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Una giornata nell'antica Roma di Alberto Angela

Ore 6.00: La domus, la casa dei ricchi

La domus è la tipica casa dei ricchi. Il mondo dei Romani è colorato, di conseguenza anche esse sono ricche di colori, soprattutto nei mosaici e nelle decorazioni delle pareti. Esse sono case bellissime, ma assai meno confortevoli delle nostre.

Ore 6.15: Arredare, un gusto tutto romano

Nella domus non sono presenti molti mobili. I romani, anziché esaltare il mobilio e l’architettura delle stanze, li nascondono e li mimetizzano. Si ‘gioca a nascondino’ tra realtà e illusione facendo sparire oggetti e ricreandone altri.
Essi sono i primi ad utilizzare gli armadi e gli abachi dove ponevano gli oggetti di valore per metterli in mostra.

Ore 6.30: Il risveglio del dominus

Il dominus e la domina dormono in cubicoli separati.
Il Larario è una piccola struttura di legno nella quale sono custodite le statue delle divinità protettrici della famiglia. In questo spazio il dominus si reca di prima mattina per pregare e fare le offerte alla divinità.

Ore 7.00: Vestirsi alla romana

I romani portavano un perizoma in lino detto subligar che fascia le parti intime.
Il capo di abbigliamento di base è la tunica: sia ricchi sia poveri la portano, con la differenza che i poveri indossano solamente questa, mentre i ricchi indossano la tunica sopra essa. Esistono diversi tipi di tuniche a seconda di chi le porta e dell’uso che se ne fa.


Ore 7.10: La moda femminile

Anche le donne indossano vestiti simili a tuniche chiamate stolae, che sono però più lunghe e arrivano fino ai piedi. Per esaltare la forma e il volume dei seni era presenta una seconda cintura proprio sotto di essi. Sopra la tunica si applicava un lungo scialle rettangolare che scende fino alle ginocchia. La donna romana indossa un perizoma simile a quello maschile e lo strophium, una fascia che ha lo scopo di rialzare i seni, esso è imbottito nei casi in un cui il seno non sia florido.

Ore 7.15: Toilette maschile in epoca romana

Nelle case romane nessuno si sciacqua la mattina. Dopo pranzo egli si lavano nelle grandi terme pubbliche dove si fanno anche massaggiare. La mattina il dominus si fa radere da uno schiavo, il quale rimuove tutti i peli ‘superflui’; è usanza diffusa tra i Romani depilarsi.

Ore 7.20: Segreti per farsi bella duemila anni fa

Il trucco mattutino di una ricca romana è molto complesso. Non viene colorata solamente la faccia, ma anche il resto del corpo. Era frequente l’applicazione di falsi nei secondo un codice: essi avevano un significato diverso a seconda della posizione. Erano usate molto le parrucche ed esisteva una ‘piastra’ antica, la calamistra, composta da ferri scaldati da una serva. Le mode di acconciatura venivano lanciate dalla moglie dell’imperatore.

Ore 8.00: Prima colazione “alla romana”

La prima colazione, la ientaculum, è molto abbondante. Essa è costituita da pane, focacce, vino, carne, miele, latte, frutta e formaggio. Dopo la colazione i Romani usavo prendere delle pastiglie per l’alito o, addirittura, lavarsi i denti con l’urina.

Ore 8.30: Aprite le porte!

Davanti alle porte del dominus sono presenti, oltre ai clienti, poveri che chiedono l’elemosina. A loro venivano dati o soldi o ceste di cibo; in questo modo il dominus si creava una cerchia di sostenitori che lo voteranno in caso di candidatura.

Ore 8.40: Barbieri e prime corvée

In questo momento della giornata la strada è piena di schiavi i quali svolgono le prime mansioni mattutine. Una di queste è il lavaggio delle toghe le quali venivano lavate in vasche riempite con acqua mista a sostanze alcaline e urina. Le persone meno ricche non avevano il barbiere personale, andavano di conseguenza nelle botteghe dei barbieri le quali erano dei centri di incontro tra le persone.
La popolazione romana viveva nelle insulae: i ‘grattacieli’ dell’antichità.

Ore 8.50: Il volto umano delle insulae.

Il pianterreno delle insulae è formato dalle botteghe. Ai primi piani vivevano le famiglie più agiate. A differenza delle domus negli appartamenti delle insulae possiamo notare come le stanze siano disposte lungo le pareti per catturare la luce del sole.

