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Quintiliano: oratoria e politica

- Oratoria e Politica procedono su due binari diversi: il retore non poteva non parlare di politica, se voleva docere non doveva contrastare la figura dell’imperatore. All’epoca di Cicerone era impossibile separare oratoria e politica; per Quintiliano non è necessario parlare di politica non comprendendo così che durante il periodo di Cicerone era possibile dare un contenuto alla retorica con la politica.

- L'orgoglio di essere oratore lo porta ad affermare l'inferiorità della filosofia rispetto alla retorica. Quintiliano riteneva fosse importante persuadere piuttosto che affascinare, ma nella sostanza non poteva farlo con la politica. Dibatte sulla funzione del retore, entrando in polemica con chi sosteneva che il ruolo del retore si era ridotto ad una sola funzione, quella del delectare.

- Elabora uno stile elegante, piacevole, attraente, scorrevole e accattivante; fa un uso moderato delle figure retoriche, senza eccedere. Adopera periodi meno ampi e uso di una sintassi regolare, nonostante ci siano dei passi dove è più variegata. Ci sono tratti di notevole incisività. Non si può fare a meno della fluency: la fluidità espressiva deve a priori essere posseduta dall'oratore, dimostrando così di aver fatto sua la conoscenza.

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