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Marco Terenzio Varrone – vita ed opere

Innanzitutto, occorre premettere che Marco Terenzio Varrone, nato a Rieti, non va confuso con Varrone Atacino, uno dei poeti nuovi.
Marco Terenzio Varrone (116-27 a.C.) è un raccoglitore, un ordinatore, un poeta e soprattutto un erudito. Egli trattò di tutto: grammatica, oratoria, poesia, storia, filosofia, teatro, agricoltura, ecc… La sua opera è immane e per secoli ha costituito la più grande fonte delle conoscenze antiquarie. Visse circa 90 anni ed ebbe anche una parte nella vita politica, parteggiando per Pompeo che segui nella campagna contro Sertorio, in quella contro i pirati e nella guerra civile contro Cesare. Comunque in Spagna fu costretto ad arrendersi a Cesare, che lo destinò alla direzione della prima biblioteca pubblica. Proscritto da Antonio, fu graziato da Ottaviano e da questo momento in poi dedicò la sua esistenza ai suoi studi eruditi.

Pare che, in tutto, abbia composto 74 opere raccolte in 620 volumi, ma tale colossale lavoro è andato quasi del tutto perso.
Imagines – Si tratta di 15 libri che contenevano settecento ritratti di uomini illustri romani e greci, distinti per categoria: re, generali, poeti, prosatori, uomini di stato; ogni ritratto era completato da un elogio e da una notizia storica. Plinio scrive che i ritratti di questa specie di galleria poteva essere riprodotta ma non sappiamo ib che modo.
De lingua latina – Venticinque libri di cui sei riservati all’etimologia, sei alla sintassi e i rimanenti dedicati alle arti liberali.
Antiquitates - Si tratta di 25 libri in cui veniva presentata l’antica vita civile e religiosa del mondo romano
Logistorici – Settantasei libri dedicati alla filosofia o meglio alla aneddotica morale. Ogni libro portava il nome di una persona con un sottotitolo che richiamava l’argomento,. Es. Cato de liberis educandis, Curio de deorum cultu., questo forse prendendo spunto da Cicerone (Cato de senectute)
De re rustica – Quando la moglie acquistò un podere, Varrone si affrettò a scrivere un libro sull’agricoltura in cui si rivolge soltanto ai grossi coltivatori ed allevatori amanti del lusso e degli enormi guadagna. Questa opera ci è pervenuta quasi per intero.
Saturae Menippae – 150 libri di cui restano pochi frammenti. E’ un insieme di prose e di versi che con il passar del tempo Varrone arricchiva continuamente, trattando argomenti svariati. Una satira, intitolata “Sexagesis” (= l’uomo di sessant’anni), Varrone immagina che un fanciullo romano, addormentatosi a dieci anni, all’epoca dei Gracchi, si svegli dopo cinquant’anni al tempo di Catilina e che resti stupito da tanti cambiamenti che nel frattempo si sono verificati. Nel “Gerontididascalos (= Colui che ha imparato dal vecchio) mette in contrasto il vecchio che loda i bei tempi antichi ed il giovane che si compiace della moda moderna,.. Nel “Tricàranos” satireggia il primo triumvirato..
Nelle sue opere, Varrone non studia i fatti di alcuni uomini, bensì di tutti gli uomini, cioè non fatti biografici, ma grandi fenomeni collettivi come la lingua, la letteratura, la religione e le istituzioni politiche e civili. La sua concezione della storia si ritrova nelle quattro categorie dell’opera “Antiquitates”: nomine, loci, tempora, res., cioè la gente, il paese dove essa abita, la sua coscienza storica e la sua vita sociale. Egli può essere considerato un grande custode della civiltà romana.

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