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La soluzione di Diocleziano

Diocleziano fu il primo imperatore a ridare all’Impero un assetto politico tale da garantire la pace per un breve periodo. Nel 293 Diocleziano affidò la gestione dell’Impero a 4 figure, due cesari e due augusti. L’Impero continuava ad essere concepito come un’entità unica.

La diffusione del Cristianesimo

La grave crisi che colpì l’Impero in questo periodo creò uno stato di insicurezza che favorì il clima millenaristico, la paura della fine del mondo e la necessità di una salvezza oltremondana. Si diffuse enormemente il cristianesimo, inizialmente nei ceti subalterni. Se in Oriente questa religione si diffonde soprattutto in ambito filosofico, in Occidente si ha, in primo luogo, un’organizzazione capace di contrastare le persecuzioni politiche. Per molti anni si contrapponevano momenti di persecuzioni a momenti di tranquillità e così cambiava anche l’atteggiamento dei cristiani, a volte intransigente, altre volte più disponibile ad una secolarizzazione fra ortodossia e eresie. L’età costantiniana segna per il cristianesimo una fase di cambiamenti importanti che vanno al di là del riconoscimento ufficiale della religione con l’editto di Costantino (313). Il cristianesimo si diffuse dai ceti poveri a quelli abbienti e potenti, gli imperatori iniziarono a favorire la nuova religione e parteciparono addirittura ad alcune dispute teologiche. I cristiani riuscirono ad accedere a posizioni di potere fino ad ottenere un vero e proprio monopolio ideologico.

La prima letteratura cristiana

Inizialmente il cristianesimo si diffuse soprattutto diviso in tante sette che animavano il mondo giudaico. Qui i cristiani erano molto attivi e vennero stilati anche molti dei libri che, poi, faranno parte del Nuovo Testamento. Si crea, inoltre, una rete di solidarietà fra i cristiani, guidati dall’intento di convertire tutti i popoli che non avevano aderito alla nuova religione. La diffusione del cristianesimo fu sicuramente più veloce in Oriente; per questo la prima lingua della nuova religione fu il greco. Man mano che veniva meno la conoscenza di tale lingua divennero necessarie le traduzioni dei testi.
Eresie principali:
- Arianesimo: veniva negata la natura divina di Cristo;
- Manicheismo: mondo come divisione fra bene e male in contrapposizione;
- Montanismo: grande importanza al profetismo, attesa del ritorno di Cristo in Terra, ascesi e rigorismo.

L’Apologetica

Questa produzione letteraria aveva lo scopo principale di salvaguardare il cristianesimo dagli attacchi dei pagani.

Tertulliano

Nacque a Cartagine intorno alla metà del II secolo d.C. da genitori pagani. Studiò retorica e diritto ed esercitò successivamente la professione di avvocato. Fu anche prete ed era noto per le sue posizioni religiose intransigenti al punto che aderì nel 213 alla setta montanista, nota per il fanatismo. Morì dopo il 220.
Le opere di Tertulliano a difesa del cristianesimo presentano principalmente uno stile barocco e retorico, un tono spesso arrogante, disposto a sostenere le proprie tesi ad ogni costo, anche con prove false. Spiccata è la misoginia dell’autore.

- Apologeticum
È l’opera più celebre di Tertulliano in cui si propone come difensore del cristianesimo. L’opera è una chiara orazione rivolta ai magistrati e alle autorità di Cartagine che dovevano decidere della sorte dei cristiani incarcerati. Da un lato l’apologista denuncia l’infondatezza giuridica delle persecuzioni, smontando una per una le accuse che i pagani erano soliti muovere ai cristiani, dall’altro ne mette in luce l’inutilità. Il martirio viene identificato da Tertulliano come via per ottenere la grazia divina e come mezzo per rinsaldare la fede cristiana.
Semen et sanguis Christianorum!
Tertulliano esalta il martirio, presentato come il modo migliore per ottenere la grazia divina. La crudeltà con cui i pagani si accaniscono contro i cristiani è la prova più lampante dell’innocenza dei seguaci della nuova fede. Ma il martirio è anche come un seme che viene gettato e fa germogliare i suoi frutti, cioè, nuovi adepti. La vista dei martiri e della loro ostinazione fa desiderare di emularli. Proprio nella fase conclusiva Tertulliano incrementa l'uso degli espedienti retorici per cercare di persuadere il destinatario.

- De cultu feminarum
La vis polemica di Tertulliano si scaglia non solo contro i pagani o i suoi avversari, ma investe anche le donne, considerate l’archetipo di ogni tentazione. Per esempio, l’apologista proibisce l’uso dell’ornamento e del trucco e vede nella donna un’emanazione del diavolo. Oppure impone l’adozione del velo o, addirittura, attacca l’abitudine di coronarsi il capo per esaltare la bellezza.

“La donna, erede di Eva e diaboli ianua
Interpretando in chiave diabolica la figura di Eva nell’episodio del serpente, Tertullino traccia la più completa svalutazione della figura femminile. Nel testo Tertulliano assimila tutte le donne alla figura di Eva che, secondo la tradizione biblica, aveva indotto l’uomo a mangiare il frutto proibito. Vi sono chiari riferimenti alla Genesi, soprattutto alla cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre. Tertulliano, inoltre, sottolinea come la donna non sia immagine di Dio, a differenza dell’uomo; ella è stata creata successivamente da una costola di Adamo. Rispetto agli autori pagani che, a volte, attaccano determinate categorie di donna, Tertulliano e gli autori cristiani attaccano il sesso femminile indistintamente.

Un buon cristiano non può fare il soldato” (dal De corona)
Oltre a scagliarsi contro l’uso idolatrico delle corone l'autore lancia una vibrante condanna della guerra e della vita militare, considerate in contrasto con la vita cristiana. Chi fa il soldato sottomette se stesso alle logiche dell’Impero e a Cesare, elevando quest’ultimo al rango di dio. La prima argomentazione addotta da Tertulliano è che la vita militare è incompatibile con il giuramento battesimale: l’obbligo che il soldato si assume nei confronti dell’imperatore è in conflitto con il dovere di servire Dio. Tertulliano si richiama, poi, ai principi di non violenza del Vangelo. Anche alcune pratiche svolte dai soldati sono incompatibili come, ad esempio, portare il vessillo dell’imperatore, fare la guardia di domenica, proteggere i templi pagani o cremare i cadaveri. Molti di questi obblighi sono, addirittura, condannati come peccati; il soldato, tuttavia, è perdonato se si converte durante il servizio militare. A questo punto il soldato cristiano o abbandona la vita militare o si sottrae ad incarichi in contrasto o si sottomette al martirio.

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