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Impero - Riassunto e recensione primi 11 capitoli

1. Roma, dove tutto ha inizio
Racconta di una donna dell'antichità che va da una maga per far fare riti magici che uccidano l'uomo violento che è stata costretta a sposare. La maga le da una scatola a forma di uovo con dentro la bambola woodoo del marito che la donna il giorno dopo butta nella fonte di anna perenna (non una persona, ma il capodanno) mentre esce dalla città assieme la sua levatrice. Spiega che questa fonte era molto importante per il culto romano e che nel fondo sono stati trovati oggetti che i romani offrivano in sacrificio e molte bambole woodoo che tramite le impronte digitali è stato scoperto che venivano fatte da donne. La donna approfitta dell'assenza del marito per un viaggio per stare con l'amante, e, dopo una notte d'amore, salgono sulla terrazza da cui vedono tutta la città. Descrive come sono fatte le case, ed entriamo in un edificio dove ci sono uomini semi-nudi che sbattoni dei martelli su delle assi: stanno fabbricando le monete. Spiega come vengono fatte e come ci vengono incise scritte e disegni. Una moneta viene crepata, ed è la moneta che ci porterà nel nostro viaggio.

2. Londra, le invenzioni dei romani
Le monete devono essere portate in giro per l'impero per “far pubblicità” a un nuovo imperatore, o a un impresa appena compiuta, e per questo i soldati partono a cavallo per consegnare le monete appena fabbricate in Britannia. Arrivando dalle parti di Londra cominciano a vedere qualche capanna, e alla fine della strada si trovano davanti il Tamigi con un ponte (l'antenato del London Bridge) e superato questo ponte arrivano nella futura city, formata da capanne. Saranno poi i romani a fare in modo che si formi una città, commerciando sul Tamigi. Notano che le case sono pre-fabbricate, cioè la struttura è formata da travi che si incastrano in una piena di fori. Notano che la popolazione è tutta chiara, mentre gli schiavi sono scuri, il contrario dell'impero. La città ha 80 anni, ma è già stata ricostruita perchè in una rivolta è stato deciso di sacrificare la città al posto della provincia. Arrivano al palazzo, e il capo-decurione entra per consegnare i sesterzi e fa una chiacchierata col il governatore appena entrato in carica. Quando esce ha la nostra moneta e una medaglia in mano. I soldati vanno alle terme e girano per la città, che sembra del far-west ed è strano pensare che 2000 anni dopo ci sarà la city che è ora. Aprendo una porta vedono schiavi che fanno girare enormi ruote che tirano su e giù acqua, e non si sa ancora se sia l'antica lavatrice, un rifornire di acqua o la concia per le pelli. Noi abbiamo molte cose ereditate dai romani, come la mortadella, il bikini, alcune delle quali le hanno solo migliorate e non inventate, tipo gli occhiali. I soldati vengono urtati da una coppia alla quale cade una tavoletta sulla quale c'è scritto che lui, uno schiavo ha appena acquistato lei, come sua schiava. Entrano in una panetteria e poi assistono a un litigio. Scopriamo che le porte che si aprono all'interno e il dito medio sono invenzioni romane. Il viaggio continua e si fermano in un posto dove si festeggia la fine dell'inverno facendo grandi falò e facendoci passare persone e animali affianco per purificarli. Il capo-decurione passa la notte con una ragazza del paese, non si rivedranno più, ma lei 9 mesi dopo avrà un figlio. L'ultima sosta è a Vindolanda, dove prima di consegnare le monete, i soldati guardano il forte. Dopo averle consegnate, notano che molta gente usa sandali e calze per tenere al caldo i piedi. Vindolanda è un sito molto importante oggi, dove sono stati trovati oggetti intatti, siccome c'erano sopra strati di argilla impermeabile: (scarpe, lettere, anelli). Il decurione per riscaldarsi va alle terme.

3. Parigi, quando era più piccola di Pompei
I soldati ripartono e al capo-decurione cade la nostra moneta e viene trovata da un mercante di vino che la porta in Francia, dove piove. I romani usavano l'ombrello per il sole e per la pioggia usavano ponchi impermeabili. Le strade sono il monumento più importante dei romani, e i nostri “via”, “strada” e l'inglese “street” derivano dal romano via strata. Avevano una struttura destinata a durare a lungo: tre strati di pietre e sopra uno di grossi sassi a manto di tartaruga. Ai lati c'erano grossi massi con su scritte le miglia percorse dalla città, e la gente usava i cippi, dove scrivevano le miglia percorse e servivano da “contachilometri”.

