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Concetti Chiave

  • Le novelle di Pirandello, scritte per oltre cinquant'anni, servono come trampolino di lancio per il teatro, sperimentando personaggi e temi che successivamente vengono adattati in opere teatrali.
  • La concezione pirandelliana della vita si manifesta nelle sue novelle attraverso l'incomunicabilità, evidenziando le differenze di valore e percezione tra gli individui.
  • Il riso nelle novelle ha una funzione duplice: intrattenere e, al contempo, rivelare una profonda insoddisfazione, rendendo l'opera di Pirandello complessa e sfumata.
  • Le "maschere" sociali, un tema centrale nell'opera di Pirandello, riflettono la difficoltà di identità e comunicazione, mostrando come ogni individuo possa avere molteplici personalità percepite dagli altri.
  • L'autore del testo esprime entusiasmo per l'antologia di novelle di Pirandello, decidendo di continuare la lettura anche al di fuori degli obblighi scolastici, mostrando un forte interesse personale.

L'importanza delle novelle di Pirandello

Le novelle ricoprono uno spazio importantissimo nel panorama letterario di Pirandello. Ciò è osservabile dal fatto che, delle circa duecentocinquanta scritte, la prima la compose da giovane, a diciassette anni, l'ultima fu resa pubblica addirittura dopo la sua morte. Si potrebbe a questo punto pensare ad un'ingenuità dell'autore, che aveva avuto e continuava ad avere molto più successo con le proprie opere teatrali che con le novelle, ma egli usava queste ultime soltanto come trampolino di lancio verso il teatro, in quanto molte delle sue rappresentazioni sono tratte da alcune di queste. Inoltre Pirandello "provava" un personaggio nella novella, e, se riscuoteva successo, lo "promuoveva" all'opera teatrale. Infatti la gamma degli argomenti trattati gode di un'ampiezza seconda solo al numero di temi visitati da Boccaccio, e varia anche (non di molto, però) il suo modo di vedere, che, seguendo questo o quel personaggio, il più delle volte vi adatta parte del pensiero del narratore (in quanto sono quasi tutte scritte in terza persona, ma conoscendo lo stesso narratore sia il pensiero sia una parte della personalità del soggetto da trattare) e quindi la novella scorre davvero molto velocemente. Ciò grazie anche al linguaggio, che se ad una superficiale osservazione può sembrare grigio, così solo per aumentare la velocità e la fetta di pubblico conquistata, si pone ad un'attenta analisi come la volontà dell'autore stesso di creare un nuovo linguaggio medio, pur fornito di un patrimonio di vocaboli estremamente vario e ricco.

La concezione pirandelliana della vita

Sappiamo che la concezione pirandelliana della vita è dotata di molte sfaccettature, la gran parte delle quali ho riscontrato all'interno delle novelle che ho letto (di cui do qui i titoli prima di dimenticarmene: Lumìe di Sicilia, Il treno ha fischiato, Prima notte, L'avemaria di Bobbio, Pari, Ciàula scopre la luna, Resti mortali, La morte addosso, La toccatina, La Giara): prima fra tutte l'incomunicabilità, la quale Pirandello pensa causata dalla diversità insita in ognuno dai suoi "simili" e dal fatto che ogni cosa ha per ognuno un diverso valore. Novelle per un anno di Luigi Pirandello

L'incomunicabilità e le maschere

È proprio quest'incomunicabilità a rendere alcune storie, se non comiche, in grado di strapparci un sorriso. Ma Pirandello ha usato quest'espediente del riso solo per non annoiare I più, in realtà egli era un'autore decadente, e lo si nota rileggendo alcune novelle una seconda volta, quando la situazione "comica" non fa più ridere, permettendo alla parte più profonda e insoddisfatta di venire allo scoperto, con tutta la sua energica carica. Il secondo degli aspetti che ho notato è strettamente collegato al primo (ma d'altronde l'autore è lo stesso, cosa ci posso fare?): è lo stesso che, qui solo trasparendo, invade letteralmente "Uno, nessuno e centomila" dello stesso Pirandello, appunto quello delle "maschere", che merita un'analisi più approfondita. Innanzitutto cerchiamo di capire bene cosa intendesse Pirandello, avvalendoci della sua opera scritta, in questo caso utile già dal titolo: "Uno" perché si vorrebbe apparire alla società come si sa di essere, "Centomila" perché non ci si riesce, per il già citato fenomeno dell'incomunicabilità, quindi si ha una personalità diversa per ciascuno che ci osserva, e la assumiamo, siamo quindi ciò che ci dipinge la società, "Nessuno" perché non riusciamo ad identificarci in qualcuno di quei centomila. Questo aspetto lo ritroviamo, in parte ridotto, nelle novelle, appunto, dove Pirandello ha studiato per ogni singolo personaggio "centomila" personalità diverse, viene poi da sé che in alcuni ci sia riuscito meglio, in altri meno.

Opinione personale sull'antologia

Personalmente, come avevo già lasciato trasparire da questa critica, quest'antologia di novelle mi ha molto entusiasmato (pur essendo uno di quei libri assegnatomi da leggere a scuola, la gran parte dei quali leggerei o avrei letto lo stesso, ma con molta più voglia), tanto che ho deciso che durante l'estate continuerò a leggerle, seppur con minor frequenza.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo delle novelle nella carriera di Pirandello?
  2. Le novelle sono fondamentali nel panorama letterario di Pirandello, servendo come trampolino di lancio per il teatro, poiché molte opere teatrali sono tratte da esse. L'autore ha iniziato a scrivere novelle a diciassette anni e ha continuato fino alla sua morte, dimostrando l'importanza di questo genere nella sua produzione (testo).

  3. Quali temi ricorrenti si possono trovare nelle novelle di Pirandello?
  4. Tra i temi principali delle novelle di Pirandello vi è l'incomunicabilità, causata dalla diversità tra gli individui e dal valore soggettivo delle esperienze. Questo tema è esplorato attraverso vari racconti, come "Lumìe di Sicilia" e "Il treno ha fischiato" (testo).

  5. Come si manifesta l'incomunicabilità nelle opere di Pirandello?
  6. L'incomunicabilità è un elemento centrale che rende alcune storie comiche, ma che, a una lettura più profonda, rivela una carica insoddisfatta. Pirandello utilizza il riso per coinvolgere il lettore, ma la vera essenza delle sue novelle emerge solo in una rilettura (testo).

  7. Cosa rappresentano le "maschere" nella concezione pirandelliana?
  8. Le "maschere" rappresentano le diverse personalità che ogni individuo assume in base alla percezione sociale. Pirandello esplora questo concetto nel suo romanzo "Uno, nessuno e centomila", evidenziando la difficoltà di identificarsi in una sola personalità a causa dell'incomunicabilità (testo).

  9. Qual è l'opinione personale dell'autore riguardo all'antologia di novelle di Pirandello?
  10. L'autore esprime entusiasmo per l'antologia di novelle di Pirandello, affermando che, nonostante sia un libro assegnato a scuola, lo ha coinvolto al punto da voler continuare a leggerlo anche durante l'estate (testo).

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