L’ETA’ GIULIO-CLAUDIA

Alla morte di Augusto non era stato previsto nessun criterio per la successione, egli secondo la tradizione gentilizia scelse l’idea di ereditarietà del patrimonio ma non ebbe figli maschi, solo una figlia, Giulia, nata dal matrimonio con Scribonia. Ottaviano adottò i figli di Livia Drusilla dal quale divorzia, Tiberio e Druso, due possibili eredi. Anche Marcello, marito di Giulia era un possibile erede al trono ma morì. Allora Augusto adottò Gaio e Lucio Cesare, che morirono, come anche Druso, mentre Tiberio fuggì in un esilio volontario, così venne richiamato da Augusto e divenne primo imperatore della dinastia giulio-claudia.
Tiberio era giunto al potere all’età di 56 anni, era un valente generale, e apparteneva a un’antica famiglia dell’aristocrazia senatoria, la gens Claudia. Cercò di ottenere l’appoggio dei senatori garantendo loro la sicurezza dei beni e attuò una politica moderata, basata sul risparmio. Germanico, suo nipote, era molto amato dai soldati, ottenne successi contro i Germani, ma quando fu richiamato da Tiberio per lottare contro i Parti, morì, e molti attribuirono la responsabilità della sua morte a Tiberio, per cui egli si ritirò nell’isola di Capri, e Seiano, un prefetto del pretorio, tramò di eliminare i concorrenti alla successione, e Tiberio, informato, lo fece uccidere.

Tiberio aveva già un erede, ma il Senato, in memoria di Germanico, scelse il figlio di questi, Gaio Cesare, soprannominato Caligola per un tipo di calzatura che portava fin da ragazzo, era un tipo stravagante e folle, cercò di instaurare una monarchia assoluta di tipo orientale, sperperando ingenti somme di denaro in abbellimenti orientali, inoltre fece uccidere parenti e amici guadagnandosi l’ostilità dei pretoriani, e infatti muore assassinato proprio da questi.
Venne designato erede il fratello di Germanico, Claudio, rimasto fino ad allora fuori dagli intrighi di corte, egli intendeva stabilire un equilibrio tra le diverse forze sociali. Riuscì ad espandere l’impero grazie a valenti generali e soldati legati alla memoria del fratello. Vennero conquistate la Mauritania e la Britannia sud-orientale. Egli favorì la romanizzazione concedendo la cittadinanza agli stranieri e affidò i principali uffici ai suoi liberti più fidati. Claudio morì improvvisamente, forse avvelenato da Agrippina e il prefetto del pretorio Burro.
Così divenne imperatore Nerone, figlio di Agrippina, a soli 17 anni, per cui dovette governare con l’appoggio della madre, del prefetto del pretorio Burro e del filosofo Seneca. Improvvisamente Nerone mutò orientamento, e con il suo assolutismo dispotico si liberò del fratello, della madre, di Burro, e Seneca fu allontanato. Voleva governare dunque come un re assoluto, fino ad assumersi attributi divini. Nonostante questo carattere dispotico promosse importanti riforme come quella monetaria, con cui venne alleggerito il peso delle monete d’oro e d’argento. Ottenne successi militari, ma accaddero anche eventi sgradevoli come l’incendio di Roma che devastò gran parte della città. Nerone stesso fu sospettato di aver appiccato il fuoco per costruire la Domus Aurea, e per scagionarsi dalle accuse puntò il dito contro i cristiani. Le repressioni crearono un clima di terrore in cui Nerone fu costretto a darsi la morte.
La vita intellettuale è sempre più condizionata dal potere politico, sotto Augusto per esempio si verificarono episodi di intolleranza verso quei poeti che ostacolavano il programma del principe, per questo vi furono conflitti tra gli intellettuali e il potere, ma non solo sotto Augusto, anche sotto Tiberio, per esempio furono condannate al rogo le due opere di due personaggi, Cordo, per aver esaltato i cesaricidi, e Scauro, per allusioni antitiranniche. Anche sotto Caligola venne condannato all’esilio un retore, e bruciato vivo un poeta per un suo verso che conteneva una battuta a doppio senso. Non risulta invece che Claudio abbia perseguitato scrittori. Nonostante le molte persecuzioni comunque i principi erano interessati alla cultura, però non riuscirono a realizzare una politica culturale, infatti nessuno di essi fu capace di creare una cerchia di intellettuali. Durante l’impero di Nerone vi fu una fioritura letteraria, qui nascono gran parte delle opere di Seneca, il poema epico di Lucano, le satire di Persio, il romanzo di Petronio, inoltre viene ripreso il genere bucolico. Tra gli imperatori il più interessato alla cultura fu Nerone, l’unico che riuscì a raccogliere intorno a sé una cerchia di intellettuali, egli si cimentò in vari generi, come la lirica, la tragedia, l’epica, infatti compose un poema mitologico, Troica. Istituì anche nuovi ludi di tipo greco, i Neronia, in cui oltre a gare sportive comprendevano concorsi di musica, canto, poesia, per questo fu criticato, anche per le sue esibizioni in pubblico, ritenute non consone a un imperatore. Incontrò soprattutto l’opposizione di letterati come Lucano e Persio. L’opposizione al regime imperiale utilizzò soprattutto lo stoicismo, esso non rifiutava il potere assoluto anzi vedeva nella monarchia la miglior forma di governo, ma solo se il re fosse saggio.
Vi furono nell’età giulio-claudia nuove tendenze stilistiche poiché gli intellettuali non dovevano confrontarsi solo con i modelli greci, ma anche con gli autori che iniziarono ad essere chiamati i “classici” latini, quindi dovevano prendere come riferimento anche gli scrittori augustei. L’imitazione però non è mai pedissequa, perché s’ispira sempre al criterio dell’emulazione, e talvolta da emulazione, l’imitazione passa al manierismo, poiché alcune opere erano così perfette da non dover essere rinnovate, ma solo modificate in alcuni punti. Inoltre andavano di moda le tendenze “asiane” e giochi di parole.

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