Genius 13137 punti

Annales Maximi

Particolare importanza assume la scrittura in due settori della cultura latina arcaica: la storiografia e il diritto.
La storiografia, la cui nascita come vero e proprio genere letterario è stimolata e favorita dal fecondo contatto con la produzione greca, ha un importante precedente indigeno nei cosiddetti Annales maximi (“Annali massimi”) o Annales pontificio maximi, una complizaione annuale di tipo cronachistico e redatta dal capo del collegio sacerdotale dei pontefici. All’inizio di ogni anno, una tavola imbiancata, contrassegnata dall’indicazione cronologica costituita dal nome dei consoli e degli altri magistrati, veniva esposta fuori della regia, la residenza ufficiale del pontefice massimo, ed era poi riempita via via di annotazioni finché, ad anno concluso, veniva ritirata e conservata nell’archivio. Questo materiale fu poi raccolto in ottanta libri e pubblicato a cura del pontefice massimo Publio Mucio Scivola, verso la fine del II secolo a.C., quando l’uso di redigere gli Annales maximi cessò.

Quanto al tipo di notizie che venivano registrate dal pontefice sulla tavola, dovevano largamente prevalere notazioni che Catone il Censore considera di carattere banale o superstizioso: dati relativi all’andamento dell’annata agricola e ai suoi riflessi sui prezzi, eclissi, calamità naturali, prodigi e conseguenti riti espiatori. Si ricavaq tuttavia da altre fonti che nella tavola erano registrate anche, sia pure in modo sommario e schematico, le res gestae, ossia i principali avvenimenti politici e militari.
Il valore storico di questi antichissimi documenti, utilizzati come fonti dai primi storiografi latini, non era limitato soltanto dal carattere estremamente sommario delle annotazioni, ma anche dalla loro probabile tendenziosità, dovuta al fatto che alla metà del III secolo a.C. la carica di pontefice massimo era riservata alla nobilitas patrizia.
Lo scopo per cui venivano compilati gli Annales era duplice: informare il popolo degli avvenimenti importanti via via che si verificavano, offrendone in forma scritta e pubblica una versione ufficiale, è mantenere nel tempo il ricordo dei fatti (a tal fine le tavole venivano conservate nell’archivio, dove potevano essere consultate).
La produzione annalistica non nasce dunque con intenti letterari: si propone scopi di documentazione archivistica e, pur sottintendendo una tendenza a concepire storicamente le vicende di Roma e della sua comunità, non presuppone un vero e proprio pubblico di lettori. Tuttavia gli Annales maximi furono tra le fonti dei più antichi storici latini e fornirono loro anche l’impostazione annalistica, ossia l’esposizione degli avvenimenti anno per anno, modello che fu conservato successivamente da grandi storiografi come Livio e Tacito.

Hai bisogno di aiuto in Arcaica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email