Il miustes, mistero, era chi si accostava per la prima volta ad un esperienza religiosa riservata ad una ristretta cerchia di iniziati. L'appartenenza a questo gruppo non implicava un abito di vita difforme da quello usato, era un'esperienza mistica che conduceva ad una liberazione, a una speranza. Questa infatti è la parola che più spesso ritorna nei brevi graffiti che leggiamo sulle pietre del santuario di elesse. Tutte le metamorfosi sono un viaggio di liberazione e, Amore e Psiche, rappresenta la prefigurazione, la sintesi simbolica di tutta quanta l'opera.

Apuleio ha avuto un'enorme fortuna nella recezione, anche cristiana, perché esprimeva dei fermenti di un paganesimo insoddisfatto di se stesso e che si apriva a forme di religiosità più personali ed intime.

Il paganesimo tradizionale, con quelle che noi definiamo le persecuzioni, assume un atteggiamento totalmente negativo nei confronti del cristianesimo, e questo rifiuto si esprime a più livelli.

Perché si chiamano pagani? Il pagus era il villaggio. Siccome il cristianesimo si affermò soprattutto nelle cure dell'Oriente e poi nell'Occidente. La presenza in questi paesi di queste signore che imponevano le mani, le signore che facevano il fascino, liberando dai dolori.

Il paganesimo, dei pago, cioè dei villaggi. Vengono chiamati così dai cristiani, quelli che abitando nei villaggi e sono lontani dalla fede. Infatti il cristianesimo si diffonde dapprima nelle grandi città.


Perché spesso si considerano le persecuzioni come fatte principalmente da imperatori? A causa di Nerone.

Le persecuzioni che non riguardano solo qualche comunità ma che investono l'intero corpo dei cristiani.

Chi sino gli imperatori persecutori? Marco Aurelio, ad esempio, non solo un imperatore ma un intellettuale, scrive uno di quei libri che propriamente vengono chiamati i dialoghi, n realtà li chiama colloqui con se stesso, te es autos.

Egli dice a se stesso: come il ragno acchiappa le mosche e le mette nella sua ragnatela io sono stato costretto ad acchiappare i barbari. Quella che leopardi definisce l'infinita vanita del tutto. Egli ovviamente sostenne sempre la sua posizione, d’altra parte aveva la percezione di questa vanità.

Marco Aurelio è un persecutore dei cristiani. Il figlio, Commodo, un uomo senza qualità morali e politiche, non perseguitò i cristiani. Qual è il punto?

Marco Aurelio, come in genere gli imperatori buoni, è difensore della tradizione, mentre gli imperatori distanti dalla tradizione non si occupano dei cristiani.


Apuleio

Nacque a Madaura -> avamposto romano nell’Africa occidentale, attorno al 125 d.C

IL padre, che fu anche duumviro -> console, lasciò a lui e al fratello una cospicua eredità

Compì i primi studi a Cartagine. Ad Atene fu, certamente, iniziato a vari culti, tra i quali, forse, quello dei misteri Eleusini.
La sua vita fu caratterizzata da un grande amore per i viaggi e da un’innata curiosità -> scienza, filosofia, culto.
A Roma fu iniziato al culto di Osiride e di Iside.
Intorno al 155 d.C fu convinto da un vecchio compagno, Ponziano, a sposare la madre di quest’ultimo, Putendilla -> vedova dotata di un considerevole patrimonio -> muore Ponziano e i parenti di Putendilla intentano un processo ad Apuleio, accusando di aver sedotto la donna con le sue arti di mago (avevano paura di perdere l’eredità). Apuleio si difese con abilità -> orazione Sulla magia.

Apuleio scrisse moltissimo -> in versi e in prosa, in greco e in latino -> molto è andato perso, come tutta la produzione greca. Della produzione latina in versi restano solo due epigrammi, di quella in prosa sono andate perse molte opere sia di carattere scientifico che varia erudizione -> restano opere a carattere filosofico-scientifico

Le Metamorfosi


Per i primi dieci libri ricalca la storia, già narrata in greco, dell’uomo-asino -> uomo che per un incantesimo sbagliato si trasforma in asino, conservando sensibilità e intelligenza umana.

