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La struttura e i personaggi nelle commedie di Plauto


Le commedie plautine sono anzitutto traduzioni di testi comici greci, per lo più composti da poeti della Commedia Nuova ; l’intervento di Plauto si esplica, comunque, in una traduzione “artistica”, che comporta la conservazione degli intrecci di base,ma anche un profondo adattamento e, talora, una vera e propria modifica degli originali, di cui il poeta taglia, amplifica o riduce le scene a proprio piacimento. Sono eliminati gli intermezzi corali (privi di collegamento con la trama), che spezzavano le commedie greche in atti, ma nel contempo sono create nuove parti recitate (deverbia) e soprattutto numerose sezioni cantate (cantica).

La struttura di base delle commedie plautine è fissa: in una situazione iniziale, solitamente neutra o positiva, si crea un contrasto fra due (o più) personaggi, motivato dal desiderio di possedere una cosa (un oggetto o una donna); questa situazione di frizione produce una peripezia, che può essere risolta grazie all’inganno oppure grazie al “riconoscimento” della non sussistenza del motivo di contrasto. Le peculiarità dell’intreccio sono subito rivelate nel prologo iniziale, grazie al quale il pubblico risulta immediatamente informato della vicenda: Plauto, infatti, non bada né all’originalità (o alla coerenza) degli intrecci né all’approfondimento psicologico o caratteriale dei personaggi, ma piuttosto alla elaborazione di situazioni concluse che siano fonte di comicità nelle azioni e nelle battute dei personaggi.

Da questo punto di vista, il personaggio del servo svolge un ruolo fondamentale, poiché rappresenta, nella maggior parte delle commedie, la figura dell’ideatore dei piani dolosi e il risolutore delle situazioni più complesse e intricate, rivelandosi così come il vero "regista" delle azioni degli altri personaggi. La centralità della figura del servo non assume, comunque, un ruolo eversivo o anticonformista: il servo, infatti, agisce di solito in favore del suo padrone e, dal buon esito delle proprie trame, quasi mai ricava un beneficio diretto (ma tutt’al più un beneficio di riflesso, dovuto all'affermazione del personaggio coadiuvato dal servo stesso). Anche il lieto fine di tutte le commedie e il ristabilimento conclusivo di una situazione di equilibrio sociale testimoniano la componente puramente giocosa della commedia plautina e la mancanza di una vera finalità polemica.

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