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- Nato ad Assisi attorno al 50 a.C. fece parte del circolo di Mecenate, che lo accolse dopo aver lodato il suo primo libro. Scrisse nello stesso periodo di Tibullo, si influenzano a vicenda. Nei libri fa riferimento alla morte del nipote di Augusto, Marcello (23 a.C.) e ad alcuni avvenimenti del 16 a.C.. Dal 16 a.C. non si hanno più notizie di lui.
Scrisse 4 libri di elegie.

-Libro I: “Monòbiblos”, 22 componimenti, amore per Cinzia. Afferma di prendere ispirazione dalla donna. Opera dedicata all’amico Tullo. Già dal proemio il poeta si caratterizza come miser, amore infelice. La poesia è l’unico sfogo e l’unico mezzo per conquistare la donna amata. Vita di nequitia dedicata all’amore, ma a differenza di Tibullo afferma che la sua scelta di vita è moralmente discutibile.

-Libro II: Circa 40 componimenti, si apre con la dedica a Mecenate e il rifiuto di scrivere un poema epico. Temi erotici. Nella settima elegia il poeta esulta per la revoca di una proposta di legge che lo avrebbe obbligato a sposarsi e di conseguenza a lasciare Cinzia (che era probabilmente una liberta). Afferma con tono provocatorio che non vuole fornire figli ai trionfi della patria (soldati). Rifiuta totalmente i costumi tradizionali, l’amore domina su tutto (ciò è in contrasto con gli ideali augustei).

-Libro III: 25 elegie. Non è più dedito solo a temi amorosi, si deve adeguare alle richieste dei suoi protettori (Mecenate e Augusto), “Integrazione difficile” di La Penna. Troviamo la celebrazione di Augusto e l’esaltazione della vittoria di Azio. Le ultime due elegie presentano il tema del discidium in cui il poeta abbandona Cinzia (abbandono della poesia d’amore).

-Libro IV: Nel proemio evidenzia il proposito di celebrare Roma, divenendo così in linea con la propaganda ufficiale, ripetendo però ancora una volta il suo rifiuto per l’epica. Vuole fare poesia eziologica (“Aitia” di Callìmaco), spiegare quindi le origini di feste, riti, nomi di luoghi, attraverso il mito. Ripresenta ancora una volta però l’amore per Cinzia, infatti delle dieci successive alla prima, solo 5 elegie si possono considerare eziologiche, e vengono definite “elegie romane”. In un’altra gli appare in sogno il fantasma di Cinzia, che lo rimprovera di averla tradita mentre lei gli è sempre stata fedele.

-Caratteristiche: Anche in lui si mischiano spunti autobiografici e letterari. È più intenso e passionale di Tibullo. Come in Tibullo cambi di interlocutore e passaggi da un tema all’altro per associazioni di idee. La sua poesia è più complessa e difficile, più elaborata e ricercata e piuttosto metaforica. La difficoltà è data anche dai numerosissimi riferimenti al mito, in cui trova degli exempla da confrontare con la propria situazione amorosa. Ricorre al mito anche per sublimare la sua storia d’amore, sottraendola alla banalità quotidiana.

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