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La vita

Nasce a Milano nel 1785 dalla relazione extraconiugale tra Giulia Beccaria e uno dei fratelli Verri. La madre fu fatta sposare al conte Pietro Manzoni (più nobile di lei) il quale riconobbe Alessandro come suo figlio. Fu un matrimonio infelice e quando A. ebbe 3 anni, la madre lo abbandonò insieme al vero padre a Milano. Manzoni iniziò a studiare presso i somaschi e barnabiti pur nutrendo idee anticlericali, atee. Si iscrisse poi all’università di Pavia e iniziò con lo scrivere un autoritratto di sé simile all’Alfieri e un poemetto, l”Adda”. All’età di 20 anni raggiunge la madre a Parigi per il funerale di Carlo Imbonati: trova una madre ancora giovane, bella, si innamora di lei. La madre lo introdusse nel ricco ambiente parigino, nel quale gli fece frequentare il circolo degli ideologi dove conobbe Fouriel. La madre gli trova anche moglie, la sedicenne svizzera calvinista Enrichetta con la quale entrambi andarono sempre d’accordo. Nonostante Manzoni fosse ateo, egli la sposò con rito calvinista Successivamente a ciò, Enrichetta decise di convertirsi al cattolicesimo aiutata dal De Gola e il Tosi. Anche Manzoni vuole convertirsi, cause:

1) Miracolo di San Rocco --> Manzoni passeggiava per Parigi durante l’incoronazione di Napoleone, qui perse la moglie tra la folla e preso da un attacco di panico entrò in una chiesa. Fece un voto: se l’avesse ritrovata si sarebbe convertito.
2) La conversione di Enrichetta --> fu influenzato dalla scelta di ella.
Dopo la conversione torna a Milano dal padre che gli lascia l’eredità. Scrisse qui la prima opera post conversione, gli “Inni sacri”. Scrisse poi “Urania”, divisorio tra gli scritti pre e post conversione. A 4 anni dalla morte della moglie egli sposa la vedova Teresa Stampa. Manzoni si interessò, a fine della sua vita, dell’Italia e delle lotte del risorgimento; venne nominato Senatore del regno di Italia e volle nazionalizzare la lingua. Scelse il fiorentino, colto, parlato. Morì sbattendo la testa.

il pensiero e la poetica

Esistono due tipi di vero:
1) Vero storico --> La storia mette al riparo dalla fantasia: lo storico ricostruisce i fatti per arrivare ad una verità oggettiva della storia stessa.
2) Vero poetico --> il poeta, conoscendo il fatto, ne ricostruisce il mondo psicologico. Il vero poetico va ad aggiungersi a quello storico.
Il problema della lingua: egli se ne occupò nell’ultima parte della sua vita. Egli crede nella trasmissione dei valori attraverso l’opera, valori che egli ritiene importanti: è quindi necessaria la scelta di una lingua che possa far arrivare l’opera ad un vasto pubblico. Trovandosi davanti una borghesia divisa egli scelse una lingua adeguata all’opera, con base letteraria, ma anche parlata: Il fiorentino parlato dalle classi colte (imparato a Firenze).

Le tragedie

Sono destinate ala lettura e non alla rappresentazione. Manzoni ne scrive due: il “Conte di Carmagnola” e l’ “Adelchi”, con l’intento di rinnovare genere, contenuti e forma. Vuole scrivere delle tragedie storiche improntate sul vero e con lo scopo di trasmettere valori morali, etici e politici. Sono scritte in versi e non rispettano le 3 unità aristoteliche: rispettano solo l’unità d’azione. Nelle tragedie si trova un coro, il “cantuccio”, un angolo dal quale il poeta scrive. Il coro è una parte a sé, un lirica che si stacca dalla storia per introdurre un momento di pausa riflessiva del poeta. Il narratore è esterno e onnisciente.
1) Il “Conte di Carmagnola” --> Tratta di un capitano di ventura che dopo essere stato accusato a Milano andò a Venezia dove guidò le sue truppe nella battaglia di Maclodio tra veneziani e milanesi. I Veneziani vinsero e accusarono il capitano di tradimento perché provava compassione per i Milanesi.

