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Valerio Flacco

Della vita di Flacco si sa ben poco. Sicura è la morte, avvenuta nel 92 d.C., l'amicizia con Marziale e la sua appartenenza al collegio dei quindici, guardiani dei libri sibillini.
La sua opera più significativa, furono gli 'Argonautica', di cui restano soltanto sette libri. Essi narrano la storia della nave Argo e della spedizione degli Argonauti, partendo dal motivo di tale spedizione, soffermandosi in particolare sugli intrighi alla corte di Eeta e sulla travolgente passione tra Giasone e Medea, fino alla conquista del vello d'oro e l'inizio del ritorno in patria.
Da Apollonio Rodio egli riprende la trama, ma paradossalmente la accorcia (i libri di Apollonio erano solo quattro!), cambiando la psicologia e aumentando l'intervento divino.
Il personaggio di Medea è ritratto come quello di una fanciulla innamorata e di una maga potente (natura contraddittoria), ricca di una pietas filiale che le fa compiere un tormentato percorso psicologico. (La psicologia della Medea di Flacco è molto simile a quella di Socrate, ma molto distante da quella di Euripide, che si concentra principalmente sul suo essere straniera).

Flacco sceglie il genere epico perché si rifa alla tradizione (deve riprendere i valori che si stanno perdendo): Sotto l'impero di Vespasiano, vi è un ritorno al classicismo (nella speranza di porre un freno alla legittimazione dei gusti ellenistici portata avanti da Nerone) con testi 'non politicamente attivi' che, sotto un impero, sono utili per tornare al tradizionalismo.
La novità di Flacco è l'impotenza dell'eroe e la tendenza all'interiorizzazione dei personaggi tipicamente baroccheggiante.

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