Ore 9.00: Il volto disumano delle insulae.

Nelle insulae possiamo notare come sia presente una gerarchia: più si sale più si trova povertà. Ai piani alti l’igiene è scarsa possiamo quindi trovare muri incrostati da decenni, pavimenti sporchi, coperte sudicie e condizioni igieniche scarsissime.

Ore 9.10: Le strade di Roma

Roma è caratterizzata da poche arterie che conducono fino al foro e numerosissimi capillari. Il nome di via è associato solamente alle strade più grandi, che nel centro di Roma sono solo due, le altre strade sono molto piccole e tortuose.


Ore 9.20: Negozi e botteghe

Nelle botteghe abitavano famiglie intere. Al posto delle saracinesche erano presenti delle grosse porte di legno incastrate in profondi buchi nel terreno. A Roma i negozi sono sparsi ovunque e, nonostante siano presenti strade specializzate in un settore, non abbiamo un quartiere dei negozi. I negozianti lavoravano circa sei ore al giorno, molto meno di quelli di adesso.

Ore 9.40: Incontro con una divinità

I templi erano caratterizzati da un ambiente esterno accessibile a tutti dove era presente l’ara e un ambiente interno accessibile solo ai sacerdoti il quale conteneva la statua della divinità.

Ore 9.50: Perché i Romani hanno nomi così lunghi?

Il nome romano è composto da tre parti: praenomen (nome comune), nomen (la gens di appartenenza) e il cognomen (indica un tratto morale o fisico della persona).

Ore 9.55: I giochi dei romani.

Gli adulti romani giocavano alla morra, al testa o croce (chiamato Navia aut Capia), al pari o dispari (par impar) e alle dodici scritte (doudecim scripta). Essi praticavano inoltre il gioco d'azzardo, nonostante fosse proibito.

Ore 10.00: Il latino delle strade di Roma

Il latino con il passare dei secoli si è addolcito e modificato fino dar vita a quel modo di pronunciare le parole che accomuna tante lingue europee.

Ore 10.10: Andare a scuola... per strada

L'istruzione ai tempi di Roma prevede la pena corporale. A volte le lezioni si svolgono in locali fatiscenti, ma più spesso sono all'aria aperta. Dopo i rudimenti da scuola elementare la maggior parte di cittadini romani comincia lavorare; il lavoro minorile non è un reato.

I figli dei ricchi, che non hanno bisogno di lavorare, proseguono gli studi e frequentano delle scuole private.

Ore 10.20: Il Foro Boario, il mercato del bestiame

A Roma esistono, da secoli, due mercati: il Foro Olitorio (per le verdure) e il Foro Boario (per il bestiame). La piazza è ricoperta da una distesa di bancarelle e al centro svetta la statua di bronzo di un toro. I mercati romani sono caratterizzati da una grande abbondanza di prede selvatiche abbattute dai cacciatori. Usualmente gli uomini si occupano degli acquisti al mercato. Esiste un vero e proprio codice per contare creato con le posizioni delle mani.
Sulle rive del Tevere appaiono delle strutture chiamate horrea, i grandi magazzini della capitale. Dietro questi è presente il "ottavo colle di Roma" che è in realtà una discarica costituita da cocci di anfore.
Una volta al mese a Roma, per prevenire carestie ed eventuali insurrezioni, viene distribuito un modius di grano gratis.

Ore 10.30: Atmosfere indiane per le vie di Roma antica

Come in India anche le strade di Roma sono sterrate e per strada si scorgono piccoli altari con offerte alle divinità. Per strada si incontrano persone di tutte le aree del mondo antico. Si possono riconoscere le donne per i vestiti coloratissimi e per la scia di profumi che lasciano. Non tutti si spostano a piedi, alcuni montano un mulo. A Roma è vietato l'uso privato di carri ad eccezione di quelli delle sacerdotesse. Le donne romane di un certo livello usano di conseguenza la portantina (sella). Una vera Rolls-Royce dell'antichità è la lettiga.
Quello che colpisce di Roma è la sua unicità nel mondo antico e può essere paragonata a Londra o New York per le dimensioni dei palazzi e la densità della folla. Sono inoltre presenti molte etnie.

