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Letteratura e controvalori - Casadei

Per Auerbach, contro Auerbach: La sua opera è “Mimesis” : potenzialità di proporre la realtà in varie forme. Il “realismo” come concetto è sottoposto a continui aggiustamenti. Fattori di realismo: serio, mescolanza di stili e registri, argomenti, personaggi, nessuna censura, vicende fittizie di personaggi in una storia accettabile in verosimiglianza. Si sonda così il problema di “realismo”.
-Realtà quotidiana, storia accertabile. Contrapposizione tra Cristianesimo (che puo’ rappresentare fatti alti e tragici col sermo humilis) e mondo greco-latino (separazione degli stili: alto e ricercato per la tragedia, basso e colloquiale per la commedia). Alla fine dell’ ‘800 si esaurisce il realismo quotidiano per lasciare il posto a quello psicologico ed intimista, con i fatti importanti per un singolo individuo. Auerbach non considera l’elemento di tradizione che impedisce di cogliere il patrimonio culturale tipico di ogni autore, e i vari generi letterari con le loro specifiche convenzioni. Tiene però molto in considerazione il poter rappresentare in modo serio il quotidiano (es: novel inglese). Ma questo è solo un aspetto dell’evoluzione del realismo. “Rispecchiamento”: accostare la realtà interiore e soggettiva con il mondo esterno (perciò i classici vengono ancora letti). Capacità di costruire mondi possibili e potenziali all’interno della quotidianità.
-Realismo figurale nel poema di Dante: figura in quanto immagine viva del reale terreno come compimento dell’ultraterreno. Comico utilizzato per parlare di argomenti alti, comparabile al sermo humilis. In questo modo Dante ha raggiunto il pieno realismo. Inoltre lo stile cambia in base all’argomento, ma non è un vincolo assoluto. Nel Paradiso Dante attua una metaforicità innovativa per rappresentare un mondo non materiale ma fatto di essenze. Per la prima volta in un’opera si fonde la politica attuale dell’epoca con la rappresentazione sistematica e totale dell’aldilà. Ma questo in “Mimesis” è solo uno dei possibili filoni realistici. Periodo ‘800-‘900: realismo come rappresentazione seria del quotidiano. Oggi hanno successo le scritture realistico-esistenziali, anche con l’aggiunta di elementi fantastici, purchè si indaghi la psicologia dei personaggi: così classifichiamo e accettiamo come “realistici” dei testi. Inoltre si cerca il modo in cui poter cambiare una situazione iniziale e farla evolvere (es: M.me Bovary, Mattia Pascal ecc). Eversione verso il quotidiano. Il racconto diventa emblematico quando dall’insignificanza di un individuo nella società si troverà un elemento nuovo, non scontato. La fase che va dal secondo dopoguerra agli anni ’60, fino ai giorni nostri è caratterizzata dall’allargamento economico, la rete, la globalizzazione, la riduzione di barriere geografiche, linguistiche e culturali ecc.. e la mancanza di grandi narrazioni è una delle conseguenze. Il realismo oggi dovrebbe comprendere l’immaginario collettivo, i miti moderni che tutti seguono, la realtà e il virtuale di chi siamo, la mediazione di internet e dei social, l’evoluzione ed espansione incontrollabile a tutti i livelli: sociali, culturali, il nostro status, i rapporti, la velocizzazione delle esperienze..
Ricognizioni sulle idee di realismo narrativo tra xx e xxi secolo: Novel: l’autore è duplicato in narratore, spesso onnisciente e propone la sua visione del mondo rappresentando seriamente il quotidiano e valutando la realtà circostante. Eventi fittizi + resoconto quasi giornalistico. Si puo’ parlare potenzialmente di tutto rispecchiando una realtà possibile. Vi sono anche eccezioni: autore che mette in dubbio l’identità del narratore, o quelli che fanno intuire che la realtà puo’ essere diversa da come la rappresentano. –Modelli ‘900eschi: c’è spesso la mediazione di un alter-ego tra autore/narratore che parla di sé decomponendo le azioni in linguaggi altri o in flusso di coscienza. Realtà non controllabile da un singolo autore. Dal secondo dopoguerra non si puo’ più contare su un autore che ci racconti una trama realistica e ce la garantisca. Il novel ci interessa in quanto racconto della vita di individui in situazioni problematiche. Dobbiamo trattare le vicende come reali, nonostante siano fantastiche perché raccontate con stile giornalistico. I limiti del novel possono essere anche superati: es. Tolstoj con riflessioni esistenziali, filosofiche e teologiche; Dostoevskij con personaggi folli e pazzi. I personaggi sono così frammentari, fatti di più unità, e anche gli episodi diventano racconti o romanzi brevi. Si vuole poi ricostruire una forma uguale ed opposta al novel, raccontando eventi reali ma