Video appunto: L'importanza di chiamarsi Ernesto


In questo appunto viene riportata la recensione molto accurata e anche molto dettagliata del romanzo scritto ed elaborato da Oscar Wilde e che poi è stato pubblicato in prima assoluta nel corso dell'anno 1895. Questo libro è stato uno dei capolavori letterari di Oscar Wilde, con il quale riscosse molto successo.


Indice
L'importanza di chiamarsi Ernesto
L'evoluzione della storia
L'analisi dei personaggi
L'analisi dell'opera

L'importanza di chiamarsi Ernesto




  • L’importanza di chiamarsi Ernesto, in lingua originale “The importance of Being Ernest”, spesso conosciuto anche come “l’importanza di chiamarsi Franco”, “l’importanza di essere Fedele”, “L’importanza di essere Costante” o “l’importanza di essere Onesto”.

  • L’opera L'importanza di chiamarsi Ernesto è una commedia teatrale composta da tre atti di Oscar Wilde.

  • Scritta nel 1895 venne rappresentata per la prima volta il 14 febbraio del 1895 in uno dei teatri più importanti di Londra: il St James’s Theathre.

  • La commedia L'importanza di chiamarsi Ernesto è ambientata nei salotti di una ipocrita ma pudica nobiltà inglese.

  • Il protagonista è l’elegante Jack Worthing, uomo dai natali sconosciuti, e del suo più caro amico nonché compare in ogni tipo di azione Algernon Moncrieff.

  • Jack vive in campagna insieme ad una giovane ragazza di cui è il tutore: Cecily.

  • Il secondo invece vive in città e la sua vita è caratterizzata da momenti di ozio spesi nei salotti.

  • Algernon ha una cugina a cui piace Jack, d’altro canto però, allo stesso Algernon piacerebbe molto conoscere però Cecily.



L'evoluzione della storia




  • Mentre Jack, intento a frequentare la borghesia inglese, inizia a pensare che il suo non sia un nome sufficientemente attraente o interessante e si presenta con il nome di Ernest, desideroso a chiedere la mano della cugina di Algernon.

  • Algernon invece decide di recarsi in campagna intenzionato a conoscere la giovane ragazza diciottenne di cui l’amico è tutore, decidendo anch’egli di presentarsi con un’altra identità: finge di essere il fratello minore di Jack.

  • La storia, ricca di bugie e seduzioni, inizia a prendere il via: il matrimonio tra Jack e Gwendolen viene ostacolato dalla madre della ragazza che ha scoperto la vera identità del giovane: era stato abbandonato dai genitori.

  • Le due giovani ragazze scoprono che i due “compari” hanno mentito sulla loro vera identità ed essendo divenute amiche si aiutano per allontanarli.

  • Come in ogni commedia, ne L'importanza di chiamarsi Ernesto c’è sempre da aspettarsi però un lieto fine: grazie ad una serie di avvenimenti si verranno a scoprire le vere identità dei due giovani.

  • Si scopre infatti che il vero nome di Jack è in realtà proprio Ernest.

  • Come in ogni commedia che si rispetti anche in L'importanza di chiamarsi Ernesto il lieto fine mette a posto ogni cosa: per una serie di circostanze, si scopriranno le vere origini di Jack – il cui vero nome incredibilmente è proprio Ernest e risulta essere fratello di Algernon – e le nozze verranno approvate.



L'analisi dei personaggi




  • Come in ogni opera, possiamo distinguere ne L'importanza di chiamarsi Ernesto sia alcuni personaggi principali con personalità ben delineate, sia alcuni personaggi “comprimari” che aiutano allo svolgimento dell’azione.

  • Jasck Worthing: è privo di radici, non ha mai conosciuto i suoi genitori e non ha mai avuto una famiglia sino al momento in cui non venne adottato da una famiglia benestante dopo esser stato trovato all’interno di una borsa abbandonata in una stazione: venne trovato da Mr. Thomas Cardew.

  • Jack vive lontano dalla città, in campagna ed è tutore di una giovane ragazza di diciotto anni di nome Cecily; insieme a loro, nella stessa abitazione, vive l’istitutrice della giovane fanciulla: Miss Prism.

  • Un altro personaggio fondamentale è Algernon Monrieff, amico di Jack. Il giovane è di buon partito e vive in città, circondato da ozio e agiatezza ed ha una bellissima cugina di nome Gwendolen Fairfax.

  • Lady Brancknell è invece la madre di Gwendolen. È una donna autoritaria e severa, vittima di un falso “perbenismo” totalmente vittoriano. Ha una sorella il cui nome verrà conosciuto solamente nella sezione finale della commedia facilitando il colpo di scena finale.



L'analisi dell'opera



  • La commedia L'importanza di chimarsi Ernesto, la cui prima ricordiamo avvenne il 14 febbraio 1895 al St James’s Theatre di Londra, si basa su un gioco di parole già esistente nella lingua e cultura anglossassone: tra i due protagonisti nessuno è del tutto onesto ( “earnest”, in inglese), né veramente Ernest.

  • Notiamo che i due termini infatti si pronunciano allo stesso modo: l’autore, Oscar Wilde, si divertì così con l’utilizzo dell’aggettivo “earnest”, che parla di affidabilità, ed il nome proprio, volendo in questo modo sottolineare non solo quanto l’apparenza sia importante ma anche la forma della società inglese del tempo, nonché l’inaffidabilità del nome.

  • Lo stesso autore decise di definire così la sua opera “ Commedia frivola per gente serie”: egli infatti utilizzava la letteratura come mezzo di trasgressione per scandalizzare e contestualizzare ogni cosa della sua epoca.

  • Si passa da una visione della famiglia all’istruzione, dall’ipocrisia di matrimoni combinati all’importanza di una letteratura che può essere definita “scomoda”.

  • Speculazioni, perbenismo, aristocrazia terriera… molti sono i risvolti malcelati di questa storia così apparentemente leggera, altrettanti messaggi scomodi.

  • L’opera L'importanza di chiamarsi Ernesto, grazie alla sua trama ricca di intrecci e ai molteplici espedienti utilizzati da Wilde, può essere definita come uno dei capolavori assoluti della letteratura inglese.


  • Progetto Alternanza Scuola lavoro.