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Marziale

Marziale divenne celebre dedicandosi al solo genere letterario dell’epigramma e proprio con Marziale l’epigramma si specializzò nel senso della satira mordace e della presa in giro aggressiva.
Marziale è prezioso soprattutto per il suo realismo che rende i suoi scritti un importante testimonianza della vita nella Roma imperiale
Marziale nacque nella spagna aragonese il 1 marzo tra il 38 e il 41 d.C , grazie all’appoggio di un'altra famiglia spagnola, quella di Seneca a Roma nel 64 venne introdotto negli ambienti della buona società e in quelli dell’opposizione senatoria.
Nel 80 compose una raccolta di epigrammi per celebrare l’inaugurazione dell’anfiteatro flavio (Colosseo). In seguito alla grande fama che ottenne ricoprì molte cariche onorifiche.
Marziale ebbe un rapporto inquieto con Roma: decise nel 87 di trasferirsi in Emilia, per poi ritornare a Roma. Nel 98 grazie all’aiuto di Plinio il giovane tornò in spagna, ma si pentì subito.

Corpus degli epigrammi

Di Marziale ci resta una raccolta di Epigrammi distribuiti in 12 libri e che trattano di argomento vario. Precedente a questa nel 80 Marziale compose il Liber de spectaculis in occasione dell’inaugurazione del Colosseo, seguono altri due libri Xenia che sono bravissimi biglietti di accompagnamento di doni fatti in occasione delle Saturnali e Apophoreta che è una raccolta di biglietti di accompagnamento di omaggi offerti ai commensali dei banchetti
Libro I Liber de spectaculis--- Inaugurazione Colosseo 80 d.C
Libri II-XIII Epigrammi--- Argomento vario 86-102 d.C
Libro XIII Xenia--- Doni saturnali 84-85 d.C
Libro XIV Apophoreta--- Omaggi ai commensali 84-85 d.C
Marziale ha distribuito i carmi prestando attenzione al loro metro e all’estensione.
I metri sono vari : distico elegiaco, falecio e scazonte e varie sono anche le dimensioni

Scelta del genere

La cultura letteraria nell’età dei Flavi vide il recupero dell’epica e parallelamente la diffusione dell’epigramma, considerato il genere più umile di tutti.
Marziale fa dell’epigramma l’unica forma della sua poesia poiché lo ritiene lo strumento migliore per essere modellato a seconda delle vari aspetti della vita reale. Marziale rivendica come tratto qualificante della sua poesia il realismo e l’aderenza alla vita concreta, lontana dalle vicende mitologiche dell’epica.
L’epigramma coniuga pratica e divertimento letterario, e la rivalutazione di Marziale conferisce grande importanza al genere satirico. Marziale osserva la realtà con uno sguardo deformante che ne accentua i tratti grotteschi e li riconduce a categorie ricorrenti. I personaggi sono focalizzati isolandoli dal contesto reale. L’atteggiamento del poeta è quello di un osservatore distaccato che non esprime alcun giudizio morale

Satira e arguzia

I temi di Marziale investono l’intera esperienza umana: epigramma funerario, vicende personali del poeta, costume sociale del tempo.
Marziale continuando il processo letterario iniziato da Lucillio, che aveva impiegato personaggi con vistosi difetti fisici, sviluppa l’aspetto comico-satirico. Da Lucillio Marziale mutua la tecnica del fulmen in clausura: una battuta che chiude in modo brillante un breve giro di pensiero.
Le forme compositive sono svariate , ma riconducono ad una modalità ricorrente: una prima parte in cui si descrive la situazione e che genera tensione d’attesa e una parte finale con effetto bruscamente sorprendente.

Lo stile


Marziale utilizza un linguaggio e uno stile aperti alla vivacità dei temi colloquiali e alla ricchezza del lessico quotidiano. Accanto ai temi della realtà umile e ordinaria, l’autore ne introduce altri volutamente osceni. L’oscenità è un aspetto rilevante nella sua poesia che l’autore sente di giustificare sottolineando la distinzione tra atre e vita. Lo stile di Marziale talvolta si presenta come di maggiore eleganza e ricercatezza, è il caso questo dei suoi epigrammi celebrativi da cui traspare il linguaggio degli ambienti di corte

Testi

Medico o becchino fa lo stesso

I medici non godevano di una buona fama nell’antica roma tanto che Marziale paragona il lavoro del medico Diaulo a quello di un becchino

L’imitatore

Marziale si rivolge ad un suo imitatore di nome Tucca colpevole di aver sperimentato ogni genere letterario e proprio in questo risiede la chiave comica dell’epigramma “ Non omnia possumus omnes” il componimento si conclude con la finta modestia di marziale che definisce l’epigramma come poco pregevole e chiede a Tucca di scegliere quale genere non praticare.
Nei primi sei versi le azioni di Marziale e le risposte di Tucca sono espresse con calma, ma nei versi successivi le azioni e le risposte sono contenute in un solo verso --> velocità.
I diversi generi letterari sono disposti a climax dal più solenne (epica) al più umile (epigramma)

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