Video appunto: Marziale, Marco Valerio - Caratteristiche generali

Vita ed opere di Marziale



Nasce in Spagna all'incirca nel 38 d.C. ma si trasferisce ben presto a Roma dove si appoggia alla famiglia di Seneca entrando così in contatto con l'opposizione senatoria. Qui conduce una vita modesta e inizia a riscuotere successo con la pubblicazione dei propri epigrammi, ricavandone però benefici economici per nulla stabili.
Infastidito dalla vita cittadina ritorna, grazie all'aiuto di Plinio il Giovane, nel proprio paese d'origine, dove trova la pace agognata ma dove rimpiange anche l'ambiente meno rozzo e più raffinato della capitale GLI EPIGRAMMI: Marziale pratica un solo genere letterario ossia l'epigramma, una poesia inizialmente utilizzata con funzione commemorativa e per impieghi concreti (ad esempio quelli funebri o quelli riportati sugli oggetti) ma che aveva poi ampliato la propria gamma tematica dicendo componimenti adatto alla poesia d'occasione, ed in particolare in epigrammi satirici.

Il genere



Marziale decide di praticare come unico genere l'epigramma, nonostante fosse considerato il più umile di tutti soprattutto poiché era l'epoca del recupero dell'epica, in quanto ne apprezza la duttilità e la grande capacità di aderire al reale, a differenza del genere illustri che per via dei loro contenuti mitologici abusati e dei loro toni seriosi erano lontani dalla realtà e privi di qualsiasi utilità, permettendo così di conciliare fruibilità pratica, divertimento letterario e rappresentazione delle contraddizioni della contemporaneità.

Struttura



Il corpus degli epigrammi di Marziale, di grande importanza storica poiché costituiscono dei ritratti della città quotidiana della Roma del tempo, è suddiviso, secondo un criterio basato sulla ricerca dell'equilibrio nei metri e nell'estensione e sull'evitare la ripetitività, in 14 libri: 1) epigrammi per celebrare l'inaugurazione del Colosseo 2-13) argomenti vari 14) biglietti che accompagnavano i doni fatti in occasione dei Saturnali 15) biglietti che accompagnavano dono e omaggi fatti ai commensali durante i banchetti o in occasione di altre feste.

Gli epigrammi satirici o scommatici



Si tratta di una serie di epigrammi di presa in giro e di derisione di tutte le classi sociali in cui i singoli personaggi vengono rappresentati attraverso la deformazione e il grottesco: Marziale ne isola i tratti caratteristici, riconducendoli così a tipologie ricorrenti (una tendenza già presente nella tradizione con lo scopo di evitare rischiosi attacchi a specifici individui), permettendo così di focalizzarsi meglio su determinati aspetto grazie all'eliminazione del contesto reale in cui vivono. Pur decidendoli l'atteggiamento dell'autore è privo di qualsiasi indignatio ed è anzi distaccato e privo di qualsiasi giudizio morale o condanna. Il principale modello è Lucillio come mostra l'utilizzo della brevità, dell'arguzia e della battuta finale.

Altri temi



Oltre agli epigrammi scommatici Marziale scrive anche epigrammi di cortesia, di costume e alla moda (utili perché forniscono un ritratto della società del tempo) riguardanti le proprie vicende personali, il costume sociale del tempo, celebrativi, funebri (in cui, poiché si rifanno alle convenzioni più classiche dell'epigramma, vengono riprese le regole tradizionali del genere), epidittici e di genere letterari che diventano strumento di polemica letteraria in quanto vi espone la propria visione nei confronti della poesia contemporanea, vecchia e inutile, giustifica la propria scelta del genere, attacca chi lo imita, critica l'uso delle recitationes, parla dei libri (intesi come oggetti) e si lamenta del potere che non mantiene i poeti ma solamente i poetastri e gli adulatori.

Lo stile



La scelta dell'epigramma comporta anche il dover impiegare metri e estensioni varie nonché un linguaggio e uno stile conformi alla varietà delle tematiche trattate, e che sappia quindi da una parte adattarsi alla vivacità e alla colloquialità del lessico quotidiano attraverso termini umili e ordinari e dall'altra far uso di un registro più elegante e ricercato (in particolare questi ultimi sono di grande importanza in quanto costituiscono un importante documento del linguaggio in uso negli ambienti di corte).

Forma compositiva.
La modalità ricorrente adottata da Marziale prevede una prima parte, in cui viene descritta la situazione e il personaggio e che, essendo in funzione della parte finale, ha la funzione di generare nel lettore una tensione di attesa; una parte finale in cui tale tensione si scarica in un paradosso inatteso ossia il fulmen in clausula, una tecnica già messa a punto da Lucillio che prevedeva di concentrare l'arguzia nella chiusa finendo così in maniera brillante l'epigramma ribaltando all'ultimo in modo inaspettato la situazione.