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Marizle

Le notizie sulla vita di Marziale ci sono fornite in gran parte da Plinio il Giovane e dalle sue stesse opere, in cui spesso parla di sé. Nacque in Spagna, dove visse la sua adolescenza portando a termine i suoi studi di retorica, influenzato profondamente dall’ambiente semplice e rustico, che lo portò ad avere un carattere sempre alla ricerca della tranquillità. Si trasferì poi a Roma, entrando in contatto con Seneca e, annoiato dal suo lavoro, decise di dedicarsi alla produzione poetica, vivendo, però, in condizioni stentate, mancandogli un lavoro per sostenersi. Conobbe ben presto gli esponenti più importanti della vita imperiale, cosa che lo spinse a credere di poter ricevere molti favori e vantaggi, ma ciò non avvenne. Riuscì a diventare, nonostante tutto, molto famoso nell’ambiente romano e a migliorare la sua condizione economica. Dopo la morte di Domiziano, l’ambiente cambia, avendo un clima di restaurazione morale. Qui, i componimenti di Marziale non saranno più molto graditi e, così, l’autore fu costretto a tornarsene in patria, dove visse nell’otium, e dove morì.

Marziale fu autore di 12 libri di Epigrammi, componimenti brevi di argomento vario e privi di uno schema metrico rigido. Marziale andò contro la tendenza dei poeti dell’epoca, tutti intenzionati a scrivere poemi epici perché molto apprezzati dall’ambiente della corte imperiale, sostenendo che fosse più utile occuparsi di testi che avessero al centro la vita e l’uomo, anziché i miti.

Si incontrano, nella sua produzione, epigrammi di argomento politico ed adulatorio, in cui avviene l’adulazione del potere politico per guadagnare denaro; di contenuto letterario e polemico; di argomento satirico ed umoristico, la sezione più copiosa della sua produzione, in cui si ironizza sulla moltitudine di personaggi bizzarri presenti nell’ambiente di Roma, anche se, nonostante le caricature con cui venivano descritti, Marziale fu in grado di rappresentare un mondo di uomini autentico, come mai nessun poeta era riuscito prima di lui. In quest’ultima categoria di epigrammi, Marziale utilizza ogni mezzo possibile per suscitare il riso, ricorrendo, soprattutto alla battuta a sorpresa, che crea anche un certo livello di suspense.

Ma la sua produzione non si limita soltanto a questo. Infatti, è possibile vedere in alcuni epigrammi la sua capacità di avvertire sentimenti teneri, o di incantarsi davanti agli straordinari spettacoli della natura.
Lui considera la campagna come un ambiente rozzo ma ancora primitivo, in contrapposizione allo sfarzo e al lusso della città di Roma.

Come si vede nel suo “Liber”, scritto in occasione dei giochi organizzati da Tito nel Colosseo, Marziale è dotato di una straordinaria capacità descrittiva, caratterizzata dalla brevitas e da una forte incisività.

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