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Il genere storiografico


La storiografia a Roma si basava sul modello degli “Annales Maximi”, secondo cui la storia è solo un elenco delle cose avvenute durante l’anno sotto l’autorità di un certo console e quindi la parte fondamentale della storia è collegata alle conquiste del popolo romano. Non esisteva una storiografia vera e propria dato che si aveva questa concezione; gli Annales non erano opere storiografiche dato che lo storico ha il compito principale di interpretare i fatti della storia mostrando i risvolti che determinano.
Il primo documento che rinnega l’impianto annalistico sono le Origines, che presentano una narrazione più coesa e hanno l’obiettivo di raccontare nascita e crescita delle civiltà italiche che hanno permesso a Roma di prosperare e raggiungere il livello di ricchezza della repubblica del periodo di catone. Lo sviluppo di Roma viene qui inteso, dunque, cin base allo sviluppo delle altre civiltà italiche.
Vi sono due principali differenze tra storiografia e annalistica:
in primo luogo, la narrazione non è divisa anno per anno ma è unitaria e permette di comprendere il rapporto causa-effetto
in più, non racconta solo di azioni di ambito bellico, è democratica e quindi deve raccontare anche gli eventi che hanno portato alla nascita e sviluppo delle altre civiltà con cui Roma ha stretto dei rapporti che le hanno permesso di diventare più forte. Vengono effettuate delle analisi sociali e di costume dei popoli fratelli dei romani dato che si è ingrandita soprattutto grazie alla felice coesistenza con altri popoli come Latini e Sabini: non è solo frutto di guerre e conquiste ma di una società multiforme.
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