Questa città è irriconoscibile, è più piccola di Pompei, ma è così in epoca romana...
intanto non è ancora capitale, che è Lione. La città di Parigi nacque per mano romana.

4. Treviri - Produrre il nettare degli dei
Treviri sorprende chiunque: non ci si aspetta di trovare così tanti resti romani in Nord-europa.
C'è un monumento, che durerà più a lungo della città, arrivando fino a noi: la cultura del vino.
Il mercante e lo schiavo arrivano nel tardo pomeriggio, lasciano i cavalli in una stalla, pagando il “pernottamento” con anche il nostro sesterzio, che così passa di mano. Ma la mattina dopo lascia la stalla e va nelle mani di un giovane ben vestito che ha pagato con un denario e ha ricevuto il resto. È figlio di un proprietario di vigneti, ed è rivolto all'azienda agricola di famiglia. In queste terre i romani hanno dato un incredibile impulso alla produzione del vino. Il vino, allora come oggi, era molto apprezzato e la richiesta del “nettare degli dei” da parte dei coloni o delle popolazioni assoggettate era alta. Ma come si riesce a produrre del vino così a nord dell'Impero e con quali sistemi? Il giovane incrocia molti carri carichi d'uva: è il periodo della vendemmia. Arriva all'azienda agricola, ed entra in un edificio dove molti schiavi stanno producendo il vino, che verrà lasciato a fermentare e poi si sigilleranno le botti e avrà inizio la maturazione.
Il giovane sta tornando a Treviri, che ha le vie d'accesso cimiteriali. I romani non vivono molto, molte lapidi sono di bambini, o di gente “giovane”. I romani attraverso le iscrizioni sulle lapidi, cercano di creare un dialogo tra il morto e la gente che passa. Le famiglie più potenti hanno innalzato tombe imponenti che svettano come grattacieli. Il giovane ora sta entrando in città. Scende da cavallo, si siete a un “bar” e ordina del vino ghiacciato, che viene fatto mettendo del ghiaccio in un colino e facendoci passare il vino. Paga con il nostro sesterzio, che verrà dato come resto al signore del tavolo affianco, che è un militare diretto alla frontiera del Reno.

5. Oltre il Reno. La battaglia contro i barbari
Il centurione arriva a Mogontiacum, sul Reno. Il Reno è una frontiera romana. La nostra moneta viene nascosta sotto a un albero insieme al borsello in attesa della battaglia per non rischiare che vada in mano nemica. Il centurione marcia insieme ai suoi uomini in territorio nemico. Contro di loro si sta muovendo un intera legione. Il centurione da il passo ai suoi uomini. Di tanto in tanto si gira e osserva la colonna romana. Cosa sono una coorte e una centuria?
- 8 uomini costituiscono una camerata
- 10 camerate sono una centuria
- 6 centurie sono una coorte
- 10 coorti sono una legione.
Comincia a vedersi della polvere lontana: sono i nemici. I romani vanno sull'altro versante della collina e aspettano i nemici. I romani sono un po' in apprensione. I nemici sono ancora lontani. I romani intonano canti e inni: è la guerra psicologica prima della battaglia. I catti sono per i romani uno dei popoli più difficili da sconfiggere. Parte l'attacco. I catti a terra sono tanti, ma non si arrendono. La battaglia però ha preso una direzione chiara: i catti sono stati sconfitti e hanno rallentato il loro slancio. È il momento cruciale della battaglia. I legionari avanzano e i barbari non indietreggiano, ma a dare il colpo definitivo è la cavalleria romana. Le linee dei catti già esauste si sfaldano definitivamente. Finita la guerra viene fatto uno “spaventapasseri” con un tronco, elmi e scudi, in segno di vittoria. Il centurione torna in città, ma non andrà alla festa grande organizzata per la vittoria: ha un appuntamento. Entra in una taverna, e poi in una porta. C'è una donna con gli occhi verdi, labbra carnose e capelli biondi.


