Concetti Chiave

  • Alessandro Manzoni, nato nel 1785, venne influenzato dagli ideali illuministici durante la sua gioventù trascorsa in collegi cristiani a Milano.
  • A Parigi, incontrò intellettuali illuministi che influenzarono il suo pensiero, dedicando il carme "In morte di Carlo Imbonati" a un modello morale e intellettuale.
  • Dopo il matrimonio con Enrichetta Blondel, si convertì al cattolicesimo, influenzando profondamente la sua vita e le sue opere letterarie.
  • Manzoni evitò le polemiche romantiche, focalizzandosi sulla creazione di opere significative come "Inni sacri" e "I Promessi Sposi" tra il 1812 e il 1827.
  • Nel 1827, si concentrò sulla revisione linguistica dei "Promessi Sposi", adottando il fiorentino come modello, e divenne un'importante figura pubblica italiana.

Indice

  1. Anni giovanili
  2. Conversione e ritorno in Italia
  3. Distacco dalla letteratura

Anni giovanili

Alessandro Manzoni nacque nel 1785 a Milano. I suoi genitori erano il conte Pietro Manzoni e Giulia Beccaria. Quest'ultima era figlia di Cesare Beccaria, personaggio dell'Illuminismo lombardo. Tuttavia, già all'epoca vi erano dubbi sulla vera identità del padre del bambino, pensando si trattasse di Giovanni Verri (figlio di Pietro). Dopo la separazione dei genitori, Manzoni trascorse la gioventù in collegi cristiani. Qui ricevette la tradizionale educazione classica, senza però allontanarsi degli ideali illuministici.

Nel 1805 si trasferì a Parigi dalla madre, che in quel periodo era in lutto per la morte del compagno, Carlo Imbonati. Quest’ultimo costituì per Manzoni un modello di ideale morale e intellettuale. Gli dedicò il carme "In morte di Carlo Imbonati", descrivendolo in una visione in cui gli indica il percorso per giungere a una poesia fondata sulla verità. Imbonati fu allievo di Giuseppe Parini, il quale gli trasmise diversi suoi ideali, come la critica alla nobiltà, il riformismo moderato attraverso la cultura e la componente civile e morale della letteratura, che a sua volta traferirà a Manzoni. A Parigi, Manzoni entrò in contatto con gli "ideologi" (de Tracy, Thierry, Fauriel), intellettuali eredi dell’Illuminismo, che lo influenzarono profondamente con le loro posizioni liberali e rigore morale.

Conversione e ritorno in Italia

Nel 1808 sposò Enrichetta Blondel, di origine svizzera e fede calvinista. Negli anni successi, lo scrittore, inizialmente lontano dalla religione, si convertì al cattolicesimo. Questa scelta segnò tutta la sua vita e la sua attività letteraria. Nello stesso periodo si manifestarono le prime forti crisi nervose. Nel 1810, tornò definitivamente a Milano, dove visse una vita appartata, tra casa, villa, famiglia, studio, scrittura e pratiche religiose. Abbandonò la poesia classicheggiante e si dedicò alla stesura degli Inni sacri, che aprivano la strada ad una serie di opere di orientamento romantico.

Pur vicino al movimento romantico milanese, evitò le polemiche con i classicisti e declinò l'invito a collaborare alla rivista "Il Conciliatore" (un periodico milanese che rappresentò il principale strumento del primo romanticismo italiano). Fu spettatore entusiasta dei moti del 1820-21, ma senza partecipare direttamente. Gli anni di più intenso fervore creativo vanno dal 1812 al 1827, nei quali compone la maggior parte delle sue opere: gli Inni sacri, la Pentecoste, le tragedie, le prime due stesure del romanzo dei Promessi sposi.

Distacco dalla letteratura

Nel 1827, dopo la pubblicazione dei Promessi sposi, si dedica ad una riflessione sulla lingua letteraria. Compie un viaggio a Firenze per approfondire la conoscenza del fiorentino parlato, per lui il modello linguistico ideale. Negli anni successivi, condusse una revisione completa del romanzo (pubblicata nel 1840) alla luce di questo nuovo modello linguistico e si applicò a studi di tipo storico e filosofico. Inoltre, la sua vita fu anche colpita da una serie interminabile di lutti (moglie, madre, molti dei suoi dieci figli).

Grazie al successo letterario, Manzoni divenne una figura "pubblica". Nel 1861 fu nominato senatore del Regno d'Italia. Morì a Milano nel 1873. Per lui furono celebrati solenni funerali e fu sepolto nel cimitero monumentale.

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