2) L’ “Adelchi” --> Tragedia collocata nell’Alto Medioevo. La storia tratta della fine del regno dei Longobardi. Siamo nella reggia dei Longobardi a Pavia. Ermengarda è la figlia dell’ultimo re dei longobardi e era stata fatta sposare con Carlo Magno per garantire la pace con i Franchi. Ella era molto innamorata di Carlo ma lui la ripudiò per un altro matrimonio. Per ciò ella viene riaccolta dal padre che fa guerra a Carlo. Il fratello Adelchi invece si preoccupa di consolarla, e si preoccupa del popolo Longobardo che verrà sconfitto. Alcuni duchi Longobardi tradirono il re, ritenendo Carlo più forte: lo aiutarono a passare dalle Alpi e a irrompere. I due fratelli soffrono, uno per la battaglia ingiusta, l’altra per l’amore perduto. Ermengarda va in un convento di suore a Brescia, sperando di trovare conforto nella fede ma non ci riesce. Alla notizia del nuovo matrimonio di Carlo Magno muore. Anche Adelchi muore, in battaglia. L’oggettività storica si fonde con il vero poetico. Esistono qui due tipi di personaggi: l’eroe romantico (Ermengarda ed Adelchi che sono turbati da un contrasto interiore) e l’eroe politico (Desiderio e Carlo Magno che agiscono seguendo la logica del potere). La causa del turbamento dei due fratelli è data dalla ragion di stato, non accettata da questi. i due fratelli esprimono il pessimismo manzoniano: secondo Manzoni nel vangelo ci sono i valori cristiani e civili che però non vengono rispettati dalla società. Il male di vivere diventa male sociale, l’unica felicità che l’uomo può avere è ultraterrena grazie alla provvida sventura (il giusto soffre e la sofferenza gli assicura serenità e salvezza dopo la morte.

C’è una concezione antieroica della storia. La storia è fatta anche dalla folla anonima e non solo dai grandi uomini di potere. Esistono oppressori (coloro che esercitano il male politico) e oppressi (coloro che subiscono).

I Promessi Sposi

È un romanzo che si distacca da quello contemporaneo a Manzoni in quanto non viene utilizzata la fantasia, il verosimile, ma si rifà alla storia reale. Non si parla di grandi personaggi ma di personaggi inventati che abbiano la cultura di un certo tempo. Le tre edizioni:
1) Fermo e Lucia --> iniziato nel 1821 e concluso nel ’23 non venne mai pubblicata da Manzoni. Sono molto presenti le digressioni che creano una storia nella storia. C’è un po di romanzesco. Manzoni non è soddisfatto di questa edizione in quanto risulta troppo romantica. Alla stesura della seconda edizione lo porta l’insoddisfazione linguistica.

2) Ventisettana --> prima edizione a stampa: la storia rimane la stessa ma cambia il romanzo e i nomi dei personaggi. Vengono fatte moltissime aggiunte e c’è maggior equilibrio tra la storia e la morale espressa con interventi e critiche da parte dell’autore.
3) Edizione del ’42 --> maggior intervento per la lingua con scelta del fiorentino parlato dalle classi colte. Vengono inserite le illustrazioni per una maggior diffusione e conoscenza del racconto. Viene creata un’appendice chiamata “Storia della colonna infame” (testo storico che parla degli untori ritenuti responsabili della peste milanese)
Il romanzo si apre con il ritrovamento di un manoscritto (artificio letterario) e la storia si svolge in due anni, dal 1628 al 1630. È ambientato da Como al Bergamasco, è rappresentata ogni classe sociale e la fine vede il matrimonio di Renzo e Lucia. I due si scontrano con il male sociale della violenza, della supremazia e della corruzione. Lucia affronta questo male in spazi chiusi, Renzo lo affronta in spazi aperti. Sono eroi positivi che superano il male del mondo, la loro vita anche da sposati sarà sempre a contatto con il male poiché non esiste un’esistenza immune da questo. I due affrontano il male grazie alla fede in Dio. La presenza del male rimane un enigma come tante altre cose alle quali non si può dare una risposta oggettiva.

Gli scritti teorici

Lettera a M. Chauvet --> Scritta nel marzo 1820. Chauvet, critico francese, criticò il “Conte di Carmagnola” poiché non erano state rispettate le 3 unità aristoteliche ma solamente quella di azione. Manzoni risponde affermando che non esiste nessuna vicenda storica che si sia svolta in un solo luogo e in un solo giorno. Viene fatta da egli anche la distinzione tra vero storico e poetico, sottolineando l’importanza dell’oggettività del racconto.

Lettera sul romanticismo --> Scritta nel 1823 per Massimo D’Azeglio.
Si divide in una parte positiva che riguarda il contenuto dell’opera e il coinvolgimento del lettore.
E in una parte negativa in cui Manzoni analizza ciò che il romanticismo rifiuta: la mitologia, le regole, l’emulazion

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