Ore 10.45: Breve sosta in un'oasi di pace e di capolavori

Roma non è però solo calca e folla, sono presenti infatti oasi di pace dove i romani vengono a passeggiare: i giardini imperiali uno di questi è il Portico di Ottavia, al suo centro sono presenti due templi dedicati a Giove e Giunone. Questi luoghi sono dei veri musei di arte ed espongono dei capolavori che farebbero impallidire i musei di arte. Le grandi statue di Lisippo testimoniano come Roma porti come bottino di guerra anche opere di arte. In questi posti avviene lo struscio di Roma.
I problemi di Roma sono il traffico, il rumore e il caos per le strade, la sporcizia della città, i prezzi degli alloggi, la mancanza di sicurezza negli edifici e l'immigrazione selvaggia.

Ore 11.00: Il mercato degli schiavi

Durante il periodo romano era presente la schiavitù. Nei mercati gli schiavi sono posti su dei palchi di legno come vera merce umana e hanno tutti un cartello appeso al collo con le loro caratteristiche. Essi finiranno nelle case dei Patrizi come schiavi solo nel migliore dei casi, possono infatti diventare un semplice oggetto sessuale nei bordelli o finire nelle cave di un ricco Patrizio.
Alcuni nascono già schiavi, mentre la maggior parte sono nati liberi e caduti in schiavitù come prigionieri di guerra o come criminali condannati. Possono essere però anche persone normali con debiti.
Sono presenti due tipi di schiavi: quelli di campagna e quelli di città. Quelli di città sono trattati meglio per conservarne il valore in caso di rivendita.
Il padrone può ufficializzare la libertà di uno schiavo tramite una lettera, un testamento o inscrivendolo nelle liste di censori come cittadino romano.

Ore 11.10: arrivo nel foro romano

Il foro romano fu utilizzato per tutta l'età romana. Esso è caratterizzato da lunghi porticati che fanno da cornice, da grosse colonne in mezzo alla piazza con in cima le statue e da grandi edifici. Nell'estremità opposta possiamo ammirare una colossale cascata pietrificata a più gradinate costituita dalla sovrapposizione di templi ed edifici sul fianco del colle del Campidoglio.
Superati i rostri imperiali compare il Miliarium Aureum: la grande colonna dorata da cui si misurano le distanze tra Roma e le principali città dell'impero. Poco oltre troviamo il Umbilicus Urbis cioè l'ombelico della città, ed essendo il centro di Roma e anche il centro dell'impero. Nel foro passano le notizie, esso è il giornale dell'epoca romana e il centro sociale di Roma.

Ore 11.30: La Basilica Giulia, una cattedrale per i tribunali di Roma

A Roma sono presenti i cosiddetti causidici: persone abili nel parlare capaci di convincere la gente sprovveduta e ad illuderli di essere avvocati di alto rango.
Gli interni dei tribunali sono enormi sono presenti addirittura cinque navate di cui la centrale composta da tre piani. Nell'immensa sala centrale hanno preso posto fin dalla mattina i famosi centumviri che rappresentano la corte di giustizia civile.
A Roma molti uomini comuni seguono i processi come se fossero spettacoli poiché si ricorre al giudice per qualsiasi piccolo litigio. Si può quindi parlare di giustizia-spettacolo.
Di fronte alla Basilica Giulia è presente la Basilica Emilia. Anche qui si svolgono processi e attività civili.
Un edificio fondamentale nell'antica Roma è il senato il quale è molto profondo e ai suoi lati sono presenti su più file gli scranni dei senatori. Qui si sono prese molte decisioni importanti di Roma.
Intanto al Colosseo sono incominciati i giochi con i leopardi.

Ore 11.40: I Fori Imperiali, a spasso tra i marmi

Quello dei Fori Imperiali è un vero quartiere di Fori, ognuno in comunicazione con gli altri e con un continuo movimento di gente. È un mondo dominato da lusso, marmi e colonne.

Ore 11.50: I "wc" nell'antica Roma

Le latrine sono caratterizzate da un via vai di persone. Esse sono a pagamento in quanto gestite da appaltatori del fisco. Come carta igienica si usano spugne imbevute d'acqua. Colpisce la totale mancanza di privacy, le latrine sono infatti uno dei lunghi sociali di Roma.
Ore 12.00: Nascere a Roma

I parti sono sempre seguiti da ostetriche, quasi mai da medici uomini poiché un marito provava sofferenza nel vedere un altro uomo toccare le parti intime della moglie.

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