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Durante l'età Giulio-claudia si sviluppa enormemente la poesia epica e didascalica, soprattutto a Roma, sotto l'influenza delle Georgiche, per quanto riguarda la parte didascalica, e L'Eneide per la parte epica.
Secondo i critici e gli storici, il poema epico-storico più importante, interessante e consono ai canoni di questo genere letterario è il "Bellum Civile" di Lucano. Nonostante l'opera del nipote di Seneca sia incompiuta, viene considerata un manifesto di questo genere letterario, grazie ai suoi contenuti e alla sua struttura. Non mancano però delle rivoluzioni stilistiche, per esempio l'assenza dell'apparato divino è una di queste.
I poeti ampliano le loro fonti, che adesso sono molte di più, sia poetiche che filosofiche: si presume che Marco Manilio, un poeta di questa corrente letteraria, nelle parti più sofisticate dottrinalmente, si sia ispirato a Posidionio, un filosofo stoico vissuto nel I secolo A.C., che aveva rivalutato l'astrologia, appoggiandosi alla teoria stoica della "simpatia cosmica".

Un altro poema-didascalico, che ci pervenuto quasi per intero, è opera di Giulio Cesare Germanico, figlio di Druso (figliastro di Augusto).
Consiste nella traduzione dal greco di un poema astronomico di Arato, I fenomeni.
I Phaenomena di Germanico, seguono molto l'opera greca, correggendola però in vari punti sulla base delle nuove scoperte scientifiche e culturali.

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