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Lattanzio – biografia e opere


Lattanzio è uno scrittore di origine africana ed inizialmente di religione pagana. Molto famoso per le sue capacità oratorie, Diocleziano lo chiamò sa Nicomedia per affidargli l’incarico di insegnante di retorica latina. Nonostante la persecuzione dei cristiani ordinata da Diocleziano nel 303, Lattanzio rimase a Nicodemia a cui parti solo quando l’imperatore Galerio tre anni più tardi chiuse la scuola e Lattanzio perse la cattedra. La sua conversione risale a questo periodo ed avviene in modo silenzioso e sereno. Nella sua vecchiaia, Costantino gli affidò l’educazione del figlio Crispo e per questo abbandonò la Bitinia per trasferirsi a Treviri, nella Gallia. Lattanzio compose le sue opere nel periodo delle persecuzioni, cioè dal 303 al 311.
De opificio Dei, composto verso il 305, si pone come obiettivo di dimostrare la bellezza esistente nell’organismo umano
Nelle Istitutiones Divinae, in sette libri, Lattanzio vuole dimostrare che il Cristianesimo ha unito in sé la sapienza e la religione, mentre il paganesimo era solo falsità ed errore in quanto la divinità deve essere una sola e perfetta
Dopo il periodo delle persecuzioni, Lattanzio scrive De ira Dei e De mortibus persecutorum
Nel De ira Dei, Lattanzio sostiene che al posto del Dio impassibile della filosofia greca è subentrato un Dio irato della Bibbia e quindi degli apologisti cristiani che richiedevano un atto finale di giustizia.. L’Impero romano era caratterizzato dal sangue e dalla crudeltà contro la Chiesa e a te impero Lattanzio oppone l’impero di Dio. Ogni impero si basa sul timore e quindi sulla collera (= ira). Ma la collera divina non è quella del vendicatore; è quella del giudice che amministra la giustizia. Il male deve essere punito affinché la giustizia e la bontà continuino ad esistere
De mortibus persecutorum viene scritto dopo l’Editto di Milano (313), quando ormai è giunto il momento di glorificare il Cristianesimo. I persecutori della nuova religione sono ormai scomparsi e dopo aver dato uno sguardo a tutti coloro che sono morti perseguitati, Lattanzio può ringraziale Dio in modo trionfale. Il tema dell’opera è la descrizione della morte violenta degli imperatori persecutori del Cristianesimo, da Nerone a Massimino. Con questa opera Lattanzio pone le basi della storiografia cristiana.
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