Properzio

Sesto Properzio nasce probabilmente nel 50 a.C. ad Assisi. Fin da subito mostrò il suo disdegno per le guerre civili, per le quali perdette gran parte del suo patrimonio. Dedicò la propria vita alla poesia, e, dopo la pubblicazione del suo primo libro elegiaco, divenne amico di Mecenate entrando a far parte del suo Circolo letterario.
Nelle sue elegie Properzio canta l’amore per Cinzia, donna bellissima, colta, appassionata e volubile, che morì prima dello stesso poeta. L’amore per la donna – domina è celebrato con grande passione, in quanto Cinzia è per il poeta vita, fonte di ispirazione, con la quale vuole stipulare un foedus pubblico. I primi due dei suoi 4 libri di elegie sono dominati dall’amore per la donna. Properzio manifesta un senso di disagio per la nequitia (dissolutezza) che l’amore gli impone, dal quale derivano i tratti ironici e autoironici con cui raffigura la propria condizione. Nel terzo libro il poeta affronta il tema del discidium, ossia la separazione dall’amata. In questi tre libri non mancano però il ricordo dei danni delle guerre civili, le lodi ad Augusto, temi civili e moraleggianti. Le elegie del quarto libro sono quasi tutte di ispirazione augustea. In esso Properzio si fa cantore delle origini di nomi, culti, monumenti romani e celebra i mores, gli ideali e i miti della patria romana. Non mancano però riferimenti a Cinzia, rievocata con scene di amore coniugale, virtù domestiche e tenere amicizie. La poesia di Properzio è una poesia colta, intellettuale, tutta filtrata dalla cultura. Lo stile di Properzio è denso e concettoso, quasi ermetico: molti sono i riferimenti e le immagini complesse, i sottintesi e le allusioni.

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