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Tito Livio nasce a Padova il 59 a.C.

La sua famiglia, i Livi, era una famiglia di origine plebea, che poteva tuttavia vantare, da parte materna, antenati di un determinato spessore: infatti si dice che in questa famiglia vi siano stati 8 consoli, 2 censori, un dittatore e un magistrato.

Tito Livio fu educato nella sua città natale da un grammatico (da cui imparò a scrivere e il greco) e da un retore (che lo avvicinò alla politica).

In data incerta il filosofo si trasferì a Roma al fine di terminare gli studi e qui fece amicizia col princeps Augusto.

Non ebbe da lui incarichi pubblici, ma si dedicò unicamente alla scrittura e alla redazione dei libri dell' Ab Urbe Condita. Oltre ad esso, scrisse nello stesso tempo appunti filosofici e di retorica, purtroppo andati perduti. Ebbe anche due figli, un maschio e una femmina.

In data altrettanto incerta ritornò a Padova, dove morì nel 17 d.C.

Soffermandomi sull' Ab Urbe Condita: questo libro parla delle storie di Roma, a partire da Romolo e Remo fino ad arrivare al principato di Augusto. Lo scopo di questo libro si sarà già capito: con il collegamento Romolo e Remo - Ottaviano Augusto, il libro rappresenta una sorta di propaganda per il princeps, in quanto lo fa rendere un diretto discendente dei due fratelli che diedero origine a Roma.

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