Pro Murena è un orazione giudiziaria che è stata pronunciata in tribunale. Lucio Licinio Murena è stato accusato di corruzione e sta contro Servo Rufo, che aveva il sostegno di Catone il Censore, futuro Uticense. In questa è espresso il concetto di humanitas, sostenendo che il cittadino deve seguire il mos maiorum ma si deve anche dedicare all’otium. Questo concetto è espresso in questa orazione poiché Catone l’Uticense è un amante della letteratura storica, che prevedeva un fortissimo rigore civile. L’humanitas è posta in contrapposizione all’intransigenza ed al rigore storico, in questo modo Cicerone propone uno stile di vita più libero.
Dopo la condanna a morte contro i Catilinari la figura di Cicerone si indebolisce, anche per la legge di Clodio. Tra l’altro Cicerone non è sostenuto dal senato perché appartiene al ceto equestre, quindi va in esilio.
Pro Sestio Cicerone difende Sestio, quindi in questa orazione esprime un nuovo progetto politico che supera il concordia ordinum, infatti elabora il consensus omnium bonorum, che prevede una nuova categoria sociale, trasversale: i boni, cittadini di qualsiasi classe che si impegnano per lo stato; Cicerone afferma che loro si devono far guidare da un politico influente, dimostrando così l’esigenza di una persona autorevole dovuta alla contemporanea anarchia romana.

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