Nel difendere un tribuno accusato da Clodio di atti di violenza, Cicerone espose la concordia dei ceti abbienti "concordia ordinum", intesa tra il ceto senatorio ed equestre, ma rivelatasi fallimentare, Cicerone ne dilata il concetto in "consensus omnium bonorum", concordia tra tutte le persone agiate e possidenti, amanti dell’ordine pubblico. I buoni non devono dedicarsi ai loro interessi privati, ma fornire sostegno attivo agli uomini politici. Il progetto di concordia dei ceti abbienti fu un tentativo di superare la lotta tra fazioni politiche romane.
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