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Opera di argomento erotico e avventuroso, mista di prosa e versi, che ci sono pervenuti in forma incompleta: solo i libri XIV-XVI, che sono stati divisi in 141 capitoli.
E’ possibile analizzare il titolo in due modi diversi:
il termine satyri porterebbe a tradurre “libri di storie di satiri”: questi sono delle creature mitologiche che facevano parte della corte di Dioniso e che tradizionalmente erano protagonisti di avventure simili a quelle descritte nel testo; ma di essi non c’è traccia “fisica” nell’opera di Petronio e di conseguenza questa potrebbe essere niente più che un’allusione.
il termine latino satura, cioè satira intesa come genere letterario; questo genere si articolava in due diverse manifestazioni letterarie: la prima è quella, ad esempio, di Lucilio e Orazio dove si trova una critica rivolta principalmente ai vizi umani; poi vi è invece la satira menippea, sperimentata ad esempio da Seneca nell’Apokolokyntosis, che ha come caratteristica principale la presenza del prosimetro: i testi sono dunque scritti seguendo un’alternanza di prosa e versi.

Il Satyricon, insieme alle Metamorfosi di Apuleio, può essere considerato l’unico romanzo latino, nonostante questo genere letterario nasca solo nel 1600.
Viene però anche considerato una parodia del romanzo greco: troviamo infatti elementi di parodia dell’Odissea di Omero, come la presenza di una donna di nome Circe.
L’opera, inoltre, alterna momenti dal tono ironico e satirico ad altri dove aleggia una cupa angoscia per il tempo che passa e per l’incombere della morte.
Il personaggio principale del romanzo è un giovane studente di nome Encolpio che narra in prima persona le vicende e le avventure di un viaggio compiuto in compagnia di Gitone, un suo amante, e di Ascilto, suo rivale in amore.
Dei primi 14 libri è possibile giungere ad una trama sfruttando unicamente alcune ipotesi: probabilmente la narrazione inizia con la fuga da Marsiglia di Encolpio, il quale è perseguitato dall’ira del dio Priapo, e con il suo arrivo in Italia insieme a Gitone; i due incontrano poi una cortigiana di nome Trifena e suo marito Lica.
La parte pervenuta inizia in una Graeca urbs, dove Encolpio incontra Agamennone e si separa da Ascilto, a causa della loro rivalità in amore; prima passano al mercato per vendere un mantello rubato e ricevono in cambio una tunica piena di monete d’oro. Tornati nella locanda dove alloggiano incontrano la sacerdotessa Quartilla.
Quando riescono a fuggire da esse, i tre giovani seguono Agamennone a casa di Trimalchione: egli è il protagonista della parte più nota del romanzo, ovvero la Cena Trimalchionis. Dopo la cena, la serata si conclude con la prova del funerale del padrone di casa: il frastuono generato causa però l’arrivo dei pompieri e i giovani fanno ritorno alla locanda.
Vi è una litigata fra Encolpio e Ascilto per Gitone, il quale sceglie Ascilto.
Encolpio, afflitto dal dolore, si reca in una pinacoteca ed incontra Eumolpo, un anziano poeta di scarso successo. I due iniziano a dialogare ed il giovane ascolta i racconti del poeta, ma questi non sono graditi agli altri ospiti del luogo che li costringono alla fuga prendendoli a sassate.
Ascilto non compare più nel romanzo, poichè sostituito da Eumolpo.
I due fanno ritorno alla locanda, si incontrano con Gitone e si imbarcano su una nave, decisi a lasciare la città: salgono su una nave che si rivela essere quella di Lica, in viaggio con la moglie Trifena. Dopo lo scompiglio generale, Eumolpo calma gli animi dei presenti e viene imbandito un banchetto.
La nave però naufraga a causa di una tempesta: Lica muore, mentre i tre protagonisti riescono a raggiungere una spiaggia. Incontrano un contadino, il quale li informa che si trovano vicino a Crotone.
Giungono in città sotto mentite spoglie: Eumolpo si finge un vecchio possidente senza figli e i due giovani si fingono suoi schiavi.
Una matrona di nome Circe, abitante di Crotone, si innamora di Encolpio; Eumolpo, invece, temendo di essere smascherato, impone la condizione che dopo la sua morte i suoi eredi si cibino del suo cadavere.
Il testo si interrompe con il discorso di un abitante di Crotone che dichiara di aver accettato le condizioni poste da Eumolpo.

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