Terenzio: lo stile


La tecnica della contaminazione, attuata non solo da Terenzio, ma anche da autori precedenti come Nevio ed Ennio, consiste nel mescolare due opere diverse di un altro autore, creando un ibrido composto da alcuni riferimenti sia dall'una che dall'altra opera. A quel tempo la contaminatio era vista in modo negativo, poiché ad esso si attribuiva una funzione sacra, ciò che Terenzio non aveva.

Il prologo ha sempre avuto la funzione di premessa delle opere, dove scrivere un po’ i temi, i personaggi e la storia che verranno trattate. Terenzio rivoluziona l’uso del prologo attribuendogli la funzione di uno spazio d’autore, un’autocoscienza, in cui appunto l’autore poteva liberamente esprimere le proprie opinioni. Per esempio, nel prologo dell’Andria, Terenzio si difende dall’accusa che gli era stata attribuita, non rivelando nulla sull’opera.

Terenzio venne chiamato il Menandro latino, poiché è il primo che riesce a portare un tema borghese come il filoellenismo a Roma, cioè l’amore per la cultura greca. Viene riconosciuto con questo nome anche per il fatto di aver ridotto l’elemento musicale nella scena, e la diversa numerazione dei personaggi. Tuttavia è però definito un Menandro dimezzato, ma non in senso negativo, bensì per intendere che egli ha trattato temi diversi dal poeta greco, legati al mondo universale.

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