Marziale: cenni sulla vita

Marziale era un cliens: il cliente, ovvero un uomo che pur godendo della libertà , per necessità economiche si metteva al servizio di un potente, il patrono. Quello del cliens è un ruolo che si trova già all'epoca di Romolo, ma prima era inerente alla sfera giuridica (clientela fra patrizi e plebei in età arcaica), in età imperiale diviene un rapporto sociale. I clienti, dovevano omaggiare il proprio patrono, per esempio la schiera di clienti al mattino doveva fare la salutatio mattutina, e doveva indossare una toga apposita (il patrono con più clienti era quello più in vista della città); in cambio dell'ossequio, il patrono dava al cliens la sportularia (o sfortularia?) (un piccolo vitalizio che era pochissimo) oppure la sportula, che comprendeva anche le vettovaglie. Le notizie biografiche che abbiamo ci vengono dagli epigrammi:
Marziale era originario della Spagna (di Bilbilis), nasce tra il 38 e il 41 a.C. (non si ha una data precisa). La famiglia doveva essere di condizioni abbastanza agiate perché M. poté permettersi un'ottima istruzione. Nel 64 va a Roma perché sperava di ricevere aiuto dai suoi amici spagnoli, in primo luogo da Seneca, per inserirsi nelle dinamiche dell'alta società (ma non fa in tempo perché poco dopo Seneca morirà, coinvolto nella congiura pisoniana).

Non si sa molto della sua vita fra il 65 e il 70 d.C., sappiamo che vivrà a Roma e forse avrebbe potuto esercitare il mestiere di avvocato, ma non gli piace come mestiere e preferisce fare il cliens, che gli permetteva di dedicarsi alla letteratura. Decide di entrare nei salotti dei ricchi e per ricompensarli inizia a scrivergli epigrammi. L'opera di Marziale si divide in 14 libri di epigrammi:
1 libro: liber de spectaculis: pubblicato nel 80 d.c. Per l'inaugurazione del Colosseo (anfiteatro flavio). Poi abbiamo 12 libri di epigrammi senza un titolo.
13 libro: xenia: doni per gli stranieri → ospiti (tipo i baci) messaggi allegati ai regali per gli ospiti importanti.
14: apoforeta: cose da portare via.
Sono pubblicati dall'86 a 98 quindi quasi un libro all'anno (perché voleva ricavarne prfitti; in realtà durante il suo soggiorno a Roma non riuscirà mai a migliorare la sua condizione economica, perché non esistevano i diritti d'autore). Poi l'1 il 13 e il 14 vengono scritti prima di questi dodici però poi nel coordianmento del corpus prendono questa disposizione.
Vista la sua condizione economica (e anche perché era profondamente insoddisfatto dalla società romana) difficile decide di tornare in Spagna. Comunque anche quando torna a Bibilis è insofferente, e si annoia, infatti poi la sua vena artistica si esaurirà. Non sappiamo neanche di preciso la data di morte.

Caratteristiche stilistiche

esigenza di realismo: viene fotografata oggettivamente la realtà della Roma contemporanea. Questo ha delle conseguenze:
assenza di moralismo
pura osservazione della realtà, senza un giudizio morale o etico. (osservazione della realtà con l'occhio della satira)
il suo motto era “parcere personis, dicere devitis”
varietas tematica: eterogeneità dei temi (vicende personali insieme a polemica letteraria o politica, descrizione della decadenza della società contemporanea; a volte i temi virano sulla licenziosità, però marziale diceva: se la pagina è lasciva il poeta è onesto, ovvero gli epigrammi un po' osceni e licenziosi rientrano nel cliché letterario).
Non tratta mai l'amore, ma viene sostituito dall'erotismo.
Prevalenza dello spirito comico e realistico.
Gli epigrammi di Marz. Hanno più o meno tutti la stessa struttura: nella 1° parte vengono condensate tutte le informazioni, non c'è apparentemente comicità. L'ultima battuta rivela la p.te satirica e comica. La tecnica di condensare tutta la vis comica nell'ultima parte si chiama FULMEN INCLAUSOLA (o aprosdocheto in greco = inaspettato).
Varietà stilistica e espressiva: riesce a andare da un linguaggio basso fino ad andare a quello più elevato.
Aspetto fondamentale della poetica di Marziale è che lui odia il poema epico (troppo lungo) che è un retaggio della cultura ellenistica “megan biblion megan capon” = un grande libro e un grande male (riflessione ellenistica che facevano in Grecia nel III a.c., per questo sceglie l'epigramma.
Obiettivo: risum movere (Plauto) cioè di far divertire.

Rapporto con Domiziano: egli dapprima non approva il genere letterario di M., poi però quando inizia a diventare famoso cerca di portare dalla sua parte M. per usare l'epigramma come uno spazio di propaganda per il suo dominio. Infatti ci sono alcuni epigrammi che celebrano Domiziano.

(schema distico elegiaco e falecio).

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