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Età giulio - claudia

1. La successione ad Augusto
Alla morte di Augusto (14) si pose il problema del successore poiché non era stato deciso nessun criterio per la successione. Egli ebbe solo una figlia, Giulia, che dal secondo matrimonio con Agrippa ebbe due figli: Ottaviano (figlio) che sposò Scribonia ed ebbe Giulia e poi sposò Livia che aveva Druso e Tiberio. Druso e i figli di Giulia morirono, allora Augusto adottò Tiberio che diede vita alla dinastia giulio - claudia.

2. I principati di Tiberio, Caligola e Claudio
Egli apparteneva a una famiglia dell’aristocrazia senatoria conservatrice. Seguì una linea politica moderata avendo l’appoggio dei senatori. Quando il nipote Germanico, amato dall’esercito, morì venne attribuita la responsabilità al princeps che divenne sempre più diffidente. Seiano cercò di prendere il potere ma, scoperto, venne condannato a morte. Tiberio voleva nominare il figlio di Druso ma lasciò la scelta al Senato che nominò Cesare, figlio di Germanico, detto “Caligola”. Egli cercò di instaurare una monarchia assoluta simile a quella orientale. Sperperò somme ingenti in donazioni al popolo e ai pretoriani e in abbellimento edilizio. Fece uccidere parenti e amici e confiscò i patrimoni dei condannati facendo diffondere un clima di terrore che portò a varie congiure. Dopo 4 anni venne ucciso dai pretoriani che dichiararono imperatore Tiberio Claudio Nerone, zio di Caligola. Egli introdusse uno dei principati più positivi della prima età imperiale:

- Ampliò il dominio romano
- Si preoccupò del buon governo delle province
- Favorì la romanizzazione concedendo la cittadinanza ai provinciali in Oriente e aprendo agli stranieri la vita politica romana
- Rese più snello l’apparato burocratico assegnando a liberti imperiali gli incarichi più delicati
Con ciò suscitò il malcontento dell’aristocrazia e del ceto equestre. Ma riuscì a:
- Risanare le finanze
- Realizzare grandi opere pubbliche
- Costruire il porto ad Ostia e prosciugare il lago del Fucino che consentì la coltivazione di nuove terre
Adottò Nerone, figlio di Agrippina (4° moglie), e nel 54 morì.

3. Il principato assolutistico di Nerone e la fine della dinastia giulio - claudia
Nerone divenne imperatore a 17 anni e governò sotto la guida della madre, del prefetto del pretorio Burro e di Seneca seguendo una politica moderata. Man mano divenne dispotico. Fece assassinare il fratello Britannico e si liberò di tutti coloro che lo avevano condizionato (madre, Burro, Seneca e moglie Ottavia). Grazie a bravi collaboratori vennero promosse alcune iniziative importanti:

- con la riforma monetaria venne alleggerito il peso delle monete d’oro e d’argento favorendo i risparmiatori e lo Stato
- venne consolidato il fronte

Nel 64 scoppiò un incendio a Roma e venne incolpato Nerone per costruire una residenza. Per scagionarsi dovette trovare dei colpevoli e cominciò a perseguitare i cristiani. Venne tentata una congiura per porre Pisone come imperatore ma venne scoperta e molti congiurati vennero giustiziati. Ci furono rivolte in varie province e il Senato dichiarò Nerone nemico pubblico e affidò il principato a Galba. Nerone si uccise per non cadere in mano ai nemici.

4. Vita culturale e attività letteraria nell’età giulio - claudia
Sotto un principato la vita culturale è condizionata e controllata dal potere politico a causa del forte accentramento del potere nelle mani del principe.

Sotto Tiberio ci furono forti conflitti tra intellettuali e potere che si trasformarono in forti conflitti repressi molto duramente. Vennero condannati coloro che attaccavano i tiranni o elogiavano gli assassini dei vecchi imperatori. Questi controlli venivano fatti per impedire che diventassero strumento di dissenso e opposizione. La dinastia giulio - claudia scrisse varie opere che sono andate perdute ma nessuno dei suoi membri ha elaborato una politica culturale: nessuno fu capace di unire a sé un gruppo di intellettuali.

Sotto Nerone ci fu una grande produzione letteraria (Seneca, Lucano, Persio, Petronio). Riprese l’esempio di Augusto, circondandosi di intellettuali e poeti e stimolandone l’attività per fini propagandistici e celebrativi. Scrisse vari carmi e si cimentò in vari generi facendosi aiutare da giovani artisti. Istituì nuovi giochi (Neronia) con gare sportive, concorsi di musica, canto e poesia. Ciò suscitò il malcontento dei tradizionalisti. Lui stesso si esibiva. I grandi scrittori dell’età augustea vennero considerati i modelli “classici” da imitare.

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