Orazio


La vita

Orazio nacque a Venosa nel 65 a.C. Studiò a Roma, benchè suo padre fosse un umile impiegato statale. Intorno ai vent’anni completò la sua preparazione culturale ad Atene. Combattè al fianco di Bruto e Cassio nella sfortunata battaglia di Filippi del 42 a.C. → capisce quanto possa essere difficile la guerra e prova l’umiliazione della sconfitta.
Dopo la battaglia ritorna a Roma → il padre muore → si ritrova in enorme difficoltà economica e trova lavoro come scriba questorius e comincia a ricostruire la propria vita come scrittore e poeta.
Fu Virgilio a scoprirlo come poeta e a presentarlo a Mecenate (39 a.C.). Mecenate decide di aspettare 9 mesi prima di farlo entrare nel circolo (37 a.C.). Intorno al 33 a.C. ricevette da lui in dono un podere in Sabina. Dopo la morte di Virgilio divenne il cantore di Augusto.

Le opere

La produzione poetica di Orazio, sviluppatasi nel corso di un trentennio, è stata tramandata quasi integralmente. Comprende:
➢ Epodon liber (Epodi), che raccoglie 17 componimenti in metri giambici, scritti a partire dal 41 a.C. ma pubblicate nel 30 a.C.: Orazio si ispira ai poeti greci Archiloco e Ipponatte per scrivere carmen dal linguaggio libero in cui si riflettono la crisi storica dell’età delle guerre civili e l’ansia di cambiamento della civiltà romana.
➢ Due libri di Sermones (Satire) in esametri. Orazio si riallaccia ai precedenti scrittori latini di satire e le utilizza per continuare l’osservazione della realtà sociale con toni più cordiali.
➢ Tre libri di Carmina (Odi) editi nel 23 a.C. usando metri lirici e ispirandosi all’antico poeta greco Alceo. Orazio riprende i motivi delle Satire.
➢ Due libri di Epistulae (Epistole) scritti tra il 23 ed il 13 a.C. Utilizza l’esametrodelle Satire e anche la loro intonazione autobiografica, con maggiore propensione però all’analisi filosofica
➢ Ars poetica: un poemetto in 476 esametri, aggiunto al secondo libro delle Epistole, che Orazio indirizzò nel 16 o nel 13 a.C. alla nobile famiglia dei Pisoni, e nel quale sono definiti la natura, gli scopi e gli strumenti della poesia.
➢ Il Carmen saeculare, un inno corale in strofe saffiche, scritto nel 17 a.C. in onore degli Iudi seculares. In questo Carmen evidenzia il suo intento di esaltare la politica di Augusto.
➢ Quarto libro di Carmina.

Orazio di avvale di due forme prevalenti di produzione poetica: la poesia lirica (Epodi e Odi) e la poesia esametrica (Satire e Epistole).
La poesia lirica si suddivide in poesia monodica (un solo personaggio) e poesia corale (recitata da più persone).
Monodica = concentrata sull’individuo e sui suoi sentimenti (ad introdurre la lirica monodica fu Catullo).

Corale = concentrato sul fine collettivo → vittorie patriottiche/ giochi e gare.
Il primo rappresentante della lirica fu Orazio → conosce perfettamente tutti i grandi poeti della Grecia.
Le liriche singole di questi autori vengono riprese da Orazio ma non copiate. Quella di Orazio, ma di tutti i poeti augustei, viene definita arte allusiva poiché parte con un attacco testuale tipicamente greco per poi allontanarsene completamente e rielaborarlo in modo autonomo → simboleggia l’appartenenza del poeta alla cultura greca.
Caratteri fondamentali della lirica:
➢ Personale visione del mondo → Orazio riesce a trasmettere sensazioni e sentimenti. Il poeta si pone fuori dalla sua contemporaneità per introdurre un percorso nuovo → anticipa i tempi.
➢ Poesia per pochi eletti → coloro che riescono a capire la corrispondenza tra significante e significato → corrispondenza tra il senso che si vuole dare alla parola e il suo vero significato.


Contenuti

Orazio è un uomo che ama la tranquillità e la saggezza → consapevole di sé e degli altri, tanto da riuscire a valutare la realtà del mondo (felicità, dolori) con una certa distanza → vena di ironia. I sentimenti di Orazio sono per lo più sentimenti di tranquillità, pacatezza e felicità.

Temi

Esistenza umana → sentimenti
➢ Attenta osservazione della realtà (cordiale → serena, non adirata)
➢ Ricerca della saggezza (metriotes) → consapevolezza della grande imperfezione umana → Orazio comprende anche gli aspetti negativi dell’uomo. Mediocrità = equilibrio che non porta l’uomo alla negatività ma nemmeno alla positività.
➢ Indipendenza e autonomia dal potere → vuole dimostrare di riuscire ad essere differente dagli altri → trova la sua dimensione spirituale quando si reca in campagna.
➢ Amore per la campagna e il suo clima salubre
➢ Malinconia per il trascorrere del tempo: da qui si originano da una parte l’invito a godere del presente e dei doni della vita, dall’altra il canto della vita umana che passa.

Il poeta della saggezza quotidiana

Orazio fu attento lettore delle opere filosofiche dei dossografi (espositori ellenistici delle dottrine dei filosofi) e fu attratto dall’epicureismo. Nelle sue opere il poeta ha tracciato via via un programma di saggezza individuale, ispirato all’insegnamento delle scuole ellenistiche ma rielaborato alla luce di una personale filosofia di sopravvivenza.
Orazio sostiene il ritiro dalla folla e dalle occupazioni delle città e basa la sua ideologia sull’ideale dell’autosufficienza, sul controllo delle passioni (non vanno negate ma tenute a freno) e sul criterio della medietas, “il giusto mezzo”.
La sua vita solitaria diventa il simbolo i come per essere davvero felici basti accontentarsi del poco o del giusto: solo rinunciando ai sogni troppo grandi e coltivando il proprio piccolo, il saggio potrà ritenersi libero sul piano morale.

Approfondimento: Ariosto, moderno scrittore di satire alla maniera di Orazio

In Italia, il poeta rinascimentale più vicino ad Orazio fu Ludovico Ariosto che lo imitò largamente nelle sue setta Satire (proprio come d’altra parte Orazio si era comportato nei confronti dei suoi modelli greci).
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