saracut di saracut
Eliminato 658 punti

Marziale

L'opera di Marziale è completamente dedicata all'epigramma, genere caratterizzato quasi esclusivamente dalla sinteticità dei componimenti, già ampiamente utilizzato nella letteratura greca ed ellenistica e nella letteratura latina da Catullo, che nelle sue nugae variava gli argomenti dall'amore allo scherno osceno.
Marziale mantiene la molteplicità dei filoni ma con una profonda innovazione: rinnova il genere con una evidente autenticità derivata dalla sua adesione alla realtà quotidiana e ai mores degli uomini.

Le notizie sulla sua vita si ricavano quasi esclusivamente dalla sua opera: probabilmente nacque in Spagna, a Bilbili, intorno al 40 d.C. Trasferitosi a Roma nel 64, visse in questa città attraverso l'attività poetica, cercando il consenso, l'appoggio economico e la protezione di padroni e mecenati: nella sua opera si presenta spesso nella condizione di "cliente", ruolo del tutto normale per un letterato di posizione sociale non elevata.

I testi più antichi risalgono all'80 quando Marziale scrisse una raccolta di epigrammi per l'inaugurazione dell'Anfiteatro Flavio.
Nel 98 il poeta lasciò definitivamente Roma, per tornare nel suo paese natale, dove una ricca signora, Marcella, gli donò una tenuta, dove poté finalmente vivere sereno e lontano dalle preoccupazioni cittadine. Infine, vi morì intorno al 102-104.

L'opera di Marziale comprende complessivamente 15 libri di epigrammi, composti secondo ordine cronologico. Ripudiata la mitologia in quanto truculenta, inverosimile e falsa, Marziale sostiene la necessità di una poesia radicata nella realtà quotidiana ed incentrata sull'essere umano.
L'obiettivo del poeta è quello di trattare con arguzia vivace i costumi dei suoi contemporanei.

È dunque inevitabile un confronto con la satira (-> Persio): entrambi hanno scelto come materia i mores e, come il satirico inoltre, Marziale preferisce rivolgere i proprio attacchi contro la culpa piuttosto che contro i colpevoli: si propone infatti di "risparmiare le persone e di parlare dei vizi".
Ma, mentre Persio si era riproposto di correggere i comportamenti corrotti dell'umanità, questo elemento è totalmente estraneo a Marziale, che esclude qualsiasi funzione moralistica dalla sua poesia, destinata invece all'intrattenimento del lettore.
Marziale ammette anche una disinvolta propensione verso contenuti spesso volgari ed osceni.

L'autore rivendica il diritto di "parlare chiaro" seguendo una "licenziosa schiettezza di parola" senza escludere l'uso di termini volgari e osceni, che garantiscono l'immediatezza espressiva sancita dalla consuetudine del genere epigrammatico.

Le prime raccolte --> relativamente semplici ed artisticamente monotone.
Il Liber de spectatulis comprende una trentina di canti dedicati ai giochi dell'80 di inaugurazione del Colosseo. La vita a Roma viene colta in un unico ma fondamentale aspetto: quello del divertimento generale. Oltre al motivo adulatorio, che non manca quasi mai nelle sue opere, è notevole la volontà di lavorare sugli eventi, cogliendone gli aspetti più strani ed inconsueti.

Di registro ancora minore risultano le raccolte degli Xenia e degli Apophoreta, entrambe collegate alla festa dei Saturnali, dal 17 al 23 dicembre, durante la quale i Romani si scambiavano regali.
Gli Xenia si riferiscono a doni di cibo e di bevande mentre gli Apophoreta agli oggetti letteralmente da "portare via". L'attenzione si rivolge ai singoli oggetti, presentati nelle loro caratteristiche, nella loro destinazione e nel loro uso, in una sorta di inventario vivace e spiritoso delle cose della vita.

Gli Epigrammata - l'opera matura
L'opera più matura è composta da dodici libri nei quali Marziale affronta il mondo dell'epigrammatica in tutta la ricchezza e complessità. Il genere permette di spaziare dall'ambito funebre, alla sfera erotica, dall'elogio alla derisione. Marziale preferisce comunque una materia legata alla realtà.
Il modello è quello catulliano dal quale Marziale riprende la vivace aggressività, rinunciando però all'attacco personale caro invece a Catullo.
Marziale inoltre riprende la tradizione ellenistica, caratterizzata dalla tendenza a concentrare gli elementi comici nella parte finale dei componenti, conclusi da una battuta per lo più inaspettata. Quindi, di conseguenza, la struttura dei carmi pare bipartita, divisa cioè in due momenti: il primo di attesa e il secondo di conclusione.

Il fulmen in clausula --> l'affermazione finale giunge imprevista e fulminante; questo è uno schema diffuso in Marziale che però non ritorna in tutti gli epigrammi che, anzi, mostrano una grandissima varietà di soluzioni: è dunque più corretto affermare che la sorpresa finale ("la punta" epigrammatica) è una tecnica usata per animare e sostenere la poesia.

Enumerazioni --> (o cataloghi) che accentuano spiritosamente le caratteristiche di un personaggio o di una situazione, smentendole poi talora con un'improvvisa battuta finale.

La tematica relativa alla vita quotidiana è svolta in circa metà del numero degli epigrammi: si tratta di componimenti piuttosto brevi ma talvolta abbastanza estesi (51 versi). In essi il reale non viene rappresentato obiettivamente ma viene reinterpretato in modo brillante e spiritoso.
Come materia privilegiata viene assunta l'esperienza quotidiana ai suoi livelli più semplici e bassi (come il mangiare e il bere). L'epigrammista insiste volentieri sugli aspetti bruti, miseri, ripugnanti di persone od oggetti, trattati con franca ed ostentata oscenità ma anche con spirito più fine.

Altrettanto caratteristici sono i componimenti dotati di una carica aggressiva, con tono mordace, beffardo e satirico. Essi prendono di mira categorie e tipi umani, come per esempio i medici. Il poeta deride dunque situazioni, circostanze, abitudini e manie tipiche dei Romani. Acquista anche notevole spicco la situazione della clientela, che il poeta inserisce nei suoi versi, facendo assumere per la prima volta rilievo letterario a motivi che saranno poi ripresi nel tempo.

carmi celebrativi --> rivolti ad amici, persone in generale (giovani ragazzi, fanciulli, artisti, gladiatori) ma anche personaggi potenti e principi del tempo, da Tito a Traiano;
epigrammi funebri --> l'autore rivive e rielabora in modo personale l'eredità della tradizione;
epigrammi descrittivi --> tratteggiano vivacemente luoghi o oggetti come ville, edifici, opere d'arte;
il tema amoroso --> la vena erotica è ben rappresentata da un certo numero di carmi, in cui l'amore è sentito non come passione profonda ma come desiderio fisico.

Riflessioni personali e spunti autobiografici
argomenti letterari --> il poeta svolge spunti di poetica ma dà ampio spazio anche alle polemiche contro critici e alle riflessioni sulla situazioni del letterato.

La varietà di stili comporta, di conseguenza una grande varietà anche nelle scelte linguistiche: i toni di conseguenza varieranno in base all'argomento trattato. Straordinario uso delle parole e delle figure retoriche.

Hai bisogno di aiuto in L'età imperiale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email