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Orazio: vita, opere e arte poetica

Nacque nel 65 a.C. e morì nell’ 8 a.C.
Tramite la sua opera, Orazio ci fa conoscere completamente se stesso. Di origine umile fu inviato dal padre a compiere i suoi studi in Grecia dove ricevette una formazione filosofica. Ritornato a Roma, si trovò coinvolto nella guerra civile e si lasciò convincere da Bruto che aveva conosciuto in Grecia, a far parte dell’esercito repubblicano. Trascinato nella disfatta di Filippi, poté usufruire dell’amnistia accordata ai vinti; fu così che rientrò in Italia anche se tutti i suoi beni erano stati confiscati
La sua carriera letteraria fu rapida e brillante. A 24 anni, cominciò a scrivere dei versi satirici per imporsi all’attenzione ed il successo non si lasciò attendere: Virgilio, che aveva appena pubblicato le Bucoliche, lo presentò a Mecenate di cui divenne intimo amico che gli permise anche entrare nella cerchia di Ottavio.
Il quadro che traspare dalle sue opere è quello di una personalità viva e piacevole, dall’umore giovanile mordace che, però, col tempo diventa più malizioso. E’ un epicureo che ama la vita, la tranquillità e tutto quanto la vita è in grado di offrire
Le due prime opere di Orazio sono Epodion (Epodi) e Saturae (Satire). Egli stessi ci indica il motivo per cui si è interessato alla satira. Di carattere combattivo, preferì questo genere letterario per non seguire le tracce dei giovani poeti del tempo che si stavano rendendo illustri con l’elegia o con i temi bucolici. Cercò quindi un altro campo che meglio si adattasse al suo temperamento.. Man mano che si inseriva nella buona società lasua satira cambia ed acquista un aspetto più originale.. Non si tratta d iun attacco ad un individuo quanto un “sermo”, cioè una libera conversazione che dà l’occasione al poeta di dipingere le vicissitudini ed i vizi dell’uomo.
Successivamente, Orazio pubblica le Odi, cioè realizza il suo più grande sogno: dare a Roma un esempio di poesia lirica che essa non aveva ancora. Per raggiungere questo obiettivo, si ispirò soprattutto a Saffo e agli poeti lirici greci. I temi sono sono tratti dagli avvenimenti del giorno, dai sentimenti personali e dall’amore per la vita. Tema fondamentale e ricorrente è quello del “carpe diem” che avrà tanta parte nell’opera di Ronsard e di Lorenzo il Magnifico.
L’Epistola ai Pisoni, si presenta l’ideale letterario di Orazio. La poesia è opera della ragione, esige una grande opera di apprendimento dai maestri greci, richiede un lavoro minuzioso ed assiduo.
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