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L’elegia di questo periodo è caratterizzata da una forma elegante e raffinata, dalla forte presenza di un carattere autobiografico e soggettivo e dall’argomento amoroso. Inoltre, caratteristica da sottolineare, i poeti di questo periodo sono fortemente influenzati dall’immagine del poeta della cultura ellenistica, infatti li possiamo classificare come colti e raffinati. Per scrivere un’elegia gli autori dovevano comunque attenersi a un canone linguistico ben preciso, che doveva essere conforme, linguisticamente e ntmaticamente, a come era stata presentata la letteratura latina fino a quel momento, seppur variando genere. Nell’elegia inoltre veniva molto spesso usato il mito, che serviva per contestualizzare in una dimensione universale l’esperienza autobiografica dell’autore e inoltre il lettore ritrovava spesso anche citazioni e allusioni ai modelli precedenti. Il tema amoroso che viene trattato nell’elegia ha varie e precise sfaccettature: l’amore come lo raccontano i poeti, viene presentato come un’esperienza totalizzante che è per lo più fonte di sofferenze. I poeti, parlando del rapporto con la loro amata, si presentano in un certo senso come dei “sottomessi”, per cui il rapporto amoroso non era alla pari e inoltre era considerato come un servitium, ovvero come una schiavitù (elemento totalmente anticonvenzionale e in totale contrasto con la storia di Roma e la politica del mos maiorum che Augusto stava promuovendo in quel momento, questo perché il ruolo dell’uomo cambiava totalmente e perché il legame fra i due amanti veniva presentato come quasi un vero e proprio matrimonio quando invece non lo era minimamente).

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