MARZIALE

Le notizie sulla vita di Marziale si ricavano dalla sua opera, nato in Spagna, si trasferì a Roma cercando protezione presso patroni e mecenati; pubblicò una raccolta di epigrammi per l’inaugurazione del Colosseo, in cui elogia Tito, Domiziano, Nerva, e Traiano. Lasciò Roma per tornare in Spagna, il viaggio fu finanziato dall’amico Plinio il Giovane, quindi non aveva una sicurezza economica.
La sua poetica è incentrata sul vero, infatti rifiuta la mitologia, falsa, poiché vuole rappresentare il vero, la quotidianità, e specialmente i mores, i comportamenti umani, proprio come Persio, ma si differenzia da quest’ultimo proprio perché non si propone di correggere i mores, bensì di divertire e intrattenere. Rifiuta l’attacco personale, infatti rinuncia all’aggressione a personaggi precisi, e, come Persio, non volendo danneggiare nessuno dirige i suoi attacchi contro la colpa piuttosto che contro il colpevole. Rivendica il diritto di parlar chiaro, per questo motivo utilizza termini volgari e osceni, per garantire l’immediatezza espressiva, rifiutando il linguaggio aulico e artificioso.

Le opere principali sono:
• Liber de spectaculis: trentina di carmi dedicati ai giochi che inaugurarono il Colosseo, sono una poesia di occasione, si sofferma sulla grandiosità e sull’intrattenimento dei giochi del circo di Roma, dovuti all’imperatore.
Xenia e Apophoreta invece sono collegate alla festa dei Saturnali, durante la quale i Romani amano scambiarsi doni, i componimenti si presentano come biglietti per accompagnare i regali, quindi poesie di occasione e di consumo.
• Xenia: 127 epigrammi, tutti proemiali costituiti da un solo distico, tranne tre. Tratta di doni di cibi e bevande.
• Apophoreta: Biglietti che accompagnano regali estratti a sorte tra i convitati durante i banchetti dei Saturnali. 223 epigrammi che trattano di vari doni, animali, libri..
• Epigrammata: Opera più matura, 12 libri di Epigrammi in cui privilegia una poesia legata alla realtà. Riprende molto Catullo in quanto anch’egli aveva interpretato i casi della vita quotidiana in modo giocoso, inoltre riprende la sua aggressività vivace, anche se, a differenza di Catullo, non la usa per l’attacco personale. Si rifà a Catullo per quanto riguarda anche la varietà di metri, infatti usa il distico elegiaco, endecasillabi faleci, trimetri giambici, e altri metri; Inserisce elementi comici nella parte finale del carme, con una battuta inaspettata. Inserisce questa battuta dopo un dialogo tra la voce recitante e un incredulo interlocutore. Per quanto riguarda la tematica della vita quotidiana che occupa almeno la metà dell’opera, non è trattata da Marziale obbiettivamente, bensì viene reinterpretata in modo spiritoso con iperboli, e paradossi, sono componimenti solitamente brevi, ma spesso ricorre anche a quelli più estesi, insistendo volentieri sugli aspetti miseri e ripugnanti di persone e oggetti, e su tematiche sessuali trattate con oscenità, e talvolta con finezza. Il tono è satirico, mordace, indirizzato verso alcuni tipi di uomini. L’atteggiamento comico su situazioni e usi romani è molto originale, come per esempio nell’epigramma del XII libro viene deriso un certo Menogene che loda un personaggio per ricevere un invito a cena.

Oltre al filone comico realistico troviamo:
o Carmi celebrativi ed encomiastici rivolti ad amici o altre persone.
o Epigrammi funerari.
o Carmi descrittivi di luoghi o oggetti, accanto a cui ci sono rievocazioni di fatti d’attualità, o di casi curiosi con incidenti mortali.
o Vena erotica, in cui l’amore è visto come desiderio fisico e non passionale.
o Epigrammi di riflessione dove il poeta inserisce le proprie idee, dove rievoca il giusto mezzo oraziano, metriotes, e il tema della campagna, contrapposta alla città corrotta, da qui elogia il suo luogo di nascita Bilbili da cui tuttavia viene deluso poiché sente nostalgia della città sovrana.
o Argomenti letterari, polemiche contro i critici.
Essendo molteplici i filoni sono molteplici anche le forme e i livelli stilistici, ad esempio, nei componimenti encomiastici è presente la mitologia, quasi assente invece negli epigrammi comico-realistici, dove avviene la battuta finale, che invece è assente in quelli funerari..
Un carattere sempre costante è invece il dialogo tra il poeta e un interlocutore, il linguaggio inoltre è caratterizzato da Colloquialismi, grecismi, volgarismi e termini tecnici.

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