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Sesto Properzio fu il poeta dell'amore totalizzante per un'unica donna.
Properzio nacque in Umbria, intorno agli anni 50, da una famiglia equestre benestante. Dopo la guerra di Perugia subì lutti e confische e si trasferì a Roma per tentare la carriera forense e politica. Nel 28 a.C., dopo la pubblicazione del primo canzoniere, entrò in contatto con Mecenate e il suo circolo. Morì, probabilmente, intorno al 16 a.C.
Properzio proietta le sue emozioni nel mito, trasfigurando il poeta-innamorato e la sua donna in personaggi mitici che vivono in un mondo idealizzato il loro amore eterno, garantito dagli dei, fino ad oltre la morte.
Di Sesto Properzio possediamo quattro libri di elegie:
Il I libro, pubblicato nel 28 a.C, è quasi interamente dedicato a Cinzia, una donna elegante, colta e raffinata. Sembra che Cinzia sia solo il nome poetico derivato dal monte sacro ad Apollo, Cinto di Delo, e che il vero nome della donna amata sarebbe Hostia. Oltre alle elegie per Cinzia, l'unico accenno a temi civili è il ricordo della guerra di Perugia e l'ultima elegia è una sorta di firma di tutto il libro.

Il II libro, pubblicato nel 25 a.C., si apre con la recusatio in cui giustifica il proprio rifiuto della poesia epica, ma domina ancora l'amore per Cinzia, anche se la relazione si fa burrascosa.
Il III libro, pubblicato nel 22 a.C., dopo la trattazione di tematiche ideologiche, si chiude con il discidium, ovvero, l'addio definitivo a Cinzia.
Il IV libro, pubblicato nel 16 a.C., contiene solo due elegie dedicate a Cinzia: una che la rappresenta gelosa e vittoriosa; l'altra che rappresenta il fantasma dell'amata, ormai defunta, che gli appare in sogno. Nelle altre elegie predominano le tematiche ufficiali.
La crisi del rapporto con Cinzia spinge Properzio, nel IV ed ultimo libro, ad un diverso tipo di poesia: non si piega alla poesia epica e non rinnega l'elegia, ma la svincola dall'eros: infatti, sul modello degli Aitia di Callimaco (ricordiamo che egli si considerava il 'Callimaco romano'), narra le origini di miti e culti della tradizione italica, mostrando lo stesso interesse per l'eziologia del poeta greco.

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