Come asino egli ha una serie di avventure, molto rischiose, riesce però a sopravvivere al fine di mutarsi nuovamente in uomo.

Apuleio fa delle aggiunte alla storia di base -> alto numero di novelle e nuovo finale

Libro I -> Lucio racconta: in viaggio per Ipata, città della Tassaglia, ascolta una terribile storia di magia. A Ipata Lucio è ospite di Milone, ricco usuraio che vive ostentando povertà, con la moglie Panfila -> potentissima maga, e la graziosa ancella Fotide.

Libro II -> Lucio entra nelle grazie di Fotide, trascorrendo con lei notti d’amore. Una sera Lucio è invitato ad una cena e al ritorno da quest’ultima tre figure sospette, che trafigge una dietro l’altra. Il giorno dopo è arrestato con l’accusa di triplice omicidio.

Libro III -> Il processo viene trasferito al teatro (troppa folla -> non è vero è uno scherzo). Lucio piange, si difende, invoca pietà, fino a quando gli rivelano che quel giorno, ogni anno, si celebra a Ipata la festa del dio Riso -> in cambio la città gli fa erigere una statua di bronzo. Lucio torna avvilito a casa e assiste, attraverso le fessure della porta, alla trasformazione che Panfila stessa compie, trasformandosi in uccello, per correre dal suo amante. Lucio, incuriosito, vuole provare su se stesso ma Fotide, casualmente, gli spalma addosso la crema sbagliata -> Lucio si trasforma in asino -> gli basterà assaggiare delle rose per riacquistare figura umana. Lucio, intanto, conserva cervello e passioni d’uomo, ma viene sistemato in una stalla. Quella stessa notte una banda di ladri assalta la casa di Milone, la depreda caricando tutto il bottino sugli animali della stalla e si dirige verso il covo montano.

Libro IV -> Dopo una serie di vicende i banditi giungono a destinazione. Dopo essersi rifocillati ripartono per le loro razzie -> tornano conducendo in ostaggio Carite -> giovane disperata e piangente -> una vecchia beona, al servizio della banda, tenta di distrarla raccontandole la novella di Amore e Psiche -> occupa la parte centrale del romanzo:

Un re aveva tre figlie, la terza, Psiche era così bella che nessuno osava chiederla in sposa e veniva adorata quasi come una divinità. Venere comincia ad esserne gelosa e chiede al figlio Amore di ferirla. Intanto il re chiede all’oracolo Apollo come mai le due sorelle, pur essendo meno belle, siano sposate, a differenza di Psiche -> l’oracolo risponde che la vergine non è destinata a sposo mortale. Abbandonata sul monte più alto, Psiche viene rapita dal vento Zefiro, che la posa su un morbido prato di erbe e fiori.

Libro V -> Assistita da ancelle invisibili, Psiche fa il bagno accompagnata dal loro canto. Nella notte, col favore delle tenebre, viene posseduta da uno sposo misterioso -> dio Amore, che lei non può vedere. Una notte Psiche riesce ad ottenre dallo sposo invisibile il poter rivedere le sue sorelle -> Amore acconsente purché nasconda, a queste ultime, com’è fatto suo marito. Psiche promette, ma le sorelle, malefiche, finiscono per insospettire e, non più padrona della sua mente, tende un agguato notturno allo sposo addormentato -> la lucerna le rivela come compagno di letto il dio Amore in persona -> Psiche si punge con una delle frecce del dio e, inavvertitamente, lascia cadere su quest’ultimo una goccia di olio bollente. Amore si sveglia ed è costretto, con rammarico, ad abbandonare Psiche -> tenta il suicidio ma viene fermata, e convinta a non riprovarci, dal dio Pan. Psiche raggiunge una dopo l’altra le sue sorelle, rivelandole che Amore l’ha lasciata perchè invaghito di entrambe -> le sorelle si gettano giù dalla rupe con la certezza di essere raccolte da Zefiro -> precipitano morendo miseramente.