incredibili, come ciò che è accaduto durante la guerra: male radicale, orribile, terribile. –Narrativa del secondo ‘900: espansione dell’editoria, e la miglior rappresentazione del reale è considerato il cinema (poi la tv e il web), attraverso immagini visive e sonoro. Il romanzo ha subito molti mutamenti rispetto all’ ‘800-primo ‘900: ora l’interesse è verso la narrazione e l’elaborazione linguistica, e non su trama-personaggi-durata. Anni ’60: narrativa sud americana: romance, caratteri fantastici. La narrativa di consumo è specializzata in sottogeneri con il giallo, il romanzo rosa, il fantasy, l’horror. Vi è un incessante ricambio, ci si concentra su riscritture in chiave umoristica o rivisitata. Il romanzo si modifica in base al cinema, andando di pari passo con esso. Modelli generali del realismo romanzesco: Hegel+Lukàcs parlano del rapporto tra romanzo e totalità. Auerbach parla dei livelli stilistici nella rappresentazione della realtà. Bachtin rifiuta i canoni, si concentra su polifonia e dialogicità. Ma ormai le ibridazioni sono relative ai linguaggi e alle tecniche narrative. Il romanzo moderno è collegato all’epica in quanto oggettivazione di una certa visione del mondo, ma nel secondo ‘900 sono gli elementi soggettivi e intimistici i principali del romanzo. Rielaborazione delle forme narrative durature nel tempo (epica, favola). Col postmodernismo, le riscritture e l’ironia si supera il problema del realismo (affidato al cinema) e l’importante è la potenzialità di creare mondi possibili con caratteri realistici in senso socio-culturale. Es: esperienza bellica non narrabile per Benjamin, mentre per Adorno si puo’ narrare, ma non come un’esperienza qualunque. Si deve rappresentare la sostanza, l’essenza della condizione umana. I romanzi odierni che contano sono quelli che narrano di epopee negative dove l’individuo liquida se stesso. La narrazione deve ricostruire la vita vissuta dal singolo, grazie all’uso di forme narrative di lunga durata (epos, favola). Si cerca un reale opposto alla realtà quotidiana condivisa da tutti: fiction. Anche se dovremmo distinguere reale/finzione, spesso riconduciamo gli aspetti della realtà ad una fiction. Brooks: l’uomo preferisce la fantasia sulla realtà piuttosto che la realtà stessa. Siti (autore contemporaneo): il lavoro del reality sulla letteratura: creazione di una realtà né vera né finta in cui il reale di tutti i giorni diventa particolare e fa audience, Dio è sostituito dalla merce e tutti possiamo raggiungere quell’immagine di oggetti e di persone. Il realismo autentico oggi è scoprire la verità, il dettaglio nascosto dietro l’involucro. L’obiettivo primo di un racconto realistico è l’esperienza vissuta, ma non per forza deve avere un testimone diretto, il quale veicola la realtà con la sua soggettività: es. Primo Levi descrive la realtà, ma la sua è “una delle tante realtà”, e come dice lui stesso, i sopravvissuti sono coloro che non hanno vissuto fino in fondo la Shoah. Due tipi di realismo letterario: 1) Ristretto: realtà definita storicamente e priva di elementi fantastici. 2) Allargato: realtà confrontabile con quella “normale” ma interpretabile dal lettore anche grazie ad elementi fantastici: realtà rappresentata con mezzi artistici e interpretando la condizione umana. Es: Dante ha una visione allargata: fa convivere aspetti della realtà con mostri e dèi dell’aldilà, ed è molto più fruttuoso del realismo ristretto di Boccaccio. Allegoria: possibilità di sviluppare sensi ulteriori mediante una rappresentazione. Ve ne sono 4 tipi: 1) il significato letterale rimanda ad un senso ulteriore. 2) il significato letterale rimanda a più sensi ulteriori. 3) il significato letterale è insoddisfacente e si cerca un senso ulteriore ma non è chiaro quale sia. 4) il lettore cerca un senso che poi viene contraddetto più avanti nella narrazione. L’allegoria è comunque circoscrivibile entro certi limiti, diversamente dal simbolo che non è circoscrivibile, ma rappresenta ancora un senso ulteriore della realtà. La mimesis infatti tra le sue componenti ha quella di imitare/ricreare la realtà, ma a questa si affianca l’imitatio (Orazio): l’imitiazione di altre opere, con libertà limitata a riutilizzare i vari topoi. Anche l’evoluzione del realismo conferma la prevalenza di un genere o di uno stile su un altro: ad esempio tutte quelle opere che chiamiamo “classici” e rimangono immortali. Gli eventi vengono interpretati i modi non scontati, sempre nuovi. Es: Orlando Furioso: imprevedibilità della realtà. Gerusalemme Liberata: i fedeli saranno sempre salvati da Dio. Si considerano realistiche quelle opere che hanno elementi di novità anche se scritte da secoli e toccano temi immortali.
