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Tacito

Nato nella Gallia Nabornense da una famiglia senatoria o equestre tra il 56 e il 58 d.c.
Circa nel 97 finisce la tirannide di Domiziano e subentra la felicitas temporum di Nerva e Traiano. In questo periodo approfitta della libertà di pensiero per scrivere l'Agricola

Il pensiero e la storiografia
- Pessimismo: per Tacito la storia è caratterizzata dalla smania di dominare, e la sua esperienza era negativamente influenzata dalla tirannide di Domiziano e dalla sfiducia nell'intera dinastia dei Giulio-Claudi.
- L'analisi storiografica di Tacito analizza il comportamento umano sine ira et sine studio, cioè senza rancore né favore, anche se certi avvenimenti sono deformati (come la negatività di Domiziano).

- Rappresenta i grandi personaggi in modo moralistico - ritratto psicologico: esamina le scelte e le azioni.
- Storiografia pragmatica = conoscenza degli eventi attraverso la ricostruzione delle cause che li hanno determinati.
- Tutto è visto in una prospettiva politica, infatti il punto di vista è quello del senato, quindi contrario al principato. Per Tacito la libertas era essenzialmente libertà del senato, quindi di esercitare libera espressione e di non rischiare quotidianamente la vita come sotto Nerone e Domiziano.
- Come fonti usa: gli atti ufficiali del senato, notizie circolanti per tradizione orale e autori del I secolo.

Lingua e stile
Soprattutto nelle Historiae sono presenti:
- la variatio: cambio di costrutto;
- l'inconcinnitas: (asimmetria) accostando espressioni sintatticamente diverse;
- la brevitas: ottenuta grazie alle ellissi di nomi, pronomi e verbi;
- la gravitas: registro lessicale elevato.
L'effetto di'insieme è quello di una prosa asimmetrica, le cui irregolarità vogliono riprodurre la disarmonia degli eventi storici.

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