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Fedro: cenni biografici e caratteristiche delle favole


Fedro nacque in Macedonia e ancora fanciullo fu condotto a Roma come schiavo dell’imperatore Augusto che più tardi lo rese un uomo libero. Di lui non conosciamo la data di morte, tuttavia è noto che morì vecchissimo.
Iniziò a pubblicare le sue favole sotto il regno di Tiberio, dichiarando che il suo modesto intento era solo quello di voler mettere in versi le favole di Esopo, il grande scrittore greco. In realtà si allontanò dal suo modello per trovare altri contenuti e soprattutto per ispirarsi all’epoca a lui contemporanea.
Con le sue favole, Fedro denuncia i soprusi dei potenti, le ingiustizie sociali e tutti i vizi presenti nella società romana che egli vuole correggere con ammonimenti o esempi. Per raggiungere il suo obiettivo, egli ricorre al mondo degli animali; tuttavia di essi il lettore sente solo la voce umana e non si nota l’aspetto animalesco. Poiché il ministro di Tiberio, Seiano, credeva che in alcune favole ci fossero allusioni alla sua persona, lo fece perseguitare
Delle favole (in tutto 123), ci sono giunti cinque libri, ma la raccolta doveva essere molto più ampia. Anche se a volte la morale non è proprio ben rappresentata e non sempre in linea con il racconto, le favole si distinguono per la chiarezza, l’eleganza, la concisione e la sobrietà dello stile. Lo scopo della sua poesia è morale, mentre La Fontaine ha un obiettivo esclusivamente estetico.
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