6. Milano, l'emancipazione della donna
E' un piccolo convoglio di carri quello che sta attraversando una foresta di alberi scuri e altissimi. L'uomo che conduce l'ultimo carro ha il volto teso. Un assalto di germani è sempre possibile, anche se improbabile. L'uomo lo sa, ma a renderlo nervoso è quello che c'è dentro al suo carro, tanta ambra, infatti è un mercante di ambra. Il nostro sesterzio è passato a lui.
L'ambra viene dal baltico, e esistono commercianti che la portano verso l'Impero Romano.
L'ambra non è stata scoperta dai romani, la conoscevano già seimila anni prima. L'ambra piace molto per il suo colore, ma sopratutto per le sue proprietà elettrostatiche, che nell'antichità dovevano sembrare “magiche”. L'ambra affascina ancora oggi, e si dice faccia passare mal di testa e incubi, per gli insetti che imprigiona.
Il mercante ha solo un obiettivo, arrivare al più presto in Italia. Si è unito a un convoglio di carri di schiavi, perchè questa strada non gli piace.
Dopo qualche giorno, superano finalmente le Alpi, e arrivano nella Pianura Padana. Ora però c'è l'ultimo ostacolo: la dogana.
Il mercante dovrà pagare una grossa cifra per tutta l'ambra che sta portando, e si è già preparato. Vuole parlare con il capodoganiere, a cui da un po' di monete d'oro, e un grande pezzo di ambra, per la moglie.
Il mercante giunge finalmente a Mediolanum, cioè Milano, le cui dimensioni dell'epoca non sono certamente quelle attuali, ma ha tutto: il foro, le terme, il teatro, il circo..lo stadio Meazza (San Siro) dell'epoca romana, si trovava fuori dalle mura. Non c'era la “madunina”.
Il sesterzio ha cambiato proprietario. Si trova nel borsellino di una ricca famiglia che ha ospitato il mercante, e passa nel borsellino di una delle figlie, che esce con un'amica. Colpisce la loro disinvoltura, le risate, il modo in cui osservano veli e gioielli. La loro indipendenza è il frutto dell'emancipazione delle donne. Ora le donne romane per legge, possono gestire da sole eredità e soldi della famiglia.
Le due donne continuano a camminare, finchè non vengono raggiunte da un bell'uomo, fidanzato di una delle due, che ha appena divorziato.
In questo periodo, nessuno fa figli e tutti divorziano. Con la fine della repubblica, ci fu il matrimonio sine manu, cioè che il potere sulla donna restava alla sua famiglia d'origine, e questo le diede un potere immenso. Il divorzio diventò talmente semplice che si diffuse a macchia d'olio. Il crollo delle nascite è un altra caratteristica di questo periodo, anche se non si conosce il motivo. Le due donne e il giovane hanno appena voltato l'angolo. Una ragazza gli è passata affianco e il marito molto più anziano le cammina davanti. Spesso ragazzine di 10/12 anni venivano promesse in sposa ad amici del padre.
Una donna romana ha molte più probabilità di morire di parto rispetto a una donna ora. 1 su 10 di allora, contro 1 su 10000 di ora.
E' l'alba e una donna con il suo servitore vanno verso la via principale della città. Quando arrivano in periferia, vanno verso alcune stalle e leggono dei prezzi: lì affittano dei carri. Decidono di prenderne uno a due posti (equivalente a una nostra smart). Vanno sull'”autostrada del sole”. Non si incontrano turisti, ma gente che si sposta per lavoro.
Al nono miglio si vedono dei tetti rossi. Potremo paragonarlo a un nostro autogrill con benzina e officina. Questi luoghi però sono riservati a gente con incarici pubblici, che devono mostrare un diploma. Certi imperatori vendettero anche questi diplomi.

