••• L’Età Giulio-Claudia (14 d.C. - 68 d.C.) è il periodo dopo la morte di Augusto, avvenuta nel 14 d.C, ed è il primo periodo imperiale. Il princeps, infatti, non aveva definito alcun criterio per la successione perché altrimenti si sarebbe data un’impronta monarchica al regime creato da Augusto. Il princeps, in vita, credeva nella riaffermazione dell’ereditarietà del potere e delle qualità personali e politiche (come la virtus) all’interno della propria famiglia, anche se non si trattava di una vera successione dinastica. Questa successione dinastica era la norma per gli abitanti delle province orientali e dei militari (che erano legati al principe), ma non era ben vista dal Senato.
•• Ma scegliere un erede era difficile dal momento che Augusto non aveva figli maschi, ma solo una figlia, Giulia, che fece due figli, nipoti di Augusto: Lucio e Gaio. Augusto divorzia da Scribonia (la prima moglie) per sposare Drusilla, che aveva già due figli con Tiberio Nerone: Tiberio e Druso. Druso e i figli di Giulia (Lucio e Gaio) muoiono e Augusto è costretto ad adottare Tiberio e lo designa come successore. Augusto conferisce a Tiberio gran parte della sua eredità e la potestas tribunicia (che comportava anche la possibilità di presentare proposte di legge e l’inviolabilità giudiziaria, che rendeva impossibile sottoporre a giudizio il tribuno) e l’imperium proconsulare maius et infinitum (supremo potere militare sull’esercito).

•• Il Senato alla morte di Augusto conferma la successione di Tiberio che aveva 56 anni e apparteneva alla dinastia Claudia più conservatrice, ma era adottato dalla Iulia. Nasci dunque la dinastia giulio-claudia.

••• Tiberio è princeps dal 14 al 37. Seguendo la tradizione repubblicana e conservatrice della sua dinastia, segue una politica moderata e ottiene l’appoggio dei senatori. Anche con le finanze dello Stato si mostra accorto, giudizioso e determinato. Attua una politica di risparmio, adottando misure severe ma impopolari.
•• Tiberio ha un figlio naturale, Druso minore, ma come successore il Senato preferisce Germanico, il nipote e figlio adottivo. Germanico muore improvvisamente nel 19 e per motivazioni non chiare: tutti credono che sia stato ucciso da Tiberio. Il princeps non riesce a sopportare il peso delle accuse e comincia a credere che tutti gli diano contro, così si ritira a Capri, nel 27.
•• Tiberio ha come stretto collaboratore Seiano, prefetto del pretorio (comandante del corpo militare permanente, scorta del princeps) molto ambizioso. Dopo la morte del figlio Druso minore nel 23 e il ritiro a Capri nel 27, Seiano può liberamente conquistare il potere dell’impero. Quando Tiberio venne a sapere del complotto di Seiano, lo condanna a morte.

