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Ab urbe condita libri


L'opera è di natura storiografica ed il titolo, "Ab urbe condita libri" significa "libri dalla fondazione della Città", suggerisce come Tito Livio si sia posto il fine di raccontare la storia di Roma dalle sue origini.
La narrazione si struttura in annales, infatti la storia si dirama per anni e non per avvenimenti.
L'opera è composta da 142 libri che vanno dall'arrivo di Enea in Italia fino al 9 a.C., ma a noi ne sono arrivati solamente 32: i primi dieci e quelli che vanno dalla seconda guerra punica fino al 167a.C.
Nonostante tutto abbiamo di circa tutti i libri le "Periochae", ovvero i riassunti.
Come di consuetudine dello stile annalistico, i libri più recenti sono i più lunghi poiché Livio non aveva un panorama definito dell'antichità.
Nel sesto libro del "ab urbe condita libri", Tito Livio afferma di avere poche fonti per narrare perfettamente i fatti che riguardano l'antichità, egli sostiene di poter effettuare un racconto sicuro a partire dal IV libro a.C.

Lo storico ricava le informazioni utili per i suoi scritti prevalentemente dalle opere dei suoi predecessori. Le fonti sono perciò molteplici, le principali sono quelle che derivano dallo storico greco Polibio, dalla monografia di Celio Antipatro sulla seconda guerra punica, dalle "origine" di Catone.
Livio USA queste fonti che fungono da base, ma ne utilizza altre di minor spessore come una sorta di verifica.
A questi testi attua, inoltre, un'originale elaborazione e appoggia alcuni scritti, mentre ne contraddice degli altri.

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