Apuleio


Brillante oratore, filosofo ed esperto di magia, nacque a Madaura nel 125 d.C.; studiò a Cartagine, soprattutto eloquenza; si trasferì a Roma e divenne amico e allievo di Frontone; si trasferì ad Atene per approfondire lo studio della cultura greca; si avvicinò al platonismo, alla magia e ai culti misterici; tornò in Africa e passò per Egitto e Cirenaica, ove subì un’accusa per arti magiche (conobbe Pudentilla, vedova madre di un suo ex compagno, Ponziano, la cui morte scatenò l’ira dei parenti di lei che avevano perso l’eredità e citarono Apuleio in tribunale sostenendo che egli avesse plagiato la donna per accaparrarsi il suo patrimonio) dalla quale si difese con una convincente autodifesa che divenne poi un’opera; visse a Cartagine e dopo il 170 non si ebbero più sue notizie.

L’opera


Opere oratorie

Apologia (“Difesa”) o De magia (“Sulla magia”), orazione giudiziaria di 103 capitoli, è la rielaborazione del discorso tenuto in tribunale, composto con sicurezza argomentativa e ironia, trasformando ogni occasione di sospetto in un colpo agli avversari.
Viene accusato di aver convinto Pudentilla a sposarlo con un filtro d’amore; smonta questa tesi dividendo magia buona e cattiva e citando gli oggetti che gli sarebbero serviti per fare incantesimi e dimostrandone l’innocenza (specchio = conoscere la propria immagine, pesci = ricerche scientifiche); la sua difesa è il testamento della vedova perché lascia la sua eredità al figlio e non a lui.
Apuleio e magia: ha un atteggiamento ambiguo perché ora sembra essere infastidito dalle accuse, ora sembra essere compiaciuto; distingue magia buona (vera sapienza che si ottiene pregando correttamente gli dei) e magia cattiva (pratica da respingere).

Opere filosofiche

Segue il platonismo medio e lo presenta attraverso opere di carattere divulgativo (con superficialità e imprecisioni).
De Platone et eius dogmate (“Platone e la sua dottrina”): illustra le filosofie di Platone in 2 libri (il terzo è perduto).
De deo Socratis (“Il demone di Socrate”): testo di una conferenza sul demone socratico e sulla demonologia in generale.
De mundo (“L’universo”): traduzione latina di un’opera greca sulla cosmologia.

Il mondo è suddiviso in realtà sensibile (passioni) e divina (razionalità); l’area tra le due è abitata dai demoni, mediatori tra gli dei e gli uomini che devono permettere una comunicazione tra l’umano e il divino.
Anche l’anima umana e l’essere filosofo sono demoni: attraverso un processo intellettuale e spirituale si compie il passaggio dall’umano al divino e si acquisisce una conoscenza vera, fine della filosofia (Apuleio si definisce “filosofo platonico”).

Romanzo

Metamorphoseon libri XI (“Gli undici libri delle metamorfosi”) o Asinus aureus (“Asino d’oro”): unico romanzo della letteratura latina; la vicenda principale è intervallata da digressioni e descrizioni d’ambiente e da numerosi racconti e novelle apparentemente distaccati ma collegati alla trama da elementi sotterranei (ultima e più importante è la novella di Amore e Psiche).
Tratta le avventure di Lucio-asino alla ricerca della propria umanità. Egli, in Tessaglia, viene invitato a Ipata da Milone, la cui moglie, Panfile è esperta di magia, e si innamora della serva Fotide. Assiste alla trasformazione di Panfile in uccello e vuole provare la stessa esperienza. Si fa spalmare di unguento da Fotide che erroneamente scambia i vasetti e lo trasforma in asino, preservando la sua razionalità.può tornare uomo mangiando delle rose ma viene rapito da una banda di briganti e portato in una caverna, dov’era prigioniera una fanciulla, Carite, a cui racconta la fiaba di Amore e Psiche. Giorni dopo viene liberato da Tlepolemo, fidanzato di Carite, che uccide i briganti e si sposa con la fanciulla, anche se la loro storia finirà tragicamente (lui verrà ucciso da un suo amico che voleva rubargli la moglie, lei si suiciderà dopo averlo vendicato). Lucio-asino passa al servizio di diversi padroni che si approfittano di lui per trarne giovamento, guadagno e divertimento. Fuggito, sogna la dea Iside che gli promette che l’indomani sarebbe tornato uomo; infatti, durante la processione in onore di Iside, riesce ad infiltrarsi, mangia la corona di rose, e torna uomo. Si consacra a Iside e a Osiride e diviene avvocato sotto consiglio del dio in sogno: discuterà le cause nel Foro e farà parte del gruppo sacerdotale dei pastofori (coloro che portavano i tempietti con l’immagine di Iside).
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