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L'elegia latina

- Quintiliano disse: “I Greci sono stati i primi, ma i Romani i migliori”. L’elegia greca si è sviluppata durante il periodo arcaico e quello ellenistico, l’elegia alessandrina era curata nel particolare; l’elegia latina si distingue per delle caratteristiche assenti nella produzione greca; è molto più simile alla poesia come la intendiamo modernamente. Un antecedente nel mondo greco lo si trova nell’epigramma.

- La tematica preferita nell’elegia latina è quella amorosa, prevalgono tanti topoi letterari che consistono nel proporre la figura della donna stilizzata. Il termine "parà clausitron" indica il lamento dell'uomo innamorato che chiede alla donna di ascoltarlo, inginocchiato dietro la porta; alla donna fa piacere vedere l'amato prostrato a lei e si compiace di questo lamento.

- I poeti elegiaci si accostano al mito e in esso proiettano i loro sentimenti per sublimarli, trasformarli. Il mos maiorum viene preso come elemento paradigmatico a cui poter far riferimento. Catullo è un poeta di riferimento per gli elegiaci: si parla infatti di ozio non letterario quanto piuttosto un gioco romano. Tibullo, Properzio ed Ovidio sono gli elegiaci più famosi. Vediamo come il mito viene trasformato in lirica.

Viene utilizzato il distico elegiaco per avviare il discorso nel primo verso e concluderlo nel verso successivo.

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