L'Epigramma


Il termine epigramma ha un'origine greca. Letteralmente significa “iscrizione” (erano ad esempio delle iscrizioni su vasi o altri oggetti e suppellettili, ed erano di qualsiasi tipo: per celebrare un personaggio; volitive etc.). Nella letteratura greca, l'epigramma diventa presto un genere letterario già in età arcaica ma l'esplosione del genere letterario si colloca in età ellenistica; qui abbiamo ad esempio la massima raccolta di epigrammi che è “ La corona” di Meleagro, in cui viene fatta una silloge dei principali autori di letteratura greca che si cimenteranno in questo genere letterario, e la chiama corona perché ad ogni poeta corrisponde il nome di un fiore. Altra famosa raccolta di epigrammi è la “Mitologia palatina”, che è anch'essa una raccolta enorme di più di 3000 epigrammi. Questo genere letterario ben si confaceva all'età ellenistica in quanto è stata il trionfo dell'individualismo.
L'epigramma non rappresenta un genere letterario impegnato, ma ha le seguenti caratteristiche:
- Brevitas: sono componimenti poetici brevi
- Legati la sfera della poesia d'occasione.
- Forte varietas tematica.
A Roma, il primo che si cimenta in questo genere è Ennio, autore di alcuni epigrammi celebrativi di cui però abbiamo poche notizie.
Comincia a essere molto praticato dai poeti pre-neoterici e dai neoteroi (Lutazio Catulo, Valerio Catone, Cinna fino ad arrivare a Catullo → *Nel Liber catulliano, dal componimento 69 fino al 116 sono tutti epigrammi).
Il verso dell'epigramma è il distico elegiaco: Catullo scrive tutti gli epigrammi in distici elegiaci invece Marziale utilizza anche l'endecasillabo falecio.
Dopo Catullo non abbiamo più notizie di qualche autore degno di nota che si cimenti nell'epigramma, l'unica parentesi è quella legata all'opera di Domizio Marzio, che visse all'epoca delle guerre civili fra Ottaviano e Antonio e abbiamo la raccolta “Cicuta” quindi già dal nome si capisce che tratta di tematiche abbastanza scottanti e velenose.
Le caratteristiche di questa prima fase dell'epigramma sono l'individualismo, la varietas tematiche, la scelta del distico elegiaco e la brevitas. Prima di Marziale compariva anche una buona dose di satira politica, perché a Roma c'era la repubblica, quindi non c'era la censura; invece con Marziale siamo in epoca imperiale, quindi l'epigramma latino deve attenuare l'aspetto della satira politica, e assumerà due caratteristiche: la condanna della dissolutezza dell'età contemporanea, e poi si ridurrà a poesia d'occasione, cioè un atto di omaggio nei confronti di un potente o di un padrone; poi si attenua la carica individualistica, tutto questo perché siamo in età imperiale e non c'è più molta libertà nello scrivere.
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