Libro VI -> Psiche si dirige verso la casa di Venere -> viene frustata e sottoposta dalla stessa Venere, a difficilissime prove -> tutte superate da chi, impietosito, aiuta Psiche nell’impresa. La quarta prova consiste ne recarsi all’aldilà e chiedere a Prosperina un po’ della sua bellezza -> Psiche supera ogni ostacolo, procurandosi la scatola -> la apre incuriosita -> non trova che un sonno infernale. Amore vola in suo soccorso, le deterge il sonno di dosso e lo rinchiude nellla scatola, sveglia Psiche e portano il dono a Venere -> perdona il figlio. Il concilio degli dei stabilisce che Amore prenda in sposa Psiche e la porti in cielo -> ha luogo la festa di nozze.

Si torna al racconto principale -> i banditi, dopo aver sostenuto un aspro combattimento, tornano e conducono Lucio-asino a caricare il resto della preda -> stanchi della pigrizia dell’asino decidono di tornare a piedi -> Lucio-asino rimasto solo, con l’aiuto di Carite, rompe la corda e riesce a fuggire -> entrambi vengono catturati, nuovamente, e riportati alla caverna -> i banditi scelgono la morte per entrambi

Libro VII -> La mattina dopo sopraggiunge un ladrone che presenta ai compagni un giovane, Tlepolemo -> fidanzato di Carite, che si spaccia per il brigante Emo -> si offre alla banda come nuovo capo. Dopo aver ubriacato i ladroni, li lega strettamente e, fugge con Carite e Lucio-asino -> i due si sposano e Lucio-asino è mandato a fare la bella vita in campagna

Libro VIII -> Tlepolemo e Carite muoiono -> il primo è ucciso da un amico di quest’ultimo, innamorato di Carite -> si uccide. Temendo l’avvento di nuovi padroni, i servi di Tlepolemo e Carite fuggono, portandosi le bestie da somaro, tra cui Lucio-asino. Dopo un viaggio fatto di brutte avventure giungono in una città popolosa e rinomata -> le bestie vengono vendute, tra cui anche Lucio-asino -> venduto a basso presto ad un vecchio cinedo

Libro IX -> L’asino finisce per essere venduto a un mugnaio. Lucio-asino non ha altra consolazione che quella di poter assistere agli intrighi della vita altrui, e di poter captare ogni sorta di raccontii -> finisce per condurre in catastrofe la famiglia del mugnaio stesso. Lucio-asino passa nelle mani di un povero ortolano -> va, nuovamente, incontro a nuove tragiche vicissitudini -> un legionario fa arrestare l’ortolano e si impadronisce di Lucio-asino

Libro X -> Lucio-asino inizia a raccontare una tremenda tragedia di sangue -> matrigna innamoratasi del figliastro -> lunga vicenda che si conclude con un lieto fine. Intanto Lucio-asino viene venduto a due fratelli, uno pasticciere e l’altro cuoco -> mangia di nascosto i cibi e i dolci più appetitosi, che mai nessuno si sarebbe aspettato potessero far gola a un asino -> scoperto dai due fratelli, viene inviato al triclinio della villa -> fa spettacolo mangiando e bevendo da alto intenditore -> una donna si innamora di lui e trascorre con Lucio-asino alcune notti d’amore. Tiato decide di concedere una parte “speciale” all’asino, per un suo spettacolo -> l’asino dovrà unirsi pubblicamente a una donna -> Lucio-asino riesce a scappare e sulla spiaggia di Cencre si abbandona a un lungo sonno

Libro XI -> Risvegliatosi, immerge per sette volte il capo nei flutti per purificarsi. Volge una preghiera a Iside, chiedendole di ritornare umano -> quest’ultime gli si presenta in sogno, svelandogli i termini della sua imminente trasformazione in uomo -> il giorno seguente, durante una festa in suo onore, Lucio-asino dovrà mangiare delicatamente le rose appese al sistro di bronzo del sacerdote -> Lucio torna umano -> chiede di essere iniziato ai misteri isiaici -> Lucio si reca a Roma e, dopo un anno di preparazione, viene iniziato anche al culto, complementare, di Osiride -> in seguito Lucio viene iniziato definitivamente ai misteri di Iside -> Lucio dovrà distaccarsi dai fedeli per poter entrare a far parte, con il capo completamente rasato, del collegio dei pastofori -> vivrà una vita costellata di successi e gioia

Amore e Psiche


La favola di amore e psiche rappresenta la prefigurazione dell'intero romanzo.
Si tratta di un romanzo di iniziazione -> descrive un percorso iniziatico.

