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Properzio


Sesto Properzio è un poeta elegiaco, originario dell’Umbria, proveniente da una famiglia di proprietari terrieri, che avevano subito la confisca delle terre per i provvedimenti di Augusto. Properzio, privato delle terre, si recò a Roma ed entrò in contatto con Mecenate e il suo circolo. Fu anche amico di Virgilio, perché avevano entrambi casa nell’Esquilino. Egli diventò successivamente amico di poeti del circolo di Messalla Corvino, condizionando la sua scelta poetica.
All’inizio Properzio praticava l’attività forense (avvocato), pronunciando discorso al foro. Egli incontrò una donna, che egli denominerà Cinzia, che gli fece abbandonare la carriera forense per dedicarsi all’elegia.
La tradizione tramanda quattro libri di elegie; tuttavia il primo libro circolava autonomamente, conosciuto come “Monobiblos”, dove sono contenute 22 elegie che ruotano quasi tutte intorno a Cinzia, descritta secondo i canoni dell’amore elegiaco (servitium amoris). Buona parte delle elegie del secondo libro sono dedicate a Cinzia, ma si apre con una recusatio, dove Properzio si scusa con Mecenate di saper scrivere poesie epiche, in quanto non è lo stile a lui adatto; non mancano componimenti poetici dove Properzio fa una sorta di poesia celebrativa ad Augusto. Nel terzo libro la figura di Cinzia scompare, infatti sono contenute elegie che hanno a che fare con il discidium, la rottura del rapporto amoroso, e sono sempre più presenti i componimenti in distici elegiaci, di carattere celebrativo e mitologico (poesie d’occasione). Nel quarto libro la presenza di Cinzia è esigua, vista nella settima elegia nel regno dei morti e nell’ottava di nuovo in vita, ma vengono messi in mostra i suoi aspetti più crudeli; il quarto libro è all’insegna dello sperimentalismo: sono presenti diversi tipi di componimenti (prendendo spunto dai poeti alessandrini).
Cinzia non fu identificata facilmente, perché a volte veniva descritta come una cortigiana avida, altre volte come una donna elegante e sposata, per questo è definita un personaggio letterario volubile; questa donna esiste perché le diede vita Properzio, ma probabilmente non è mai esistita.
L’atteggiamento di Properzio verso Cinzia è come quello di Catullo verso Lesbia, perché non era conveniente che un uomo colto come Properzio si dedicasse ad una donna di basso ceto sociale, solo che l’esperienza di Catullo è reale, mentre quella del primo no.
Per Tibullo l’amore è un’esperienza letteraria che si conclude subito con il discidium, mentre l’atteggiamento di Properzio è vicino a quello di Catullo: non la può sposare, ma non si accontenta di un’avventura, bensì immagina di avere con Cinzia un rapporto amoroso autentico, che si basa sui sentimenti (faedus), ma anche quando il patto d’amore non può essere rispettato, lui è pronto a tollerare il tradimento. Egli si proponeva l’obbiettivo di sopportare il tradimento, ma di fatto non ci riuscì e nel terzo libro la maledice.

Una fides oltre la morte


In Properzio esiste il binomio Eros-Thanatos (amore-morte), che è il tema della quarta elegia. Properzio si rifà al mito di Protesilao e Laodamia.

L’elegia del discidium


Quest’elegia fa parte del terzo libro, dove è presente il discidium, in cui lui le augura la vecchiaia.
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