7. Reggio Emilia - Le barzellette sull'antichità
Dopo un lungo viaggio la donna ha passato la notte in una locanda di Piacenza, e si mette in viaggio per Fidenza, dove si sposa la sua migliore amica. È una bellissima cerimonia, la sposa è splendida, e lo sposo è più seducente di come lo ricordava. C'è stato un grande banchetto. Quando tutti si sono alzati e il corteo nuziale si è diretto verso la casa dello sposo, è stata lei, la migliore amica a dover accompagnare la sposa al letto coniugale dove il marito l'aspetta. Mentre tutti se ne andavano ha dato un ultima occhiata agli sposi che si baciano con passione.
I romani si baciano come noi. Hanno tre tipi di baci:
- basium, bacio degli innamorati.
- oscolum, ai parenti.
- savium, durante rapporti sessuali.
I romani furono i primi nella storia a vietare i baci, con l'imperatore Tiberio, per un'epidemia di herpes.
Il sesterzio è arrivato a Reggio Emilia, da un altro cliente, che ora si trova davanti una popina con un amico, e ordinano due bicchieri di vino.
La voglia di uscire e godersi la vita dopo una giornata di lavoro è di prassi. E non cambierà..una bevuta con gli amici con delle barzellette è un'abitudine. Conosciamo le barzellette che si raccontavano grazie al Philogelos.
La moneta è passata nelle mani di un ufficiale che ora è sdraiato a un banchetto di un importante commerciante di tessuti. Sta flirtando con la moglie del commerciante e per qualche minuto riescono a stare soli, mentre il marito fa vedere agli altri i suoi cavalli.
Una donna che tradiva il marito era adulterio, mentre lui poteva avere amanti. Un marito tradito poteva uccidere la moglie, e l'amante rischiava la morte o la castrazione.
Poi venne Augusto, che imponeva al marito tradito di ripudiarla e chiedere il divorzio.
La donna colpevole perdeva metà della dote e un terzo dei suoi averi e veniva esiliata su un isola, e non poteva più sposarsi. L'amante veniva esiliato su un'altra isola e gli venivano confiscati la metà dei beni. Ritorniamo al banchetto. La donna è così disponibile con l'ufficiale per il suo aspetto, e anche perchè non aveva occasioni di conoscere estranei. Infatti gli amanti erano sempre amici o conoscenti del marito.

8. Rimini, un'operazione chirurgica
L'ufficiale esce dalla villa. Ha perso il conto delle donne che ha sedotto, ma sa che da oggi ce ne sarà una in più.
Uno schiavo gli ha preparato il cavallo, e come mancia gli da il nostro sesterzio, che finisce in un altro mondo, quello di uno schiavo. Il suo nome è Lusius.
Gli scricchioli del carro sembrano una vecchia cantilena. Nessuno parla.
A bordo ci sono un padre e una madre, con il figlio malato. Alla guida ci sono due schiavi, uno dei due è Lusius. Stanno viaggiando per cercare di salvare il piccolo.
Il carro sta passando accanto ad alcuni uomini con strani strumenti di legno che stanno verificando l'allineamento di cippi e paletti, per una lite di confine.
È impressionante vedere cose così precise nell'antichità. Tutto è stato misurato dagli agrimensori, con l'uso di strumenti simili allo scheletro di un ombrellone, solo che al posto delle stecche ha una croce di legno orizzontale; all'estremità pende un filo con un peso di piombo, che funziona come un mirino.
Un'urlo del bambino rompe il silenzio, piange a dirotto. La madre tenta di calmarlo. Ha più o meno cinque anni, e la sua testa è più voluminosa a destra. Ha la idrocefalia, ma a rendere disperata la sua condizione è il tumore che l'ha generata. Il vero problema sono i mal di testa. Ora ricorrono a un chirurgo.
Il carro è su un ponte bianco, a Ariminum (rimini).
Il carro va verso la città, e chiedono a una ragazza che si era guardata a lungo con Lusius, dov'è la casa del chirurgo. La ragazza li accompagna.
Entrano, e si siedono in sala d'aspetto, assieme ad altri pazienti. Ci sono due uomini, uno del quale ha un panno legato da sotto il mento a sopra la testa. Ha mal di denti.
Per curare il mal di denti viene eliminato il cibo rimasto incastrato nei denti, e dopo si assumono farmaci e colluttori a base di oppio, incenso, pepe e giusquiamo.
Poi c'è una coppia, lui mastica una gomma per l'alitosi, ma è lei ad avere un problema, non ci vede più da un occhio. Ha la cataratta, e dovrà essere operata. Verrà fatta sedere, e mentre un assistente gli tiene la testa, il chirurgo infilerà un ago nell'occhio e farà cadere la cataratta.
Ora tocca al bambino. L'intervento sarà gratuito, il medico conosce il padrone della coppia. Ascolta i genitori parlare della malattia, e poi li rassicura, mentre al bimbo viene dato da bere un liquido dolce, che servirà da “anestesia”. Viene fatto stendere sul tavolo operatorio, il chirurgo prende il bisturi e taglia un arco di pelle che viene spostata a mò di pagina di libro. Poi prende un trapano, e scava, poi fa leva, in modo da avere un buco in testa, che servirà come valvola di sfogo per la pressione che causava i mal di testa. Per il tumore non c'è soluzione. La ferita viene richiusa.
Noi non sapremo se il bambino si salverà, ma dagli archeologici, in un altra area viene trovato lo scheletro di un bimbo di 5/6 anni, figlio di schiavi, con un buco in testa, come quello al nostro bambino. Dopo l'operazione è sopravvissuto circa un mese e mezzo.
Trovano ospitalità presso un cliente del padrone, e Lusius ne approfitta per realizzare due sogni, andare al mare, e rivedere la ragazza. Ci vanno insieme al mare, lui si sveste e si tuffa, e poi passa la notte con lei. La mattina paga la locanda, con il nostro sesterzio, che però viene dato di resto a un uomo che era nella camera affianco, che si mette subito al galoppo, direzione sud.