•• Tiberio, non avendo più eredi diretti, e trovandosi anche senza il nipote Germanico, lascia decidere al Senato il suo successore, che sembra essere Gaio Cesare, il figlio minore di Germanico, soprannominato Caligola per un tipo di calzatura militare da lui indossata. Caligola era un tipo davvero molto stravagante: era eccentrico nel vestire, indossava mantelli coperti di gemme, sandali o calzature femminili e alcune volte portava una barba dorata. Si dice abbia avuto rapporti d’amore con le sue sorelle, in particolare con Drusilla. Nomina il suo cavallo Incitatus a senatore come segno di disprezzo per il senato.
•• Nel 37 Tiberio muore e il nuovo imperatore è Caligola. Sin da subito, si distacca dall’equilibrata politica di Augusto e anche da quella vicina al Senato di Tiberio, instaurando una monarchia assoluta di tipo orientale pretendendo il culto divino per sé e per la sua famiglia. Le fonti filosenatorie lo presentano come perverso, stravagante e pazzo. Sprecava denaro donandolo al popolo o per abbellire gli edifici a Roma, introducendo culti orientali. Uccide parenti e amici senza una reale motivazione confiscando i loro patrimoni. Si crea un clima di terrore che porta a congiure contro l’imperatore. Dopo quattro anni, Caligola viene assassinato dai pretoriani (le sue guardie personali) e subito proclamano come imperatore Claudio, cinquantunenne, senza la decisione del Senato, fratello di Germanico e zio di Caligola. Era uno studioso e disinteressato alla politica. Il suo governo aveva come obiettivo l’equilibrio tra i diversi poteri sociali rispettando la tradizione e fu uno dei più positivi di questa prima età imperiale: era sia un bravo politico, sia un bravo amministratore economico. Il dominio romano viene ampliato (Mauritania, Tracia, Licia, Britannia...). Claudio si preoccupa del buon governo delle nuove province e della loro romanizzazione, concedendo la cittadinanza agli stranieri aprendo loro anche le porte della vita politica romana. Rende più snella ed efficiente la burocrazia assegnando importanti incarichi a liberti della casa imperiale, soprattutto di origine greca, che diventano presto più ricchi e influenti dei senatori. Ovviamente il Senato si oppone e Claudio risana le finanze e realizza grandi opere pubbliche (costruzione del porto di Ostia, bonifica di nuove terre per la coltivazione).
•• Claudio era un tipo con gambe poco ferme, balbuziente e soggetto a forti dolori allo stomaco. Seneca scrive un componimento satirico alla sua morte descrivendolo come stupido. Prima della sua morte, la quarta moglie di Claudio, Agrippina, gli fa adottare suo figlio Nerone, dandogli in moglie Ottavia, la figlia di Claudio. Nel 54 Claudio muore improvvisamente, forse avvelenato da Agrippina, accordatasi con il prefetto del pretorio (come lo era Seiano) Burro.

••• Nerone diventa imperatore a 17 anni e per i primi cinque anni (quinquennio aureo) governa sotto la guida della madre Agrippina, del prefetto del pretorio Burro e del filosofo stoico Seneca. La politica è moderata, però con già un’impronta assolutistica.
•• In seguito il suo governo si trasforma in un assolutismo dispotico. Fa assassinare il fratellastro Britannico e si libera di tutti quelli che lo avevano condizionato, tra cui la madre, Burro e fece allontanare Seneca (nel 62). Al posto di Burro, il nuovo prefetto del pretorio è Tigellino. Allontana anche la prima moglie Ottavia a Ventotene e poi la fa uccidere. Nerone è il princeps tiranno e sanguinario ostile al Senato, e così ce lo descrive soprattutto Tacito. Era un re assoluto che si rendeva famoso anche con le sue performance artistiche e atletiche. Crea il culto della propria persona come se fosse una divinità (come faceva anche Caligola).

•• Anche se durante il suo impero ci furono importanti iniziative: riforma monetaria, che alleggerisce il peso di monete di oro (aurei) e di argento (denarii), cambiando il rapporto tra le due così da accrescere di un po’ il valore delle seconde. In Occidente si ferma una rivolta di Britanni e a Oriente si conquistano e organizzano nuovi territori.
•• Nel 64 scoppia un incendio a Roma che brucia gran parte della città e si crede che Nerone sia il colpevole, perché aveva fatto costruire sulle rovine una nuova e fastosissima residenza chiamata Domus Aurea. Allora lui deve trovare dei nuovi capri espiatori e lo fa nei cristiani, che condanna ad atroci supplizi. Gli oppositori di Nerone si riuniscono e vogliono che salga al suo posto Pisone (“congiura di Pisone”, alla quale parteciparono in molti, anche il poeta Lucano, ma poi fallì perché scoperta). Dopo la scoperta della congiura contro Nerone, molti furono giustiziati o costretti a suicidarsi, come Petronio e Seneca. Le condanne dei nobili erano utili perché poi venivano confiscati i loro beni che servivano ad ampliare il patrimonio imperiale.
•• Queste repressioni creano un clima di forte terrore. Cominciano moti di ribellione dalle province contro Nerone: nel 68 in Gallia è il propretore Vindice a insorgere, poi ucciso. In Spagna è Galba (nato a Terracina) ed è acclamato imperatore dalle truppe, così il Senato affida a lui il principato e Nerone viene dichiarato nemico pubblico. Anche i pretoriani abbandonano Nerone e lui si sente perduto, così cerca di fuggire a Roma e si dà la morte con l’aiuto di un suo fedele schiavo.

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