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L'Adelchi è un'opera di carattere tragico scritta da Alessandro Manzoni, resa pubblica 1822. Questa tragedia fu iniziata a scrivere nel 1820 e fu completata nello stesso anno della pubblicazione (il 1822, come detto prima).

1 - Trama

La tragedia si apre con la rottura del matrimonio tra Ermengarda (figlia del re longobardo Desiderio) e Carlo Magno. Per vendicarsi, il re longobardo richiede al Papa di incoronare come imperatori i figli del fratello Carlomanno (fratello di Carlo Magno), rifugiatisi anche dall'imperatore durante la morte del loro padre biologico.

Nel sapere la notizia, Carlo Magno invia un ultimatum a Desiderio, che quest'ultimo deciderà di ignorare e decide di dichiarare guerra all'imperatore. Il franco, corrompendo i nobili longobardi, riesce ad avvicinarsi a Pavia (capitale del regno dei Longobardi), dove si era rifugiata la moglie ripudiata Ermengarda che, nel sapere delle nuove nozze dell'ex-marito, si suicida dalla dispeazione. Nell'assedio della città, Carlo Magno riesce a catturare Desiderio e a farlo prigioniero.

A questo punto della storia entra in gioco Adelchi, che tenta inutilmente di opporsi ai Franchi, che combatterà fino alla morte. Dopo aver ricevuto le ferite definitive, verrà portato al cospetto di Carlo e del padre e chiede all'imperatore pietà per suo padre e consola quest'ultimo.

2 - Commento

L'Adelchi è una tragedia scritta da Manzoni ambientata nella caduta del regno Longobardo (stabilitosi in Italia) da parte della popolazione dei Franchi nell'VIII secolo circa. La figura di Adelchi (ma anche quella del padre Desiderio) rappresenta un'innovazione importante: infatti Manzoni cita esplicitamente il fatto che, come i Franchi hanno fatto con loro, anche i Longobardi si sono imposti sulla dominazione preesistente per il dominio (e non erano molto gentili, per dire), in questo modo lui faceva notare esplicitamente la ciclicità degli eventi storici, che costituisticono un miglioramento a livello psicologico-morale del protagonista. Il tema principale di questa tragedia sarà la Divina Provvidenza.

La parte drammatica della tragedia, oltre al livello storico, è anche colpito dal dramma interiore dei protagonisti, amplificato poi con la visione religiosa della vita dell'epoca. Per esempio, Adelchi (ma anche Ermengarda) sono personaggi che hanno, all'interno dei loro spiriti, contrasti fra gli ideali del pensiero medio longobardo e i sentimenti.

Come in tutte le tragedie del Manzoni, incontriamo due tipologia di personaggi: quelli razionali e quelli che ascoltano il cuore; due tipi di personaggio che Manzoni non è mai riuscito ad unire.

Nell'opera è presenta anche qualche residuo di giansenismo, che ha influenzato l'autore in questo periodo della sua vita, infatti nella frase presente alla fine dell'opera, non resta che far torto o patirlo, si annida la teoria pessimistica tipica dei giansenisti.

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