9. Tevere, arrivare a Roma portati dall'acqua
Il paesaggio che si apre ai nostri occhi è attraversato da un ampiu fiume, ma non uno qualsiasi, è il Tevere! Come si sa è legato alla nascita di Roma. Sulla sponda orientale sinistra sorgevano i sette colli, ai piedi del quale si aprivano delle spianate ideali per gli scambi commerciali.
Si vede una cittadini, la più importante in questa zona: Ocriculum.
Qui si sono accumulate immense fortune fin dai tempi della repubblica. Ma che cosa ha reso così ricca Ocriculum? Il commercio. Nel suo porto c'è un intenso traffico di navi da carico e chiatte che vanno e vengono.
La nostra attenzione viene attirata da un cane che abbaia su una catasta di legno caricata su una chiatta. L'immensa chiatta appena partita non farà mai ritorno, non conviene trascinarla contro corrente, e verrà distrutta a venduta a peso, come il legno che trasporta.
Vediamo un giovane salire su una barca con un agile scatto. Ha una tunica gialla-arancione e un borsello, all'interno del quale si trova il sesterzio. Lo ha con se da ieri sera, da quando ha vinto a dadi con il militare. Il viaggio sarà tranquillo: destinazione Roma.
Su un'ansa c'è un ragazzo che sta pescando, sta tirando su il pesce, è una bella preda! Non si accorge che dietro di lui passa l'imbarcazione.
Ormai stiamo entrando nel cuore di Roma, la storia è ovunque attorno a noi.

10. Roma, il centro del mondo
Siamo in giro per Roma con il giovane. Si chiama Aulus Cocceius Hilarius. Prima di tornare a Ocriculum, ha alcune commissioni. A Roma si trova tutto..e deve prendere spezie e profumi per la sorella.
Impressiona la quantità di gente che incrocia, che è a due piani. Al primo piano ci sono i VIP, sulle lettighe.
Hilarus decide di infilarsi sotto i portici. Vede passare un postino, che cerca gli indirizzi tra la folla.
Non esistono i numeri civici, e ha in mano una tavoletta di argilla, con indicazioni. È una specie di “navigatore”. Hilarus osserva le persone che si muovono lentamente.
Un venditore di pagnotte..un cuoco di strada con salsicce fumanti..un incantatore di serpenti..un attore che parla con con un organizzatore di spettacoli..
per un romano c'è l'oggi. Dopo la morte non c'è nulla.
Hilarus viene chiamato da copli di tosse molto forti: sono una coppia di anziani.
Riprende il cammino. Sente odore di pesce alla griglia e alza gli occhi, viene dal primo piano.
Osserva i palazzi. Niente finestre di vetro, costano troppo. Ci sono ante di legno.
Hilarus prosegue il cammino accanto a negozi e botteghe. Come può trovare la profumeria? Guarda le insegne! Finalmente la trova, e entrando è investito da dolci fragranze. Annusa molti profumi, e poi ne prende una piccola scorta. Il giovane ha pagato, ma non è rimasto a lungo qui il nostro sesterzio. Poco dopo è giunto un ricco e elegante romano.
Roma diventò un museo a cielo aperto: capolavori di Prassitele, Policleto, Lisippo, Mirone, Apelle, Zeusi, Scopa..
ma c'erano anche oggetti: la spada di Giulio Cesare, il pugnale che uccise Nerone, la pelle di un serpente immenso..
i resti non ci dicono i luoghi romantici della città, ma le opere latine si: Portici di Pompeo, di Livia e di Apollo, il foro di Cesare, il tempio di Venere, e poi il teatro.
La moneta è passata di mano, ora è nel borsello di un uomo, l'ha ricevuta come elargizione dal potente signore. Avrà 25 anni, si chiama Marcus. Notiamo che da una mano gli dondola un sacco vuoto. Entra in un grande piazzale, dove c'è una piccola folla, per la consegna gratuita del grano.
Dove viene trovato tutto questo grano? Lo si fa arrivare dalle aree dell'impero dove lo si produce: Sicilia, Sardegna, Spagna, Nordafrica, e sopratutto Egitto.
La mattina dopo Marcus entra in una bottega per comprare una tunica nuova. Ne prova tante, alla fine decide per una semplice. La paga 15 sesterzi, tra cui anche il nostro, che non resta molto lì, e viene dato come resto a un altro uomo, Caius, spagnolo. È un pretoriano.
Il Palatino è uno dei colli più importanti per la storia di Roma. Perchè? Romolo e Remo furono allevati dalla lupa in una grotta sul Palatino. Ma al di là della leggenda sono stati trovati fori di capanne antichissime.
Il pretoriano e un amico si trovano davanti al palazzo imperiale, dove devono lavorare. Fu costruito da Domiziano. Lo visitano tutto, e infine sbucano su una balconata che domina il Circo Massimo al tramonto.