Apuleio, nella circostanza in cui Lucio si trasforma in uomo, scrive una poesia che molto ha colpito la sensibilità crisitiana, la terminologia eulogica ricorda successive invocazione alla Maria.

Nella favola di Amore e Psiche, quest’ultima suscita l'invidia di Afrodite, a causa della sua bellezza -> viene rapita e portata in un palazzo misterioso dove vive una creatura della quale si innamora ma che non può vedere mai-> Cupido.
Ella si accosta a cupido mentre dorme, lo contempla, per questo viene allontanata dall'oggetto del suo amore e addirittura deve patire un discensus ad inferus.

La favola si conclude pero con la fine di queste prove e il ricongiungimento dei due innamorati, e con l'assunzione di Psiche tra gli dei.

Psiuche -> anima -> è una favola il cui sostrato allegorico è evidente.
La bellezza, platonicamente, rappresenta il vertice dell'esperienza non solo sensibile ma anche intellettuale, perché platonicamente l'idea del bello coincide con l'idea di bene e dunque la risalita dell'anima ha una dimensione puramente purificatrice, sovrasensibile.


In questo caso è un itinerario medio platonico. Mentre la necessità di affrontare delle prove risponde invece alla sensibilità misterica, caratteristica anch’essa del secondo secolo dopo Cristo. Cioè a quella spinta spiritualistica e, fondamentalmente irrazionale che, tuttavia, rappresenta nelle élite culturali, sia latine che greche, un bisogno di religiosità ormai non più soddisfatto dall'ufficialità politiche, non solo dalle ufficiali divinità olimpiche.

La novella ha struttura fiabesca -> primo esempio esplicito di “fiaba” pervenuto nella tradizione europea
Oltre alla struttura presenta numerosi motivi fiabeschi -> riscontrabili in tutta la tradizione fiabesca europea.
Il significato delle peripezie di Psiche assume, però, un valore filosofico e religioso -> allegoria dei vari stadi che l’anima deve attraversare per raggiungere la condizione di massima purezza.

Libro XI


Dominato dal tema isiaco -> provvidenza superiore
Si differenzia da tutti gli altri libri -> dominati dal caso e dalla serietà
In generale, però, tutti i libri sono attraversati da riferimenti autobiografici scherzosi -> Apuleio richiama una serie di tratti che riguardano la sua vita e la sua opera -> Apuleio è sia dietro il personaggio di Lucio umano che dietro al personaggio di Lucio-asino

Il II secolo d.C viene disegnato come il Secolo d’Oro dell’Impero, perchè questo, conosce una sequenza di pace e prosperità. Tuttavia, è un contenitore vuoto sul piano spirituale, valoriale e filosofico. Si avverte quell’angoscia che deriva dalla mancanza di risposte: la filosofia com’era stata recepita dalla cultura greca, non convince più. Le grandi sistematizzazioni nemmeno. Le risposte sono cercate in forma additiva, piuttosto che in forma selettiva. Si finisce per percorrere territori poco frequentati, come quello della magia, per avere delle risposte.

Apuleio preferiva farsi definire medio-platonico, quest’indirizzo filosofico prese le mosse nel II secolo d.C, al quale aderisce anche Cicerone.
In realtà, il platonismo di Apuleio già annuncia il neoplatonismo di Plotino -> più grande filosofo della tarda antichità.

Il suo primo e vero interesse era quello di trovare un senso alla realtà, per questo motivo fa molteplici esperienze filosofiche e spirituali. Le religioni misteriche, alle quali Apuleio si avvicina, tentano di dare una possibilità di una continuazione della vita. Apuleio morì intorno al 172 d.C

Apuleio fu l’ultimo autore a saper scrivere sia in greco che in latino.

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