Rapporti attuali tra letteratura e nazionalità: ‘800: presupposti sia politici che socio-economici. Es: Conrad si sofferma sugli aspetti imperialistici, e tralascia quelli psicologici. Nei Paesi occidentali la letteratura è stata fondamentale per la coesione nazionale: valenza morale e civile. Es: dopo l’unità d’Italia la letteratura doveva tener conto di tutta la cultura precedente, latina e volgare per arrivare a una nuova lingua unificatrice: realizzazione della nuova Nazione. Es: Dante si pone il problema già nel ‘300 e nel poema dipinge l’Italia con tutte le sue contraddizioni. Anche Leopardi nello Zibaldone esamina il carattere nazionale italiano, che ci permette di dare un più preciso collocamento alle varie opere e a comprenderle meglio, dato che il contesto glo-nazionale le ha influenzate sicuramente. Anche lo stile è determinante. Es: Dante senza le sue terzine non sarebbe Dante. Lo stile è parte integrante dell’opera. Proust senza i lunghi periodi non sarebbe lui. La letteratura globale potrebbe essere caratterizzata dal non-stile. I temi possono rimandare ad altre culture, ma non senza una resa stilistica degna. Es: tema della guerra come condizione di tutti i popoli e dei rapporti interpersonali. Il problema della specificità nazionale è superato con la stilizzazione tra interiorità e mondo esterno. Stile: rielaborazione personale di un tema astratto e comune a molti. La specificità culturale nazionale è il punto di partenza che deve poi essere superato. Es: ”Gomorra” dipende dal luogo e dall’enfasi retorica e stilistica, e poi viene il piano internazionale. Se la dimensione nazionale è superata, va modificato il nazionalismo in quanto generatore di falsi miti di superiorità e supremazia che porti a un ripensamento dei rapporti tra culture. Le varie lingue rispetto al global english sono come i rapporti tra latino e volgare: il latino era egemone ma d’élite, quindi il volgare ha preso il sopravvento; oppure il rapporto tra italiano e i suoi dialetti: questi però stanno scomparendo, perdendo così la vicinanza con la propria terra e le tradizioni. Per ora le lingue parlate da più di 50 mln di persone non sono in pericolo, ma il global english ci dà meno motivi per parlarle. Se diventassimo in effetti “bilingue” avremmo due versioni di ogni opera di uno stesso autore, con una resa maggiore alla tradizione: interesse stilistico. Vi sono poi mode che nascono dal successo di un’opera e magari la imitano rielaborandola secondo la variante locale: stile. Gli elementi specifici nazionali continuano a prevalere su quelli globali. Es: sarebbe strano se un americano scrivesse in francese riguardo la Shoah.
Letteratura e critica all’epoca di internet: Un autore deve tener conto della tradizione culturale del suo Paese nel passato per poter creare qualcosa di duraturo. Il critico deve difendere le opere che ritiene degne di essere rilette e reinterpretate anche se fuori moda. E’ necessario il rapporto con la tradizione, anche solo per poterla superare. In teoria non c’è differenza tra l’interpretazione di un classico e di un’opera recente. In pratica però l’opera recente è soggetta a più pregiudizi che nascono in base al prestigio dell’autore e della casa editrice, le recensioni sul web, il successo ecc.. Il critico deve anche stare al passo con il tempo reale della rete, della mancanza di gerarchie e della vastità numerica degli utenti. Pro: la rete puo’ far conoscere testi e autori altrimenti sconosciuti. Contro: il web puo’ dare giudizi contrastanti con quelli della critica e degli esperti accademici. E’ necessario continuare a far critica, ma in modo diverso. Il canone è il valore che decidiamo di attribuire ad un’opera, e cambia costantemente. I successi di in’opera sono decisi dal web ed è necessaria una formazione di base per poter avere strumenti per giudicare e formare capacità critica: leggere di più, avere una buona preparazione scolastica. Reiss: idea attuale di letteratura: metà XVI secolo, quando teologia e religione non bastano più a spiegare il mondo, ma sono sostituite da politica, scienza e filosofia. Visione autonoma e credibile della realtà. Da qui nasce l’esigenza di un’interpretazione specifica: multiformità del reale + varietà dei sentimenti. Per descrivere il presente si deve tener conto dell’ampia alfabetizzazione a livello mondiale, dell’editoria da best seller: concentrarsi su pochi prodotti che possono vendere milioni di copie, e dell’offerta vastissima, ma i generi alternativi non sono presi in considerazione (hanno un piccolo riscontro solo sul web, in blog circoscritti). Valenza sempre più forte del visivo (cinema) sul letto: maggior coinvolgimento realistico. Oggi la letteratura è più “astratta”, migliore a rappresentare il fantastico. Il successo del web è dato dalle informazioni che si danno in tempo reale. Lo scarso successo di autori di valore è dato dal pubblico incapace di selezionare opere di valore: passività nella lettura, scarsa preparazione scolastica. Oggi per la buona riuscita di un’opera letteraria si deve lavorare sul rapporto inventio/stile: tensione a rappresentare il mondo secondo la propria visione individuale ma allo stesso tempo condivisibile.
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