Atto II → Carlo Magno viene bloccato con le sue truppe a Chiuse da Adelchi il fratello di Ermengarda, ma interviene un frate che grazie all'aiuto di Dio trova un secondo passaggio per aggirare il nemico e dunque finge la ritirata.
Atto III → Carlo Magno riesce ad avere la meglio sul nemico e Adelchi e Desiderio si rifugiano rispettivamente a Pavia e Verona.
Atto IV → Ermengarda rivela ad Ansberga di essere innamorata di Carlo Magno, quest'ultima le consiglia di darsi alla vita monacale. Ermengarda muore di dolore.
Atto V → Carlo Magno conquista prima Pavia e poi Verona e chiede ad Adelchi di arrendersi, ma egli preferisce morire con onore, rifiuta il suicidio e il re Desiderio implora Carlo di salvare la vita del figlio Adelchi; i due re si recano al cospetto di Adelchi che va incontro al proprio destino con serenità.

I promessi sposi: l’opera del romanzo storico inizia nel 1821 dopo che l'autore fa una lunga ricerca approfondita sul periodo storico del Seicento e su alcuni personaggi realmente vissuti. Riprendendo lo schema dell'opera Ivanhoe di Walter Scott inizia scrivere Fermo e Lucia ed introduce l’opera narrando di aver trovato un manoscritto che parla della storia di due giovani: Fermo e Lucia. Manzoni vuole raccontare del malgoverno degli stranieri perciò l’opera è ambientata nel seicento evitando così censure. Subirà numerose modifiche e una revisione linguistica utilissima, si recherà a Firenze proprio per questo, la lingua definitiva sarà il fiorentino colto per l’appunto. Sono fondamentali i temi della moralità, giustizia, religiosità, Bene e Male.

Personaggi: i buoni; Renzo, Lucia, Cardinal Borromeo, Fra Cristoforo etc, i cattivi; Don Rodrigo, l’Innominato (prima della conversione), il religioso Don Abbondio e la laica monaca di Monza.
Renzo inizialmente è un giovane irruente e con la testa calda vuole vendicarsi di Don Rodrigo e del fatto che impedisce il matrimonio con Lucia, attraverso una serie di avventure ed esperienze Renzo maturerà diventando uomo. Lucia è la classica brava ragazza, rispettosa degli insegnamento cristiani come era stabilito dalla cultura dell’epoca. Fra Cristoforo, invece è l'esempio di chi abbandona la vita sbagliata per convertirsi e diventare frate. Federico Borromeo uomo ecclesiastico colto e ricco sempre vicino ai poveri, un vero uomo di Chiesa. L'Innominato, che riesce a cambiare vita e da criminale diventa buono e ospita nel suo palazzo molte persone durante la peste. Don Abbondio, sacerdote timido, pauroso, debole, preferisce schierarsi con i forti piuttosto che difendere i deboli. Don Rodrigo, figura di signorotto spagnolo che governa a Lecco, fino all'ultimo manterrà il ruolo di cattivo morendo di peste nella parte finale del romanzo. La monaca di Monza che come Don Rodrigo approfitta della posizione sociale e dei privilegi impedendo per capriccio la felicità altrui. Il Griso e il Nibbio rispettivamente guardaspalle di Don Rodrigo e Innominato non cambieranno il loro atteggiamento e continueranno a delinquere.
Romanzo storico ma anche educativo: gli eventi negativi accadono perché li andiamo a cercare, ma servono per capire i nostri errori, anche se talvolta colpiscono persone innocenti; dobbiamo comunque affrontare le difficoltà della vita perché sono di insegnamento e comunque saremo ripagati nell’aldilà. Mettere in evidenza l'arroganza e lo strapotere dei più forti e la condizione di sofferenza degli uomini. Il pensiero cattolico di Manzoni è quello di sperare nella giustizia divina che porta verso il Paradiso. Racconta vicende realmente accadute come la guerra dei Trent'anni e la peste a Milano con alcuni protagonisti realmente esistiti ed altri invece inventati.

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