Marziale

Sulla vita di Marco Valerio Marziale abbiano notizie di Plinio il Giovane (Epistola 3) e sulla produzione letteraria del poeta stesso. Nacque a Bilbilis in Spagna (38/41 d.C.) completando gli studi di retorica nel contentus vivere parvo di questo paese idilliaco. Si trasferì a Roma per esercitare la professione di avvocato ed entrò in rapporto con Seneca, ma presto si orientò verso la poesia, iniziando la vita da cliens offrendo compagnia ai potenti in cambio della sportula, dono in cibo o denaro. Cominciò ad avere successo quando. nell’80 d.C., Tito inaugurò l’anfiteatro Flavio (Colosseo) e lui compose il Liber de spectaculis, dedicato al principe. Dell'opera ci sono giunti solo 33 epigrammi dove sono descritti i giochi. Marziale venne apprezzato dall’imperatore, che infatti gli attribuì lo ius trium liberorum, cioè il privilegio per coloro che possedevano tre figli di godere di qualche beneficio economico, anche se il poeta non aveva figli. In seguito fu nominato Tribunus militum ed entrò nell’ordine equestre. Durante la celebrazione dei Saturnalia (festa simile al carnevale) pubblicò degli epigrammi chiamati Xenia: c'era infatti l’usanza di invitare gli amici a pranzo e si inviavano doni con dei biglietti a chi non poteva venire, gli xenia per l'appunto. Nello stesso anno compose un libro di Apophoreta, dediche per i convitati. Di Marziale ci sono pervenuti 15 libri di epigrammi in tutto. Gli venne regalata una villa a Biblis e tornò a vivere nel suo paese natale, ma rimpianse Roma. Infine si dichiarò comunque contento di vivere lì e morì nel 104 d.C.
Gli epigrammi

Marziale fu autore di 12 libri di epigrammi, componimenti brevi di argomento vario che ponevano al centro la vita quotidiana e l’uomo. Infatti, criticava i poemi epici e i loro miti a suo parere inutili. L’epigramma ebbe origine nel mondo greco col significato di “scrittura sopra”: aveva carattere funerario o votivo(del voto) e costituiva il testo delle iscrizioni sulle tombe e sugli oggetti. In seguito durante l'ellenismo in Grecia e presso i poetae novi a Roma diviene un genere leggero adatto a cantare nugae (temi amorosi, passionale e sentimentali). Poeti epigrammatici famosi sono Catullo, Calvo e infine Marso il quale scrisse epigrammi contro i denigratori di Virgilio.
Durante l’età dei flavi era molto apprezzato il genere epico, ma Marziale utilizzò gli epigrammi, in cui sono presenti diversi argomenti e più leggeri. I principali temi dell'epigramma di Marziale sono l'argomento politico e adulatorio(I), l'argomento letterario e polemico (IV e V), l'argomento satirico ed umoristico. Marziale polemizza spesso contro coloro che ai suoi versi preferiscono quelli gonfi e ricchi di miti, e scherza sulla professione del poeta che è meno remunerativa rispetto a quella del flautista. Nei suoi epigrammi emergono i vizi e i difetti della società romana, tramite la rappresentazione di personaggi alterati nella fisionomia e chiamati con pseudonimi. C’è da chiarire che lui non prende di mira il personaggio in sè, ma quello che rappresenta.
Gli epigrammi, pur essendo una produzione satirica ed umoristica, possono affrontare tematiche delicate, scoprendo un poeta affascinato dalla natura e rattristato dalla morte dei fanciulli. Marziale predilige la serenità agreste, la campagna, ambiente rozzo ma sano, in cui c’è qualcosa di primitivo che si contrappone al lusso della città di Roma. Quindi non è un locus amoenus, ma un luogo reale che si contrappone alla città.
Negli epigrammi satirici l’autore utilizza qualsiasi mezzo per scatenare il riso e predilige la tecnica della battuta a sorpresa o aprosdoketon, che conferisce agli epigrammi una certa suspense.
Il significato della poesia di Marziale è quello di fermare un particolare significativo, analizzare la realtà del suo tempo, senza però riuscire ad essere verista fino in fondo.
Marziale condanna il poema epico basato su miti e argomenti inverosimili che non sono utili all’uomo, ed esalta l’epigramma in cui la vita umana è il principale argomento. Il dedicatario di questo epigramma è Mamurra che si ostina a leggere Callimaco (caposcuola poesia ellenistica) e i suoi Aitia.
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