11. Circo Massimo, i segreti di Ben Hur
La sera dopo Caius va a festeggiare con gli amici, e paga il conto, con anche il nostro sesterzio, che poi viene dato come resto a un uomo al tavolo affianco. Dalle vesti non sembra una persona agiata. Esce e comincia a camminare. Ora l'aurora rischiara il cielo, e l'uomo è quasi arrivato a destinazione. Alziamo lo sguardo, sopra la folla c'è l'imponente circo Massimo. Ci sono strade sotto i portici, piene di negozi. Il circo Massimo venne usato ininterrottamente per 1200 anni. Tra un negozio e l'altro ci sono gradinate che vanno all'interno dove si accalca la gente: l'entrata per le gradinate è gratuita!
L'uomo si infila in una bottega e va a scommettere. Dopo di che va verso le gradinate e si siede.
Da li c'è una vista grandiosa. Traiano ha dato un volto nuovo al circo, sotto Domiziano un incendio aveva distrutto i due lati lunghi. Il circo Massimo ha 150 000 posti, molti più degli stadi di oggi (San Siro 80 000, San Paolo 76 000, Olimpico 73 000).
Le scalinate sono fatte di marmo bianco, di cui si conosce solo un grossista, che abitava a Lunae. Nei resti di una villa è stato trovato il mosaico del circo.
Prima dell'inizio delle corse c'è una vera e propria cerimonia, tipo quella delle olimpiadi.
Gli aurighi hanno un casco di cuoio, un corpetto di cuoio, protezioni per le gambe e un pugnale.
Esistono scuderie, ognuna delle quali ha un colore, come in Formula1.
Ormai tutto è pronto, c'è già stata una “gara” nascosta, quella delle combine.
In pista vale qualunque tipo di scorrettezza. Il via si da con un panno bianco, e tutti partono. Ci sono incidenti, anche gravi, un auriga è per terra immobile, e non si sa se sopravviverà.
Ci sono i due rossi in testa, ma sta arrivando l'azzurro, che li supera e vince la gara.
Vengono liberati piccioni con le ali azzurre in modo da far sapere a tutti il risultato.
La quadriga azzurra fa un giro d'onore, poi viene premiata, con un ramo di palma, una corona d'alloro e qualche decina di migliaia di sesterzi. La folla abbandona la scalinata, il nostro uomo si ferma all'orinatorio. Il nostro sesterzio passa a un mendicante che lo guarda, e poi lo va a spendere in cibo per la sua famiglia. Oggi il circo Massimo è tornato ad attirare le folle, ma per altri motivi: concerti rock, comizi, raduni, feste oceaniche (come per la vittoria del Mondiale della Nazionale di calcio nel 2006).

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